Verso il 2000 a.C gli Ebrei si stabilirono in Palestina; una terra situata tra mare e deserto e attraversata dal fiume Giordano.

Essi erano pastori nomadi divisi in dodici tribù , guidate dall’uomo più anziano, che veniva chiamato patriarca. Essi coltivavano i campi e allevavano il bestiame. Quando si stabilivano in un territorio, vi si fermavano fino al raccolto successivo.

Attorno al 1700 a.C. gli ebrei a causa di popoli invasori e di una lunga siccità, si trasferirono in Egitto, dove vissero in pace per più di quattro secoli. Poi cominciarono ad essere perseguitati e trattati come schiavi.

Allora decisero di fuggire. Guidati da Mosè, con un lungo viaggio, che durò quarant’anni, chiamato Esodo, tornarono in Palestina.

Le tribù si unirono, anche per sconfiggere i popoli che ormai si erano stabiliti in quei luoghi, e formarono il Regno d’Israele che si rafforzò con Davide e poi con Salomone.

Il regno però fu conquistato da molti popoli, gli ultimi furono i Romani, che nel 70 d.C.,  li costrinsero ad abbandonare la loro terra. Ebbe così inizio la diaspora, cioè la dispersione degli ebrei in tutto il mondo.

La storia degli Ebrei è narrata nella Bibbia.

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