Trovi utile il nostro sito?

Aiutaci a promuoverlo

Tag Archives: programma scienze quarta elementare

Programma scienze quarta elementare

Programma scienze quarta elementare

Gli scienziati

Il metodo scientifico

Gli stati di aggregazione della materia

Il calore

Come si propaga il calore

Gli effetti del calore

I passaggi di stato

I fenomeni atmosferici

L’acqua

Distribuzione dell’acqua

Energia dell’acqua

L’aria

L’inquinamento dell’aria

Il suolo

I cinque regni

Il ciclo vitale degli esseri viventi

Le piante

Piante semplici e complesse

Le radici e il fusto

La traspirazione delle piante

Le foglie

Il fiore e la riproduzione

Il seme e il frutto

Il regno dei funghi

Il regno animale

La riproduzione degli animali

La respirazione degli animali

Gli invertebrati

I vertebrati

Gli ecosistemi

Adattamento ambientale

Produttori e consumatori

La catena alimentare

 

La catena alimentare

I vegetali e gli animali sono collegati da catene alimentari, in cui le sostanze nutritive si trasferiscono da un organismo all’altro.

Se un coniglio mangia dell’erba, si forma una catena alimentare composta di due anelli. Ma se un uccello rapace si nutre del coniglio, la catena si allunga di un anello.

Esistono numerose catene alimentari a tre anelli, che comprendono i produttori, i consumatori primari, erbivori e secondari, carnivori.

Sono molto comuni anche le catene formate da quattro o più anelli. In questo caso il primo carnivoro viene mangiato da un altro carnivoro, detto consumatore terziario, che generalmente è più aggressivo e più grande. La catena continua con i consumatori di quarto, quinto e sesto ordine… che sono i grandi predatori.

Ogni catena alimentare completa ha come tappa finale la trasformazione in sostanze minerali dei resti vegetali e animali da parte dei decompositori.

Affinchè tutti gli animali abbiano cibo a sufficienza, è importante che vi sia un giusto equilibrio tra produttori, consumatori e decompositori. Solo in questo modo l’ecosistema può mantenersi in equilibrio.

Per esempio consideriamo la savana.

  • Se non ci fossero i predatori, gli erbivori si moltiplicherebbero e consumerebbero tutta l’erba, così non avrebbero più cibo e morirebbero presto.
  • Anche se i predatori fossero troppo numerosi la vita si estinguerebbe: prima scomparirebbero gli erbivori (mangiati dai carnivori), poi i carnivori (che si troverebbero senza prede); per un po’ l’erba prospererebbe, ma senza il concime fornito dagli animali col tempo deperirebbe anch’essa.

I rapporti numerici fra gli organismi di un ecosistema possono essere illustrati da una piramide alimentare. Dove alla base ci sono i produttori che sono i più numerosi; poi seguono i consumatori primari che sono circa 10 volte meno numerosi dei produttori; infine i consumatori secondari che sono circa 10 volte meno numerosi dei consumatori primari.

L’ecosistema non è formato da una singola catena alimentare ma da molte catene alimentari che insieme creano una specie di tela, chiamata rete alimentare.

Vediamo com è fatta una rete alimentare marina.

  1. All’inizio della rete alimentare vi sono i produttori, i vegetali e le alghe microscopiche, che costituiscono il plancton vegetale (fitoplancton).
  2. I piccoli gamberetti, le larve di svariati organismi formano il plasncton animale (zooplancton§) sono i consumatori primari, perchè si nutrono di vegetali.
  3. Vi sono poi i consumatori secondari o terziari, che sono i pesci di varie dimensioni, le tartarughe, i delfini e le balene, le stelle marine e i ricci di mare, che mangiano prede diverse.
  4. In cima alla rete alimentare ci sono i grandi predatori, come l’orca, il tonno o gli uccelli marini.
  5. Alla fine della rete alimentare vi sono i batteri e altri organismi decompositori, che vivono sul fondo marino. Essi trasformano i detriti alimentari, i vegetali e gli animali morti in sostanze minerali, di nuovo utilizzabili dalle alghe.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.

Produttori e consumatori

Nessun essere vivente è autonomo: tutti per vivere abbiamo bisogno di cibo, di un clima adatto, di altri individui della stessa specie…

L’energia per vivere ogni essere vivente la ricava dal cibo di cui si nutre.

Tra i vegetali e gli animali di un ecosistema si stabiliscono diverse relazioni alimentari basate sulla disponibilità di cibo e sul modo di procurarselo.

I vegetali sono in grado di produrre da soli il proprio nutrimento e per questo vengono chiamati produttori.

Al contrario delle piante verdi, gli animali prendono il nome di consumatori perchè si procurano l’energia necessaria per vivere cibandosi di vegetali o di altri animali. Gli animali erbivori vengono detti consumatori di primo ordine, perché si nutrono di piante. I carnivori prendono il nome di consumatori di secondo, terzo… ordine, perchè si nutrono di altri animali.

Un gruppo particolare di consumatori si nutre dei resti degli altri esseri viventi morti: questi organismi, di cui fanno parte le muffe, batteri, funghi, prendono il nome di decompositori in quanto riescono a trasformare ciò che resta degli organismi morti in sostanze che vengono poi trattenute dal terreno e assorbite dalle piante.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.

Adattamento ambientale

Gli animali e le piante modificano il loro aspetto e il loro comportamento per sopravvivere e riprodursi nell’ambiente dove vivono. Questa capacità  prende il nome di adattamento.

Si tratta soprattutto di una difesa contro le minacce esterne: i cambiamenti climatici, gli interventi dell’uomo, la scarsità di cibo, l’aumento dei predatori…

L’adattamento riguarda soprattutto la struttura del corpo.

Molti animali come il camaleonte si mimetizzano, cioè assumono colori diversi in modo da confondersi con quelli dell’ambiente che li circonda. Per la stessa ragione l’ermellino in estate ha un mantello color marrone, mentre in inverno diventa bianco per nascondersi meglio nella neve.

Gli uccelli acquatici hanno sviluppato le zampe palmate per muoversi meglio nell’acqua, mentre i rapaci possiedono una vista acuta per individuare dall’alto la preda e le zampe artigliate per afferrarla al volo.

Le foche hanno il corpo ricoperto da uno spesso strato di grasso che riduce la dispersione di calore e le protegge dalle temperature polari.

L’adattamento interessa anche il comportamento. Alcuni animali come la marmotta, all’inizio dell’inverno cadono in letargo, una specie di sonno profondo. Le funzioni vitali (respirare, mangiare…) sono ridotte al minimo per sopravvivere al freddo e alla mancanza di cibo.

Molte specie all’inizio dell’autunno migrano, cioè si spostano in luoghi più caldi e ricchi di cibo per tornare poi in primavera, come le rondini o le anatre.

Vediamo come piante e animali sono tiusciti a diffondersi in ambienti dove le condizioni di vita sono sfavorevoli.

IL DESERTO

I deserti aridi sono ambienti caratterizzati dalla quasi totale assenza di acqua. Le piogge cadono molto raramente e di giorno il paesaggio è esposto agli ardenti raggi del Sole. Di notte la temperatura scende rapidamente anche sotto lo zero.

Quindi le radici del cactus saguaro si sviluppano per decine di metri attorno, per raccogliere in occasione delle rare piogge, la massima quantità d’acqua. Il prezioso liquido viene immagazzinato nel fusto della pianta, che è in grado di dilatarsi.

Il mesquite è alto pochi metri, ma le sue radici arrivano a 30 metri di profondità, per trovare l’acqua di cui la pianta ha bisogno.

La volpe del deserto ha orecchie particolarmnente grandi, utili non solo per percepire il minimo rumore prodotto dalle prede, ma anche per disperdere nell’aria il calore accumulato dal corpo.

L’ALTA MONTAGNA

Il principale problema delle piante che vivono negli ambienti montani è impedire il congelamento dei liquidi che scorrono dentro di loro.

La maggior parte delle conifere produce una sostanza, la resina, che impedisce ai liquidi di gelare: in questo modo le foglie aghiformi possono continuare a svolgere la fotosintesi anche al freddo.

Molti alberi in autunno perdono le foglie: così la fotosintesi si interrompe e nei vasi non scorrono più liquidi.

LE REGIONI POLARI

Nelle regioni polari, le condizioni climatiche sono proibitive per le piante, qui vivono però alcuni animali.

Le penne del pinguino imperatore ricoprono tutto il corpo e hanno le punte rivolte verso l’interno, per non lasciare nemmeno uno spiraglio. La loro copertura è così efficiente che, quando c’è il sole, i pinguini devono tenere le ali staccate dal corpo per rinfrescarsi all’aria.

La folta pelliccia e lo spesso strato corporeo dell’orso bianco riducono al minimo la dispersione del calore.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.

Gli ecosistemi

Il luogo dove ogni essere vivente vive è chiamato habitat. Esso possiede le caratteristiche necessarie affinchè ciascun organismo possa abitarlo. L’insieme di questi fattori, chiamati fattori ambientali, formano l’ambiente.

In ogni habitat possiamo notare i fattori fisici, cioè la luce, il calore, l’umidità e il tipo di terreno, e i fattori biologici, cioè piante, fiori, animali e anche l’uomo.

Gli esseri viventi adeguano il loro comportamento e aspetto in relazione ai fattori ambientali e fisici dell’ambiente in cui vivono.

L’interazione tra gli esseri viventi e i fattori fisici del loro habitat dà origine a un insieme di relazioni chiamato ecosistema. La scienza che studia queste relazioni si chiama ecologia.

Sulla Terra esistono vari tipi di ecosistemi come quelli acquatici (stagno, fiume, mare…), quelli terrestri (bosco, prato…) ciascuno con caratteristiche particolari.

L’ecosistema mediterraneo è caratterizzato da inverni freddi e umidi, da estati secche e calde e dal suolo povero di sostanze nutrienti. Questo ha portato allo sviluppo soprattutto di macchie e arbusti, che resistono alla siccità, e di piante sempreverdi. Gli arbusti della macchia mediterranea sono spesso aromatici, come l’alloro e il rosmarino, e danno un caratteristico profumo all’ambiente. Tra la fauna tipica dell’ambiente mediterraneo possiamo trovare il riccio e il cinghiale.

L’ecositema bosco comprende diversi tipi di vegetali, ma offre cibo e riparo a una grande varietà di animali.

Nel bosco le piante non hanno tutte la stessa altezza. Gli alberi più alti distendono i rami in modo da avere tutte le foglie esposte alla luce del Sole. Gli arbusti e le piante più basse si devono accontentare della poca luce che arriva e formano un intreccio di cespugli, erbe e fiori: il sottobosco. Qui troviamo anche vegetali che preferiscono l’ombra e l’umidità, come le felci e i muschi. Ci sono poi le piante rampicanti come l‘edera, che cresce sui tronchi degli alberi per raggiungere la luce del Sole.

Tra gli animali predatori troviamo la faina, la donnola, la volpe; quelli che vivono tra gli arbusti sono i topi campagnoli, i ricci e i ghiri; poi troviamo le farfalle, le talpe; sui rami degli alberi costruiscono il loro nido il picchio, il pettirosso, il fringuello, la civetta e il gufo; sugli alberi poi vive lo scoiattolo; troviamo ancora le cavallette, i grilli, le formiche e i lombrichi; il bosco inoltre è ricco di funghi.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.

I vertebrati

Tutti gli animali vertebrati sono dotati di scheletro interno, una struttura rigida formata dalle ossa che sostiene il corpo, e dalla colonna vertebrale per sostenerli, che è la parte più importante dello scheletro formata da una catena di anelli ossei sovrapposti chiamate vertebre.

Gli zoologi dividono i vertebrati in cinque gruppi: pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.

Pesci, anfibi e rettili sono animali a sangue freddo o eterotermi, cioè la loro temperatura corporea varia a seconda di quella dell’ambiente.

Uccelli e mammiferi sono animali omeotermi, cioè a sangue caldo: la temperatura del corpo rimane costante indipendentemente dalla temperatura dell’ambiente esterno.

1) I pesci → sono animali acquatici dalla forma affusolata, che respirano per mezzo delle branchie attraverso le quali assorbono l’ossigeno dell’acqua. Il loro corpo è rivestito di scaglie deniminate squame che, insieme al muco che riveste il corpo, hanno la funzione di far scivolare meglio il pesce nell’acqua. Per il movimento utilizzano: le pinne per cambiare direzione, la coda per spingersi in avanti e la vescica natatoria per spostarsi in verticale. Quando la vescica si riempie d’aria, il pesce sale fino in superficie, se si svuota scende. Generalmente sono ovipari.

2) Gli anfibi  → trascorrono parte della loro vita in acqua e parte sulla terra. Vivono in ambienti umidi e durante la riproduzione tornano in acqua. I tritoni e le salamandre sono anfibi con la coda. Le rane, i rospi e le raganelle, invece sono senza coda. Essi utilizzano le zampe posteriori, più lunghe di quelle anteriori, sia per nuotare sia per saltare. Questi animali, che appena nati respirano con le branchie, da adulti respirano con i polmoni, ma la loro respirazione avviene anche attraverso la pelle. Negli anfibi, come nei pesci, la temperatura del corpo cambia, quindi sono eterotermi. Quando la temperatura esterna diminuisce, alcuni anfibi si nascondono nel fango e si ibernano: ciò significa che passano la stagione invernale dormendo.

Le femmine di anfibio depongono le uova a migliaia nell’acqua: le uova sono avvolte da una massa gelatinosa che le protegge e le fa galleggiare.

Appena usciti dalle uova gli anfibi sono chiamati girini: vivono nell’acqua e respirano con le branchie come i pesci.

Poi gradualmente si trasformano attraverso la metamorfosi. Diventati adulti gli anfibi si adattano alla vita terrestre: sviluppano quattro arti e respirano con i polmoni. Gli anfibi adulti sono carnivori: si cibano di insetti, ragni, vermi…

3) I rettili → si sono adattati sia agli ambienti acquatici sia a quelli terrestri per cui hanno assunto caratteristiche fisiche diverse e sviluppato diverse forme di movimento.

Ci sono infatti i serpenti che strisciano contraendo e allungando i muscoli del loro corpo e curvando la colonna vertebrale che è molto flessibile: ci sono i rettili dotati di zampe come la lucertola, le iguane, i camaleonti, le tartarughe terrestri, i coccodrilli…; e infine i rettili, come le tartarughe marine, con le pinne.

I rettili hanno il corpo ricoperto di squame(i serpenti, le lucertole…) o di placche ossee (la tartaruga, il coccodrillo…). La loro pelle si rinnova periodicamente con un processo chiamato muta.

Generalmente i rettili sono carnivori. Alcuni si cibano di insetti, altri di animali più grandi: per esempio il pitone o l’anaconda soffocano la preda, la vipera e il cobra invece la paralizzano con il veleno. La maggior parte dei rettili è ovipara.

Tutti i rettili depongono le uova sulla terraferma e respirano con i polmoni. Sono eterotermi e quindi cercano sempre il sole per riscaldarsi.

4) Gli uccelli → sono animali che hanno sviluppato la capacità di volare. Il corpo degli uccelli è ricoperto di piume, che servono a ripararli dal freddo, e da penne che sono utili per il volo. Il loro scheletro è formato da ossa cave (vuote), in cui circola l’aria; collegate alle ossa ci sono le sacche aeree, piccole cavità che ricevono l’aria dai polmoni: l’aria circola nelle ossa e rende l’animale più leggero e adatto al volo.

In realtà vi sono uccelli che non riescono a sollevarsi in volo come la gallina, lo struzzo…, mentre altri come il pinguino hanno trasformato le ali in due agili pinne che servono per nuotare.

La forma del becco dipende dall’ambiente in cui vivono.

L’alimentazione dipende dalla specie: ci sono uccelli granivori come il passero dal becco corto e robusto adatto a spezzare i semi; insettivori come il picchio dal becco lungo e appuntito per scovare le larve e gli insetti nella corteccia degli alberi; carnivori come l’aquila con il becco adunco e robusto per strappare la carne dalle prede; onnivori come le anatre che si cibano di pesciolini o piante acquatiche usando il loro becco largo e piatto. Tutti gli uccelli sono ovipari e respirano con i polmoni.

Tutti gli uccelli sono omeotermi cioè la loro temperatura è costante.

5) I mammiferi → sono stati insieme agli uccelli i primi a comparire sulla Terra. Essi sono adattati ai vari tipi di ambiente modificando il loro comportamento e la loro capacità di movimento: sono presenti nell’acqua come i cetacei (delfini, balene…), nell’aria come i pipistrelli, che volano grazie a un sottile strato di pelle fra le loro dita, sulla terra dove vive la maggior parte di essi. Anche l’uomo è un mammifero.

I mammiferi prendono questo nome perchè le femmine possiedono le ghiandole mammarie, o mammelle, che producono latte utile per nutrire i piccoli appena nati.

I mammiferi sono vivipari, cioè partoriscono individui del tutto formati.

Essi sono dotati di quattro arti: alcuni per camminare li posano tutti e due a terra(quadrupedi), altri invece, come l’uomo, si muovono solo su due arti  (bipedi).

I mammiferi acquatici hanno modificato gli arti trasformandoli in pinne. A parte quelli marini, i mammiferi hanno il corpo ricoperto di peli.

Ci sono mammiferi carnivori, erbivori e anche onnivori, come l’uomo.

Respirano tutti attraverso i polmoni, compresi i mammiferi marini. Sono omeotermi come gli uccelli cioè hanno la temperatura del corpo costante.

Particolari sono le balene, come anche i delfini, le orche e gli altri mammiferi marini che escono regolarmente dall’acqua per respirare.

  • L’aria entra dalla bocca e arriva nei polmoni, come ogni mammifero. Qui viene trattenuto l’ossigeno;
  • L’anidride carbonica viene espulsa attraverso lo sfiatatoio, un “foro” che si trova nella parte superiore della testa;
  • Il caratteristico spruzzo che si vede è provocato dalla fuoriuscita dell’anidride carbonica.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.

Gli invertebrati

Gli invertebrati sono il gruppo più diffuso in natura, costituiscono il 95% delle specie esistenti e vivono in qualsiasi ambiente.

Sono stati i primi animali a comparire sulla Terra, più precisamente nell’acqua.

Sono animali privi di uno scheletro interno: alcuni hanno il corpo completamente molle, altri possiedono strutture rigide interne o esterne.

La loro temperatura corporea varia a seconda di quella ambientale, per cui sono detti eterotromi.

Gli zoologi suddividono gli invertebrati in sei gruppi.

  1. Poriferi → sono le creature più semplici tra gli animali, come le spugne. Vivono nell’acqua, di solito in colonie aggrappate alle rocce. Il loro corpo è ricoperto di pori attraverso i quali entra e esce l’acqua: in questo modo trattengono le sostanze nutritive ed espellono quelle di scarto.
  2. Celenterati  →si tratta di animali marini come le meduse, gli anemoni di mare e i coralli. Questi ultimi possiedono lo scheletro esterno, vivono in colonie sul fondo marino e formano le barriere coralline. I celenterati come le meduse hanno la forma simile a un piccolo sacco chiuso la cui unica apertura è la bocca, situata sotto il corpo e circondata dai tentacoli utili per catturare le prede.
  3. Molluschi  → possiedono un corpo molle (seppia, polpo…) che in molti casi è protetto da una conchiglia o da un guscio (vongole, telline…). Vivono quasi tutti nell’acqua, tranne la lumaca e la chiocciola che sono animali terrestri. Il loro corpo può essere diviso in tre parti, anche se spesso non sono ben distinte: capo, sacca, che contiene gli organi interni, e il piede, la parte muscolare con cui si muovono.
  4. Echinodermi  → vivono nel mare, si muovono grazie agli aculei o i tentacoli. Fanno parte di questo gruppo: le stelle marine, che sono carnivore e i ricci di mare, che sono onnivori.
  5. Anellidi  → si tratta di vermi, sia acquatici che terrestri, come i lombrichi. Hanno il corpo molle e allungato, formato da anelli che contraendosi e dilatandosi permettono il movimento. Per nutrirsi hanno due aperture alle parti estreme del corpo: da una parte entra il cibo, dall’altra escono i rifiuti.
  6. Artropodi  → a questo gruppo appartengono vari tipi di invertebrati che vivono nell’acqua, sulla terra e nell’aria.

I crostacei marini come il granchio, il gambero e l’aragosta possiedono uno scheletro esterno (esoscheletro). Il corpo è formato da due parti, il cefalotorace e l’addome, e le sei zampe sono articolate, come le chele.

Gli aracnidi come i ragni e gli scorpioni hanno le stesse caratteristiche dei crostacei tranne che possiedono otto zampe.

Gli insetti sono gli animali più numerosi e diffusi sulla Terra. Sono dotati di sei zampe e hanno il corpo formato da tre parti: il capo che comprende gli occhi, le antenne e l’apparato boccale, che può essere masticatore come nelle cavallette o succhiatore come nella farfalla; il torace da cui spuntano le zampe e, se ci sono, le ali; l’addome che contiene vari organi, tra cui quelli dell’apparato digerente e respiratorio. Sono insetti le formiche, api, vespe, termiti, mosche, zanzare, coccinelle, cavallette, libellule…..

Molti insetti alla nascita hanno un aspetto diverso da quello adulto: subiscono infatti una metamorfosi. Ne è un esempio la farfalla.

  1. Dall’uovo nasce la larva, la quale si nutre per diverse settimane e cresce molto velocemente.
  2. Poi si rinchiude in un bozzolo e si trasforma in pupa o crisalide: per alcune settimane il bozzolo resta chiuso e la pupa si trasforma in insetto adulto.
  3. A metamorfosi compiuta la farfalla buca il bozzolo e esce fuori.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.

La respirazione degli animali

Per poter trasformare il cibo in energia tutti gli animali hanno bisogno dell’ossigeno. Questo viene assorbito dall’aria e dall’acqua, attraverso un processo chiamato respirazione.

Durante la respirazione, oltre ad assumere ossigeno, l’organismo elimina l’anidride carbonica.

Gli animali delle diverse specie svolgano la respirazione con organi diversi.

Attraverso le branchie → è la respirazione tipica dei pesci e in genere degli animali acquatici. Le branchie sono sottili lamelle che si trovano ai lati del corpo. Esse contengono dei canali sottilissimi dove scorre il sangue: l’acqua piena di ossigeno, entra nella bocca e, giunta nelle branchie, cede l’ossigeno al sangue e poi fuoriesce da una piega della pelle chiamata opercolo, il quale si solleva e si abbassa regolarmenete.

Attraverso i polmoni → è il modo di respirare soprattutto degli animali terrestri di medie e di grandi dimensioni, ma anche dei mammiferi marini. L’aria, ricca di ossigeno, entra attraverso la bocca  e raggiunge i polmoni, i quali sono simili a dei sacchi spugnosi rivestiti di tanti vasi sanguigni. Qui l’aria deposita l’oissigeno nel sangue e si carica di anidride carbonica per poi uscire nuovamente dalla bocca.

Attraverso la pelle → i vermi e in parte anche gli anfibi respirano attraverso la pelle. Questa è molto sottile, liscia e umida ed è coperta da piccolisime aperture attraverso cui passano l’aria e l’ossigeno.

Attraverso gli stigmi → questo è il modo di respirare degli animali molto piccoli, in particolare degli insetti. Nell’addome ci sono dei piccolissimi fori: gli stigmi. Da questi partono le trachee, dei tubicini che pian piano diventano sempre più piccoli. Attraverso questi tubicini l’aria, e quindi l’ossigeno, giunge a tutte le cellule dell’animale.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.

La riproduzione degli animali

La riproduzione è una delle funzioni vitali svolte dagli organismi viventi.

La maggior parte degli animali, come le piante, si riproducono per fecondazione: la cellula riproduttiva femminile (ovulo) viene fecondata dalla cellula riproduttiva maschile (spermatozoo). La loro unione dà origine all’embrione, che sviluppandosi dà vita a un nuovo organismo della stessa specie. Lo sviluppo dell’embrione varia da un animale all’altro.

Negli animali si possono distinguere tre forme di riproduzione: ovipara, vivipara e ovovipara.

  • Ovipari sono gli animali che depongono le uova. L’uovo contiene le sostanze nutritive di cui l’embrione ha bisogno per svilupparsi. Quando il nuovo essere è completamente formato, rompe il guscio e esce all’esterno. Sono ovipari quasi tutti i pesci, gli anfibi, i rettili, gli uccelli e molti invertebrati, tra cui gli insetti. Le uova di rettili e uccelli hanno un guscio duro e robusto, che le protegge e impedisce che secchino all’aria, quelle degli animali sono invece morbide e fragili.

Nella maggior parte dei pesci, la femmina depone un gran numero di uova, che vengono fecondate dal maschio e poi abbandonate.

Quasi tutti i rettili lasciano che le loro uova si schiudano da sole in luoghi caldi e protetti; alcuni scavano un nido.

Gli uccelli preparano accoglienti nidi per le loro uova, le covano a lungo e si prendono cura dei piccoli appena nati, procurando loro il cibo di cui hanno bisogno e affiancandoli nei primi voli.

Dalle uova degli insetti fuoriescono organismi molto diversi dagli individui adulti. Si chiamano larve o ninfe e attraversano durante la crescita diversi stadi e cambiamenti (metamorfosi).

  • Negli animali vivipari l’embrione si sviluppa nel corpo della madre e un organo apposito, la placenta provvede a nutrire l’embrione, poi i piccoli sono partoriti, cioè crescono all’esterno, già formati. I nuovi nati vengono chiamati inetti perchè non sono in grado di badare a se stessi, in particolare la madre li nutre con il proprio latte per un certo periodo. I genitori proteggono i figli e spesso insegnano loro molte cose, come cacciare, rispettare i capi. Sono vivipari tutti i mammiferi, compresi quelli acquatici.

La femmina del canguro, del koala, dell’opossum e di pochi altri mammiferi ha una tasca sul ventre, chiamato marsupio, in cui il nuovo essere, appena partorito, si rifugia e completa il proprio sviluppo, nutrendosi del latte materno.

  • Pochissimi animali sono ovovipari: alcuni pesci come gli squali, alcuni rettili come le vipere e alcuni insetti. Questi animali si riproducono con le uova, che però restano all’interno del corpo materno finchè il nuovo organismo non è perfettamente formato. A questo punto il guscio viene rotto e il piccolo viene partorito.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.

Il regno animale

Gli animali costituiscono il regno più numeroso degli esseri viventi. Gli scienziati classificano gli animali in base a che cosa mangiano, all’aspetto, ma soprattutto in base al modo in cui svolgono le funzioni vitali.

NUTRIZIONE

Come le piante , anche gli animali nascono, si nutrono, crescono, si riproducono e muoiono. Ma a differenza delle piante non sono capaci di prodursi il cibo: si nutrono di altri esseri viventi e quindi sono eterotrofi.

A seconda del cibo di cui si nutrono gli animali vengono divisi in tre gruppi.

  • Gli erbivori sono animali che si nutrono solo di vegetali, come la mucca che bruca l’erba, la giraffa che mangia le foglie , il passero che mangia i semi , l’ape e la farfalla che succhiano il nettare dai fiori.
  • I carnivori sono animali che si nutrono solo di altri animali, come il leopardo, i serpenti, le lucertole, l’aquila, lo squalo…
  • Sono detti onnivori gli animali che come l’uomo, si cibano sia di animali che di vegetali (il maiale, l’orso, alcuni uccelli…)

STRUTTURA DEL CORPO

In base alla struttura ossea dei vari animali, questo regno si divide in due grandi famiglie: gli invertebrati e i vertebrati.

  • Gli animali che non hanno lo scheletro interno si dicono invertebrati.
  • Gli animali che all’interno del loro corpo possiedono la colonna vertebrale che sostiene lo scheletro si chiamano vertebrati.

Programma scienze quarta elementare

Se vuoi ascoltare l’articolo scarica il file.