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La proposizione aggiuntiva

La proposizione aggiuntiva indica un fatto o un’azione che si aggiungono a quanto si verifica nella reggente.

La proposizione aggiuntiva ha solo la forma implicita, con il verbo all’infinito, preceduto da oltre che, oltre a.

Oltre a essere un bel ragazzo, quel suo amico è anche simpatico.

Oltre che essere molto colta, Lucia è anche molto simpatica.

La proposizione esclusiva

La proposizione esclusiva indica un fatto o un’azione che non si sono verificati e che pertanto risultano esclusi dall’azione espressa nella reggente.

Ho svolto la verifica senza chiedere l’aiuto a nessuno.

proposizioni

la proposizione esclusiva

La proposizione eccettuativa

La proposizione eccettuativa indica un’idea o una circostanza, tolta la quale si verifica quanto detto nella reggente.

Non posso farci nulla, tranne che sperare nella bontà della professoressa.

proposizione

la proposizione eccettuativa

 

La proposizione limitativa

La proposizione limitativa esprime un concetto o un fatto che limitano il significato di quanto detto nella reggente, restringendolo a un particolare punto di vista o a un determinato ambito.

Per quanto riguarda la matematica, sei proprio negato.

proposizione

la proposizione limitativa

 

La proposizione avversativa

La proposizione avversativa indica un’azione o una situazione che si contrappone a quella espressa dalla reggente.

Invece di risolvere i problemi, ho contato per due ore le pecore sul soffitto.

Hai aperto le finestre, invece di chiuderle.

proposizione

la proposizione avversativa

 

Dal discorso diretto al discorso indiretto

discorso diretto e indiretto

dal discorso diretto al discorso indiretto

La cosa che si nota che nel passaggio dalla forma diretta a quella indiretta, il significato rimane uguale, ma avvengono numerosi cambiamenti:

  •  è eliminata la tipica punteggiatura del discorso diretto;
  • sono cambiate o aggiunte alcune parole o frasi: ad esempio, sicuro viene trasformato nella frase sicuramente ne sarebebe uscito;
  • Sono cambiati i soggetti grammaticali dei verbi: dalla 1° alla 2° persona singolare del dialogo (es. potrò uscirne, devi  desiderarlo), alla 3° persona (es. dovevo desiderarlo);
  • le frasi indipendenti sono trasformate in frasi subordinate oggettive (es. il leone gli rispose che ciò era sicuramente possibile) e interrogative indirette ( es. se sarebbe potuto uscirne o come avrebbe trovato);
  • sono cambiati i tempi e i modi verbali: il tempo presente (es. non è facile, ti può guidare) e il futuro indicativo (es. potrò uscirne, come troverò ) utilizzati nel dialogo, dunque nel discorso diretto, sono sostituiti rispettivamente dall’imperfetto indicativo ( non era facile, poteva guidarlo, doveva desiderarlo) e dal condizionale passato ( sarebbe potuto uscirne, avrebbe trovato).

In pratica possiamo dedurre che per passare dal discorso diretto a quello indiretto bisogna modificare il verbo, il pronome, l‘aggettivo e in qualche caso l’avverbio.

Il presente indicativo diventa per lo più imperfetto.

Anna ha detto: “Io sono stanca”. → Anna ha detto che era stanca.

Il futuro diventa condizionale passato.

Paolo promise: “Studierò di più”. → Paolo promise che avrebbe studiato di più.

Il passato remoto e il passato prossimo diventano trapassato prossimo.

L’imputato dichiarò: ” Io non ho commesso nessun reato”. → L’imputato dichiarò che lui non aveva commesso alcun reato.

L‘imperativo diventa congiuntivo imperfetto oppure infinito presente.

La madre raccomandò ai ragazzi :” Non fate tardi”. → La madre raccomandò ai ragazzi che non facessero tardi. oppure La madre raccomandò ai ragazzi di non fare tardi.

I pronomi personali di prima e seconda persona (io, tu, noi, voi) diventano pronomi di terza persona.

I ragazzi dissero: ” Noi aiuteremo Vincenzo”. → I ragazzi dissero che loro avrebbero aiutato Vincenzo.

Anche i pronomi personali complemento di prima e seconda persona diventano pronomi di terza persona.

Anna disse: “Non vi ho visti“. → Anna disse che non li aveva visti.

  • Laggettivo e il pronome possessivo

Gli aggettivi e i pronomi di prima e seconda persona diventano aggettivi di terza persona.

Ugo disse: Mio padre lavora di notte.” → Ugo disse che suo padre lavorava di notte.

Gli avverbi di modo e di quantità rimangono invariati. Quelli che cambiano sono alcuni avverbi di luogo e di tempo.

qui, qua = lì, là          ieri= il giorno prima                ora= allora, poco fa

oggi = quel giorno            domani = il giorno dopo (o l’indomani)

Paola disse: ” Arriverò domani“. → Paola disse che sarebbe arrivata l‘indomani.

 

 

Il discorso diretto e indiretto

Le parole pronunciate da una persona ( da un animale o cosa nelle favole) possono essere riferite in due modi: tramite il discorso diretto e tramite il discorso indiretto.

Il discorso diretto è quello che riporta le parole di chi parla, esattamente come sono state pronunciate , senza alcun intervento esternoLa volpe chiese alla cicogna: ” Vuoi venire a pranzo da me?”

Il discorso indiretto è quello che riporta in forma di racconto le parole pronunciate da qualcuno, cambiando la struttura del discorso. La volpe chiese alla cicogna se volesse andare a pranzo da lei.

L’USO DEL DISCORSO DIRETTO

Il discorso diretto si usa in tutti i testi in cui il personaggio dice qualcosa:

  • nei racconti;
  • nei discorsi;
  • nelle preghiere;
  • nelle battute di un film, di uno sceneggiato, di un fumetto ecc.

Nella scrittura, per evidenziare il discorso diretto, si ricorre a una precisa punteggiatura:

  • i due puntini;
  • le virgolette, poste in alto all’inizio e alla fine della battuta. Al loro posto si può mettere il trattino (-)

Il discorso diretto è introdotto da verbi quali dire, rispondere, gridare, esclamare ecc.

L’USO DEL DISCORSO INDIRETTO 

Quando si riferiscono le parole pronunciate da altre persone si ricorre per lo più al discorso indiretto.

Il mister ha detto che domenica resterà in panchina.

Il discorso indiretto consente di sintetizzare le battute e di riferirle in maniera personale. Nei testi narrativi le due forme del discorso si alternano; in quello teatrale si fa, invece, uso quasi esclusivamente del discorso diretto.

Dal discorso diretto al discorso indiretto

La proposizione comparativa

La proposizione comparativa stabilisce un paragone o un confronto  con quanto detto nella reggente.

Da un punto di vista logico tale confronto (come per il complemento di paragone) può essere di maggioranza, di minoranza o di uguaglianza.

Il compito di matematica era più difficile di quanto prevedessi.

Questo panino ci è costato meno di quanto l’hai pagato tu.

Sarai giudicato così come ti sarai comportato.

proposizione

la proposizione comparativa

 

Attenzione a non confondere le proposizioni comparative di uguaglianza con le consecutive.

Oggi sono allegro così come lo sono sempre.= proposizione comparativa

Oggi sono così allegro che salterei dalla gioia.= proposizione consecutiva

La proposizione strumentale

La proposizione strumentale indica il mezzo con il quale si realizza l’azione espressa nella reggente.

La proposizione strumentale ha solo la forma implicita, espressa dal gerundio presente o all’infinito preceduto dalla preposizione con + articolo o dalle locuzioni a furia di, a forza di: studiando , con lo studiare, a furia di studiare, a forza di studiare.

Tuffandosi è riuscito a prendere due conchiglie.

Copiando gli esercizi dal tuo compagno non imparerai mai l’inglese.

A furia di cantare  a squarciagola, Michele è rimasto senza voce.

La proposizione strumentale risponde alla domanda per mezzo di che cosa? e può essere sostituita dal complemento di mezzo/strumento.

Per distinguere le modali implicite dalle strumentali bisogna fare ben attenzione al significato dell’espressione.

  • Le modali implicite rispondono alla domanda “in quale modo si svolge l’azione?

Saltando dall’alto di un muretto si è fratturato un piede.

  • Le strumentali rispondono alla domanda “ con quale mezzo o strumento si realizza l’azione?”

Ricopiando il testo più volte lo imparerai più facilmente a memoria.

La proposizione modale

La proposizione modale specifica il modo in cui si svolge l’azione espressa nella reggente.

Il torneo si è svolto come era stato annunciato.

Il bambino leggeva sillabando.

proposizione

la proposizione modale