La lirica italiana nasce come poesia d’amore, quindi il tema non è più la fede ma il poeta esprime i suoi sentimenti e le sue idee.

Essa nasce alla corte di Federico di Svevia, re di Sicilia; prende vita la Scuola Siciliana i cui poeti cantano dell’amore di un cavaliere per una dama, mettendo in risalto il rapporto di fedeltà che legava il vassallo al suo signore.

Nella seconda metà del ‘200, i testi della Scuola Siciliana si diffondono e quindi il modo di scrivere poesia cambia. Infatti, un gruppo di poeti quali Guido Guinizelli, Dante Alighieri, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni e Cino da Pistoia danno vita ad una nuova poesia lirica che Dante definirà Dolce Stil Novo.

Chiamata così perchè rappresenta qualcosa di nuovo ma dolce e melodioso.

La donna che è presente dei versi ha qualcosa di angelico, quasi divino, infatti si parla di donna-angelo. Ella è rappresentata con un colore del viso pallido, con gli occhi chiari e bionda. Non bisogna conquistarla ma contemplarla, anche da lontano, ed ammirare la sua infinita bellezza.

Affinchè questo sia possibile il poeta deve essere gentile, sensibile, educato .

Un’altra novità usata da questi poeti è il linguaggio che è volgare ma definito da Dante illustre. Essi scrivono i versi usando molta attenzione alle parole che devono essere comuni ma allo stesso tempo eleganti.

Gli stilnovisti prediligono i sonetti e le canzoni.

Nel Duecento in Toscana si diffonde anche la poesia comico-realistica che si contrappone a quelle colte della Scuola Siciliana e del Dolce Stil Novo.

Tale poesia è in polemica con il mondo nobile che è cantato dai poeti stilnovisti, e vuole mettere in evidenza l’altra faccia della realtà. Vuole rappresentare la vita di tutti i giorni in tutti i suoi aspetti.

I temi ricorrenti nella poesia comico-realistica sono l’amore inteso dal punto di vista fisico, l’esaltazione del gioco del bere, cioè dei piaceri terreni, il bisogno costante di denaro.

Il linguaggio usato diviene di basso livello, brutale e a volte osceno.

Queste poesie, però, nonostante siano scritte in maniera volgare sono comunque tecnicamente perfette; il loro scopo è provocare e fare polemica.

Fra gli autori più rappresentativi ricordiamo Cecco Angiolieri.

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