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Tag Archives: PROGRAMMA GRAMMATICA ELEMENTARI

Gli aggettivi numerali

Gli aggettivi numerali possono indicare una quantità precisa o una posizione d’ordine ben definita infatti si dividono in aggettivi numerali cardinali e ordinali.

GLI AGGETTIVI NUMERALI CARDINALI

Gli aggettivi numerali cardinali sono invariabili sia nel genere che nel numero e sono : uno, due, tre , quattro…., sedice,…centocinquanta,…ecc.)

Solo uno (una, un, un’) e mille( che al plurale ha la forma -mila) non rispettano la regola. Dammi un solo minuto, Mi compri una palla?   Vorrei mille baci.  A quel concerto c’erano ventimila persone.

Per stabilire se uno è un aggettivo o articolo indeterminativo bisogna prestare ben attenzione al suo significato:

  • se si fa riferimento alla quantità precisa: è aggettivo numerale: Ho comprato 6 mele è un melone.
  • se non si fa riferimanto alla quantità precisa allora è articolo indeterminativo: Una bambina diventerà donna.

Il numero tre si scrive senza accento. Vogliono invece l’accento i suoi composti: ventitrè, trentatrè,…centotrè, ecc.

Milione e miliardo non sono aggettivi ma nomi.

GLI AGGETTIVI NUMERALI ORDINALI

Gli aggettivi numerali ordinali concordano nel genere e nel numero con il nome a cui si riferiscono: Ha attaccato il primo francobollo della seconda pagina.

Spesso sono preceduti dall’articolo. Tra gli aggettivi numerali si considerano anche ultimo, penultimo, terzultimo,… e così via.

In un testo scritto, i numerali si scrivono in lettere.

Spesso gli aggettivi numerali sia ordinali che cardinali sono sostantivati, cioè sono usati come nomi.

Il primo in classifica;   Ci metto pochi secondi;  Al supermercato fanno il tre per due.

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Gli aggettivi dimostrativi

Gli aggettivi dimostrativi specificano posizione e tempo del nome a cui si riferiscono. Infatti:

  • questo indica una persona, un animale o una cosa vicini nello spazio e nel tempo a chi parla;
  • codesto indica una persona, un animale o una cosa vicini nello spazio e nel tempo a chi ascolta;
  • quello indica una persona, un animale o una cosa lontani nello spazio e nel tempo sia da chi parla che da chi ascolta.

Anche gli aggettivi dimostrativi concordano nel genere e nel numero con il nome. Davanti ai nomi che iniziano con vocale è possibile usare la forma apostrofata.

aggettivi dimostrativi

aggettivi dimostrativi

Sono Aggettivi dimostrativi anche  stesso, medesimo e tale. Stesso, medesimo e tale hanno il significato di uguale, identico.

Ecco alcuni esempi:

  1. Dimmi, preferisci questi panini o quelle paste?
  2. Ugo ha curato quel povero cucciolo.
  3. Queste caramelle erano tutte in quella scatola.
  4. Ripeti sempre la medesima frase.
  5. Prendo sempre il bus alla stessa fermata.
  6. Questo mese non ho fatto assenze.
  7. Quel pomeriggio ci siamo proprio divertiti.
  8. Quello spettacolo era interessante.- Quegli spettacoli erano interessanti.
  9. Fra poco quell’albero sarà fiorito.- Fra poco quegli alberi saranno fioriti.
  10. Vorrei andare a quel concerto.- Vorrei andare a quei concerti.

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Gli aggettivi possessivi

Gli aggettivi possessivi specificano a chi appartiene la cosa, l’animale o la persona espressi dal nome; sono sei e concordano nel genere e nel numero con il nome di riferimento.

aggettivi possessivi

aggettivi possessivi

Nella lingua italiana si usano, inoltre due aggettivi possessivi: proprio ( propria, propri, proprie) che si usa al posto dei possessivi di 3° persona singolare e plurale, e altrui ( è invariabile e significa degli altri).

L’aggettivo possessivo prende l’articolo davanti ai nomi di parentela plurali e a quelli più affettuosi.

Si dice mio padre; mia madre, oppure il mio papà; la mia mamma.

Vediamo alcuni esempi:

  1. Ho ricevuto la tua cartolina: tra poco ti arriverà la mia lettera.
  2. Rispettiamo le idee altrui.
  3. Giulia prestò la propria racchetta a Marco.
  4. I loro quaderni sono sempre disordinati.
  5. Bisogna tenere in ordine le proprie cose.
  6. I nostri insegnanti ci accompagnano al cinema.
  7. Li salutammo e sentimmo subito la loro mancanza.
  8. Ognuno svolga il proprio esercizio, senza sbirciare sul foglio altrui.

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Aggettivi primitivi, alterati, derivati e composti

GLI AGGETTIVI PRIMITIVI

Gli aggettivi primitivi non derivano da altre parole e sono composti da una radice e da una desinenza: simpatico, carino, veloce, astuta.

GLI AGGETTIVI ALTERATI

Gli aggettivi alterati modificano di poco il significato dell’aggettivo primitivo da cui derivano e sono utili per esprimere meglio ciò che vogliamo dire di una persona, di un animale o di una cosa.

I suffissi per alterare gli aggettivi sono gli stessi usati per alterare i nomi alterati.

GLI AGGETTIVI DERIVATI

Gli aggettivi derivati si formano aggiungendo un suffisso alla radice di un nome o di un verbo:

paura  → pauroso;    spazio → spaziale;    illuminare → illuminato;   amore →  amabile.

GLI AGGETTIVI COMPOSTI

Gli aggettivi composti sono formati da due aggettivi qualificativi, oppure da un aggettivo preceduto da un prefisso.

aggettivo + aggettivo → grigioverde, sacrosanto, a grodolce.

prefisso + aggettivo →  internazionale,  transoceanico,  autosufficiente.

In alcuni casi, il significato dell’aggettivo qualificativo varia a seconda della posizione che assume rispetto al nome: un dipinto grande → un dipinto di grandi dimensioni;   un grande dipinto → un’opera d’arte.

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Esercizio n° 1

Anche gli aggettivi, come i nomi, possono presentare forme alterate a seconda dei suffissi. Indica il tipo di alterazione di ciascuno dei seguenti insiemi di aggettivi qualificativi alterati.

paffutello →                                                                graziosetto →

pigrone →                                                                    dolciastro →

carino →                                                                       grassoccio →

verdastro →                                                                 poveraccio →

Esercizio n° 2

Gli aggettivi primitivi sono formati  solo dalla radice e dalla desinenza. Trova la forma base di questi aggettivi sul vocabolario e indica il significato esatto.

obsoleto → antico, solo, obbligato

mite  → scarso, pacifico, opaco

giulive → carino, agile, felice

sapido → saporito, insipido, saggio

avvezze → abituato, secco, avvincente

idonei → giusto, sfavorevole, dolce

Esercizio n° 3

Gli aggettivi derivati uniscono alla radice un prefisso o un suffisso. Completa le radici con i suffissi -ale, -abile,-estre, -oso, -ato, -evole, -ivo, -esco.

zuccher……..                       navig………..                       tard………..                     attrezz………..

lacrim………….                   polizi………..                       piac…………                    spirit………..

terr…………..                       pasqu………..                      decis………..                   burrasc………..

popol……….                        rispett………..                     pittor……….

Esercizio n° 4

Gli aggettivi alterati si formano come i nomi alterati. Indica quale tipo di alterazione ha subito l’aggettivo scrivendo: diminutivo – vezzeggiativo – accrescitivo – dispregiativo.

sciocchino…………….                                              dolciastro…………….

pazzerello …………..                                                azzurrognolo…………

avaraccio …………                                                    pigrone ……………

mattacchione ………                                                palliduccio …………

piccolino ………….                                                   nervosetto …………..

verdastro …………..                                                pesantuccio …………..

grandicello ……….                                                  debolino …………….

Svolgimento

Esercizio n° 1

Anche gli aggettivi, come i nomi, possono presentare forme alterate a seconda dei suffissi. Indica il tipo di alterazione di ciascuno dei seguenti insiemi di aggettivi qualificativi alterati.

paffutello → diminutivo                                                               graziosetto → diminutivo  

pigrone →  accrescitivo                                                                  dolciastro → dispregiativo 

carino → diminutivo                                                                      grassoccio → dispregiativo 

verdastro → dispregiativo                                                             poveraccio → dispregiativo 

Esercizio n° 2

Gli aggettivi primitivi sono formati  solo dalla radice e dalla desinenza. Trova la forma base di questi aggettivi sul vocabolario e indica il significato esatto.

obsoleto → antico

mite  → pacifico

giulive → felice

sapido → saporito

avvezze → abituato

idonei → giusto

Esercizio n° 3

Gli aggettivi derivati uniscono alla radice un prefisso o un suffisso. Completa le radici con i suffissi -ale, -abile,-estre, -oso, -ato, -evole, -ivo, -esco.

zuccherato                       navigabile                       tardivo                          attrezzato

lacrimevole                       poliziesco                      piacevole                        spiritoso

terrestre                            pasquale                         decisivo                         burrascoso

popoloso                           rispettabile                     pittoresco

Esercizio n° 4

Gli aggettivi alterati si formano come i nomi alterati. Indica quale tipo di alterazione ha subito l’aggettivo scrivendo: diminutivo – vezzeggiativo – accrescitivo – dispregiativo.

sciocchino diminutivo                                             dolciastro  dispregiativo

pazzerello vezzeggiativo                                         azzurrognolo  dispregiativo

avaraccio dispregiativo                                            pigrone accrescitivo

mattacchione accrescitivo                                      palliduccio vezzeggiativo

piccolino diminutivo                                                 nervosetto diminutivo

verdastro dispregiativo                                             pesantuccio   vezzeggiativo

L’aggettivo sostantivato

L’aggettivo qualificativo, a volte assume la funzione di nome: I vecchi dicono che i giovani hanno tutta la vita davanti a sè.

Vecchi e giovani sono aggettivi ma in questo caso indicano uomini vecchi e ragazzi giovani. In pratica, è come se l’aggettivo prendesse il posto del nome, che è sottointeso. Questi aggettivi, che assolvono il compito del nome, sono chiamati aggettivi sostantivati.

Questo genere di aggettivi viene usato anche per indicare i nomi dei popoli come: i Romani, gli Assiri, i francesi, gli italiani.

Abbiamo usato l’iniziale maiuscola per scrivere il nome dei popoli antichi, mentre la minuscola in tutti gli altri casi. L’aggettivo in questo caso sottointende i nomi di cittadini, uomini, ecc.

Quando però l’aggettivo  che rappresenta un popolo antico  accompagna il nome quindi non è sostantivato, in questo caso l’aggettivo è scritto con la lettera minuscola come: nave fenicia; acquedotto romano ecc.

Per riconoscere l’aggettivo sostantivato basta vedere se questo è preceduto dall’articolo o da un numerale o da un indefinito come : I mondiali di calcio si tengono ogni 4 anni; Molti stranieri visitano l’Italia.

Ecco altri esempi di aggetivi sostantivati:

  1. Il rosso è il colore che preferisco.
  2. Gli onesti rispettano la legge.
  3. Il freddo uccide gli insetti.
  4. Il giudice punì il colpevole.
  5. Il giallo acceso dei campi di grano spiccava nella campagna.
  6. Il caldo torrido di oggi è insopportabile.
  7. Non mi fa nè caldo freddo.

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Esercizio

Nelle seguenti frasi sottolinea gli aggettivi sostantivati.

  • Il bello piace: ecco perchè questo giardino molto bello è ammirato da tutti.
  • Non tutti i ricchi sono generosi, ma a volte le persone ricche fanno importanti donazioni.
  • Ecco figure rettangolari e triangolari: separa le rettangolari dalle triangolari.
  • Oggi mi sento in gran forma, a dire il vero!
  • I carnivori sono animali che si nutrono principalmente di carne.

Svolgimento

Esercizio

Nelle seguenti frasi sottolinea gli aggettivi sostantivati.

  • Il bello piace: ecco perchè questo giardino molto bello è ammirato da tutti.
  • Non tutti i ricchi sono generosi, ma a volte le persone ricche fanno importanti donazioni.
  • Ecco figure rettangolari e triangolari: separa le rettangolari dalle triangolari.
  • Oggi mi sento in gran forma, a dire il vero!
  • I carnivori sono animali che si nutrono principalmente di carne.

I gradi dell’aggettivo

Lo stesso aggettivo può essere usato con diversi gradi d’intensità.

  • quando l’aggettivo esprime solo l’esistenza della qualità: è di grado positivo; Marco è arrabbiato.
  • quando gli aggettivi non esprimono solo la qualità ma stabiliscono un confronto, cioè comparano sono di grado comparativo. Mario è più arrabbiato di Alessandra.
  • quando gli aggettivi esprimono la qualità al massimo grado o in misura elevata: sono di grado superlativo. Giovanni è arrabbiatissimo oppura Marco è il più arrabbiato di tutti. 

Nei gradi comparativo e superlativo, l’intensità dell’aggettivo si specializza ulteriormente.

grado comparativo e superlativo

i gradi dell’aggettivi

Il superlativo assoluto esprime una qualità al massimo grado, senza confronti e oltre che con la desinenza -issimo, si può formare anche:

  • aggiungendo all’aggettivo i prefissi super-, ultra-, arci-, stra- extra- iper-,…Sono superveloce nei calcoli; Sono arcistufo delle tue domande ecc.
  • scrivendo accanto all’aggettivo le parole molto e assaiSono molto contenta di andare a scuola ecc.
  • raddoppiando l’aggettivo. Un vento forte forte si è abbattuto da noi.

A differenza del comparativo che mette a paragone solo due termini, il superlativo relativo (esprime una qualità al massimo grado) confronta una persona, un animale o una cosa con l’intero gruppo di cui fa parte.

Ci sono degli aggettivi che hanno accanto alle forme normali delle forme particolari che derivano dal latino.

comparativi e superlativi

comparativi e superlativi particolari

I comparativi speciali non devono essere preceduti dalla parola più. La mia torta è più migliore della tua. E’ sbagliatissima più non deve essere scritto.

Il superlativo di alcuni aggettivi qualificativi non termina in – issimo, ma:

integro → integerrimo;     celebre → celeberrimo;     salubre → saluberrimo;  acre → acerrimo.

Bisogna anche ricordare che alcuni aggettivi hanno solo il superlativo assoluto, perchè esprimono una qualità già espressa al massimo grado.

Questi aggettivi sono: fantastico, meraviglioso, colossale, enorme, infinito, gigantesco, sublime, straordinario, favoloso.

Diremo:

Ho indossato un vestito fantastico . (non fantasticissimo)

Il gusto di questo gelato è sublime. (non sublimissimo)

Nel mio sogno l’arco era gigantesco. (non molto gigantesco)

Ecco alcuni esempi con i vari gradi dell’aggettivo:

  1. La tartaruga è più lenta della lepre. (grado comparativo di maggioranza)
  2. La piazza era affollatissima. (grado superlativo assoluto)
  3. Lo scatolone è molto pesante. (grado superlativo assoluto)
  4. Mi ha dato una notizia divertente. (grado positivo)
  5. Il ghepardo è il più veloce dei felini. (grado superlativo relativo)
  6. La mia cameretta è piccolissima. (grado superlativo assoluto)
  7. Il Tevere è meno lungo del Po. (grado comparativo di minoranza)
  8. Le ciliegie sono buone quanto le fragole. (grado comparativo di uguaglianza)
  9. Febbraio è il più corto dei mesi.(grado superlativo relativo)
  10. Ho bevuto un vino stravecchio. (grado superlativo assoluto)
  11. Vinci alla lotteria e sarai arcimiliardario. (grado superlativo assoluto)

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L’aggettivo qualificativo

Gli aggettivi qualificativi accompagnano il nome precisando le sue qualità.

L’aggettivo può star prima (la testimone è un’attenta osservatrice) o dopo il nome (mio zio ha il naso lungo).

Laggettivo può seguire il verbo essere ma si riferisce al nome ( le mani del ladro sono sottili).

Ogni aggettivo qualificativo specifica una caratteristica del nome e aiuta a descrivere con ricchezza di particolari qualche cosa o qualcuno. Un nome può essere accompagnato da più aggettivi qualificativi come: Un libro vecchio e rotto;   Il mio dolce orsetto marrone.

Gli aggettivi qualificativi possono esprimere sensazioni fisiche (caldo, gelido, amaro, dolce…), sentimenti e stati d’animo (felice, allegro, triste, contento…), valutazioni (bravo, buono, astuto, furbo,….), colori (blu, rosso, rosa, nero….), dimensioni (corto, stretto, alto, largo, grande…), forme ( quadrato, triangolare…) e cosi via.

L’aggettivo qualificativo è una parte variabile del discorso che concorda nel genere e nel numero con il nome a cui si riferisce e con l’articolo.

Le ciliegie rosse;  un albero alto; i simpatici bambini.

Bisogna però fare attenzione perchè la concordanza di un aggettivo, riferito a due nomi plurali di genere opposto (maschile e femminile) si fa sempre al maschile plurale, per esempio: bambine e bambini simpatici.

Ci son, però, aggettivi invariabili nel genere e nel numero. Per esempio:

  • l’aggettivo giovane cambia nel numero ma non nel genere infatti diremo:  pianta giovane→piante giovani.
  • l’aggettivo egoista al singolare, è invariabile nel genere infatti diremo: uomo egoista→donna egoista.

Per stabilire il genere o il numero dell’aggettivo invariabile basta osservare la desinenza del nome che accompagna e con cui concorda. Per esempio:

bambina altruista ( l’aggettivo è femminile singolare come il nome)→ bambino altruista l’aggettivo è maschile singolare come il nome.

Tra i vari colori abbiamo:

  • l’aggettivo marrone e verde sono invariabili nel genere ( la porta marrone, il tronco marrone);
  • l’aggettivo rosa, viola, blu e arancio sono invariabile sia nel genere che nel numero ( il fiore rosa, i fiori rosa)
  • se usati in coppia tutti gli aggettivi qualificativi riferiti a un colore diventano invariabili ( fiore giallo chiaro).

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Verbo transitivo e intransitivo

Per comprendere che cosa è il genere del verbo è necessario considerarlo nel contesto di una frase , che analizzeremo logicamente per stabilire la relazione  esistente tra il protagonista e il resto degli elementi che lo compongono.

Il verbo è transitivo quando esso permette il transito (passaggio) dell’azione dal soggetto all’oggetto, su cui la stessa azione si compie.

La giraffa bruca i germogli la giraffa è la protagonista cioè il soggetto ed il verbo che esprime l’azione è transitivo perchè l’azione passa dalla protagonista ai germogli che sono l’oggetto su cui cade l’azione.

Tu suoni il violino.

Lava bene quella frutta.

La nonna ha portato un dono per te.

Gli alunni disegnarono un rombo sul foglio.

Il verbo è intransitivo è quando esso non transita su alcun oggetto, quindi il soggetto compie un’azione che si riferisce solo a se stesso.

Martina corre nel prato.

L’aquilone vola nel cielo azzurro.

Accendete il fuoco.

Ti stringo la mano.

La giraffa riposa sotto l’albero  la giraffa è la protagonista cioè il soggetto della frase ed il verbo esprime l’azione ed è intransitivo perchè si ferma sul soggetto non transita, infatti, sotto l’albero esprime il luogo in cui avviene l’azione ma non è oggetto dell’azione.

Per riconoscere se una frase è transitiva o intransitiva  bisogna:

  1. Prima di tutto riconoscere il verbo e il protagonista della frase: Valentina suona la chitarra.
  2. Si rilegge la frase e ci si pone la domanda, chi? che cosa?: Valentina suona   che cosa?
  3. Se la frase suggerisce una risposta, il verbo è transitivo: Valentina suona la chitarra.

In caso contrario il verbo è intransitivo.

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Forma attiva e forma passiva

Il verbo si puà presentare in tre forme: attiva, passiva e riflessive.

1) La forma attivail protagonista della frase è “attivo”, cioè compie l’azione espressa dal verbo.

La mamma lava il pavimento →la mamma compie l’azione espressa dal verbo e cioè lavare il pavimento.

2) La forma passiva il protagonista della frase è “passivo”, cioè subisce l’azione espressa dal verbo.

Il pavimento è lavato dalla mamma → il pavimento subisce l’azione espressa dal verbo cioè essere lavato dalla mamma.

I verbi coniugati alla forma passiva sono sempre formati da ausiliare + participio passato del verbi:

  • i tempi semplici sono formati da due voci verbali : I bambini sono accuditi dalla mamma;
  • i tempi composti sono formati da tre voci verbali : Prima i bambini sono stati accuditi dalla mamma.

3) La forma riflessivail protagonista della frase “agisce” su di sè, cioè compie un’azione su se stesso.

Daria si pettina → Daria compie l’azione di pettinare se stessa.

La coniugazione dei verbi riflessivi è caratterizzata dalla presenza delle parole mi, ti, si, ci, vi, chiamate particelle pronominali.

io mi asciugo tu ti tagli egli si specchierà
noi ci vestimmo voi vi truccate essi si scoprirono

A volte le particelle pronominali si trovano dopo il verbo: lavati, asciughiamoci, pettinatevi

I tempi composti dei verbi riflessivi vogliono sempre l’ausiliare essere. La bambina si era pettinata prima di uscire.

Per riconoscere la forma riflessiva del verbo,spesso, si fa riferimento alla forma pronominale posta davanti al verbo, ma ciò non funziona sempre. Per esempio:

Tu mi curi → tu compi l’azione di curare me : forma attiva

Io mi curo → io compio l’azione di curare me stesso: forma riflessiva,

Quindi se abbiamo dei dubbi ci dobbiamo domandare se il protagonista compie l’azione su se stesso. Se la risposta è affermativa allora il verbom è riflessivo.

Vedi gli esercizi

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Verbi irregolari

Molti verbi della lingua italiana sono chiamati irregolari perchè non seguono il modello della coniugazione a cui appartengono, ma variano nella radice oppure nella desinenza, oppure in entrambi le parti.

verbi irregolari

verbi irregolari

I verbi irregolari sono numerosi e risulta difficile memorizzarli tutti. Nella maggior parte dei casi s’imparano con l’uso.

I verbi irregolari modificano la coniugazione solo in alcuni modi, tempi o in alcune persone.

Per esempio, nascere è un verbo irregolare perchè non segue la regola:

  • nel tempo passato del modo participio: nato;
  • in alcune persone del tempo passato remoto: io nacqui, tu nascesti, egli nacque, noi nascemmo, voi nasceste, essi nacquero.

Vedi verbi irregolari della prima coniugazione.

Verbi irregolari della seconda coniugazione dalla A alla C.

Verbi irregolari della seconda coniugazione dalla D alla F.

Verbi irregolari della seconda coniugazione dalla G alla N.

Verbi irregolari della seconda coniugazione dalla P alla S.

Verbi irregolari della terza coniugazione.

Programma grammatica elementari

Esercizio n° 1

Scrivi l’infinito delle seguenti voci verbali.

bevve →

verrei →

si mosse →

tacque →

tengo →

vissero →

cosse →

diede →

Esercizio n° 2

Dal participio passato risali all’infinito presente.

aperto →

stato →

letto →

udito →

avuto →

preso →

piaciuto →

potuto →

saputo →

voluto →

Esercizio n° 3

Individividua  e sottolinea gli errori nell’uso delle forme verbali presenti nelle frasi e scrivi a fianco la forma corretta.

  1. Prego signora, vadi avanti lei.
  2. Se quel signore stasse seduto, potrei vedere meglio il film.
  3. Vorrei che tu ci dassi retta, almeno questa volta.
  4. Non mi hai più renduto l’ombrello che ti avevo prestato.
  5. I ragazzi fingettero un malore per evitare un severo rimprovero.
  6. La pizza verrà cuociuta nel forno a legna.
  7. Non so più dove ho mettuto i guanti.
  8. Mia sorella aveva nasconduto con cura il suo diario.
  9. I vicini ci hanno conceduto il passaggio sul loro terreno.
  10. Alla sua battuta ridetti di gusto.

Esercizio n° 4

Completa le frasi seguenti, scegliendo la forma verbale corretta fra quelle proposte fra parentesi.

  1. Non credevo che la musica a tutto volume ti (dasse\desse) tanto fastidio.
  2. (Venne\Venì) a trovarci il direttore della scuola e ci (tenè\tenne) un lungo discorso, alla fine del quale ci (facette\fece) i complimenti per il nostro comportamento.
  3. L’arciere (tendette\tese\tesse) la corda dell’arco e scoccò la freccia che (andò\andiede) a conficcarsi proprio al centro del bersaglio.
  4. I ragazzi (correttero\corsero) verso la loro maestra, non appena la (vedono\videro\vedettero) spuntare dal cancello d’ingresso.
  5. Abbiamo (discusso\discututo) a lungo con gli altri ragazzi, quasi per tutta la notte.

Esercizio n° 5

Scrivi nel quaderno la voce irregolare richiesta dei verbi dati all’infinito presente.

  1. cadere: ind. pass. rem. 2° pers. sing.
  2. produrre: ind. pass. pross. 1° pers. sing.
  3. crescere: ind. pass. rem. 3° pers. sing.
  4. valere: cong. pres. 3° pers. sing.
  5. stare: cong. imperf. 1° pers. pl.
  6. fingere: part. pass.
  7. cogliere: ind. pass. rem. 2° pers.pl.
  8. giacere: cong. pres. 3° pers. pl.
  9. ardere: ind. pass. rem. 3° pers. pl.
  10. venire: cong. pres. 3° pers. sing.

Esercizio n° 6

Riscrivi le frasi seguenti, coniugando nella forma corretta i verbi in corsivo.

  1. Vorrei che tu mi dare qualche consiglio.
  2. Stare tranquilla, signora, e vedrà che andare tutto nel modo migliore.
  3. Sarebbe opportuno che tu stare a casa questa sera.
  4. Tutti sappiamo che le parole spesso valere ben poco.
  5. Non mi piace che fare storie.
  6. Prego signori, andare avanti che c’è posto.
  7. Da ragazzo io vivere in un paese di campagna e crescere a contatto con la natura.
  8. Che ne diresti se ti darei un passaggio?
  9. Se un giorno venire a trovarci, potere trascorrere insieme una giornata allegra.
  10. Desidero che tu mi dare ciò che dovere darmi già il mese scorso.

 Svolgimento

Esercizio n° 1

Scrivi l’infinito delle seguenti voci verbali.

bevve → bere

verrei → venire

si mosse → muovere

tacque → tacere

tengo → tenere

vissero → vivere

cosse → cuocere

diede → dare

Esercizio n° 2

Dal participio passato risali all’infinito presente.

aperto → aprire

stato → essere

letto → leggere

udito → udire

avuto → avere

preso → prendere

piaciuto → piacere

potuto → potere

saputo → sapere

voluto → volere

Esercizio n° 3

Individividua  e sottolinea gli errori nell’uso delle forme verbali presenti nelle frasi e scrivi a fianco la forma corretta.

  1. Prego signora, vadi avanti lei.   vada
  2. Se quel signore stasse seduto, potrei vedere meglio il film.   stesse
  3. Vorrei che tu ci dassi retta, almeno questa volta.  dessi
  4. Non mi hai più renduto l’ombrello che ti avevo prestato.  reso
  5. I ragazzi fingettero un malore per evitare un severo rimprovero.   finsero
  6. La pizza verrà cuociuta nel forno a legna.  cotta
  7. Non so più dove ho mettuto i guanti.  messo
  8. Mia sorella aveva nasconduto con cura il suo diario. nascosto
  9. I vicini ci hanno conceduto il passaggio sul loro terreno.  concesso
  10. Alla sua battuta ridetti di gusto.  risi

Esercizio n° 4

Completa le frasi seguenti, scegliendo la forma verbale corretta fra quelle proposte fra parentesi.

  1. Non credevo che la musica a tutto volume ti (dasse\desse) tanto fastidio.
  2. (Venne\Venì) a trovarci il direttore della scuola e ci (tenè\tenne) un lungo discorso, alla fine del quale ci (facette\fece) i complimenti per il nostro comportamento.
  3. L’arciere (tendette\tese\tesse) la corda dell’arco e scoccò la freccia che (andò\andiede) a conficcarsi proprio al centro del bersaglio.
  4. I ragazzi (correttero\corsero) verso la loro maestra, non appena la (vedono\videro\vedettero) spuntare dal cancello d’ingresso.
  5. Abbiamo (discusso\discututo) a lungo con gli altri ragazzi, quasi per tutta la notte.

Esercizio n° 5

Scrivi nel quaderno la voce irregolare richiesta dei verbi dati all’infinito presente.

  1. cadere: ind. pass. rem. 2° pers. sing.  tu cadesti
  2. produrre: ind. pass. pross. 1° pers. sing. io ho prodotto
  3. crescere: ind. pass. rem. 3° pers. sing. egli crebbe
  4. valere: cong. pres. 3° pers. sing.   che egli voglia
  5. stare: cong. imperf. 1° pers. pl.     noi stavamo
  6. fingere: part. pass. finto
  7. cogliere: ind. pass. rem. 2° pers.pl.  voi coglieste
  8. giacere: cong. pres. 3° pers. pl.  che essi giacciano
  9. ardere: ind. pass. rem. 3° pers. pl. essi arsero
  10. venire: cong. pres. 3° pers. sing.  che egli venga

Esercizio n° 6

Riscrivi le frasi seguenti, coniugando nella forma corretta i verbi in corsivo.

  1. Vorrei che tu mi dessi qualche consiglio.
  2. Stia tranquilla, signora, e vedrà che andrà tutto nel modo migliore.
  3. Sarebbe opportuno che tu stessi a casa questa sera.
  4. Tutti sappiamo che le parole spesso valgano ben poco.
  5. Non mi piace che facciate storie.
  6. Prego signori, andate avanti che c’è posto.
  7. Da ragazzo io hoi vissuto in un paese di campagna e sono cresciuto a contatto con la natura.
  8. Che ne diresti se ti dessi un passaggio?
  9. Se un giorno verrete a trovarci, potrete trascorrere insieme una giornata allegra.
  10. Desidero che tu mi dia ciò chedovevi darmi già il mese scorso.