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Lo storico e i suoi aiutanti

Lo storico è una persona che studia i fatti e cerca di capire e scoprire gli avvenimenti accaduti anche tanto tempo fa.

Lo storico quindi:

  • raccoglie, legge e confronta i documenti (le fonti scritte) negli archivi e nelle biblioteche;
  • osseva e studia le fonti materiali e iconografiche;
  • se è possibile ascolta le testimonianze (fonti orali);
  • riordina le informazioni raccolte;
  • scrive libri di storia o articoli sui giornali.

Poichè il lavoro dello storico è molto complesso si fa avvale di altri scienziati.

Gli aiutanti dello storico:

  • il geologo studia le rocce e cerca di capire come e quando si sono formate. Grazie al suo studio lo storico viene aiutato a capire l’età dei reperti sepolti nel terreno o nelle rocce;
  • il paleontologo studia i resti fossili di antichissimi animali e piante.
  • l’ archeologo cerca e studia i resti di antichi edifici e oggetti (vasi, gioielli, oggetti vari ecc.)
  • l’antropologo studia l’origine, la trasformazione e le abitudini dell’essere umano.

Archivio= luogo dove si coservao i documenti.

Reperto= ciò che resta di antichi oggetti o esseri viventi.

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Le fonti storiche

Lo storico è lo studioso che cerca di scoprire cosa è avvenuto nel passato. Per svolgere il suo lavoro deve analizzare le fonti del periodo che vuole studiare. Esistono diversi tipi di fonti:

  • fonti materiali: sono gli oggetti e le strutture che l’uomo ha costruito nel passato come gioielli, armi, tempi ecc. Anche i resti di animali, piante e persone sono fonti materiali;
  • fonti visive (o iconografiche) : sono quadri, disegni, fotografie, dipinti sui muri delle caverne ecc.
  • fonti scritte: sono tutti i documenti scritti come segni, parole incise sulla pietra, sulle tombe, diari, giornali ecc.
  • fonti orali: sono le testimonianze , cioè i racconti a voce di persone che erano presenti ad un evento importante. Sono fonti orali anche i canti popolari che raccontano il passato.

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La linea del tempo

Per studiare il passato è importate ordinare gli avvenimenti in ordine di tempo, cioè in ordine cronologico, dal più antico al più recente. L’ordine cronologico va sempre dal prima al dopo.

La linea del tempo è una rappresentazione grafica che ci aiuta a sistemare gli eventi in ordine cronologico.

Per contare gli anni su questa linea immaginaria del tempo è stato necessario scegliere un punto di riferimento. Per noi il punto di riferimnento è la nascita di Gesù Cristo. Gli anni che vengono prima della nascita di Gesù si contano all’indietro e si indicano con la sigla a.C. ( avanti Cristo). Quelli che vengono dopo la nascita di Gesù, si contano in avanti e si indicano con la sigla d.C. (dopo Cristo).

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Date e periodi storici

Per capire che cosa è avvenuto nel passato è importante conoscere quando sono avvenuti i fatti , cioè conoscere le date e i periodi.

La data indica con precisione quando è avvenuto un fatto.

Il periodo, è una parte di tempo che può durare qualche giorno, settimane o anche centinaia di anni, e ha un inizio e una fine.

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La storia

La storia studia fatti avvenuti nel passato. Il passato può essere vicino, se è trascorso da poco tempo e si chiama passato recente.

Se invece i fatti sono avvenuti moltissimo tempo fa, parliamo di passato lontano o lontanissimo.

Per conoscere i fatti del passato bisogna cercare informazioni in diversi modi:

  • ascoltare i racconti di chi ricorda i fatti avvenuti;
  • guardare foto, disegni, immagini di quel periodo;
  • osservare oggetti di quel tempo;
  • leggere documenti e testimonianze scritte.

Tutti gli elementi che ci forniscono informazioni sui fatti del passato si chiamano fonti.

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Una città Neolitica

I villaggi nel Neolitico pian piano si ingrandirono e le capanne e palafitte furono sostituite da abitazioni più solide , costruite con mattoni di argilla. Si passò quindi dal villaggio alla città.

In una città le case erano costruite una attaccata all’altra, non avevano porte perchè si entrava dal tetto. Non c’erano strade, ci si spostava camminando sui tetti. Sui tetti la gente si incontrava e lavorava.

Ogni casa era divisa in due stanze: una era usata come dispensa; nell’altra c’erano il forno e dei letti per dormire. Ogni casa aveva una piccola finestra. Alcune stanze del villaggio erano decorate e usate per cerimonie religiose.

Intorno al villaggio c’erano i campi coltivati e le zone del pascolo.

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La divisione dei compiti nel Neolitico

La popolazione dei villaggi aumentò tanto quindi, fu necessario suddividere i compiti e stabilire delle regole di vita.

I contadini si dedicavano all’agricoltura e all’allevamento;

Gli artigiani producevano oggetti;

I guerrieri difendevano la città dai nemici;

Il sacerdote si occupava della religione.

Per far rispettare meglio le regole di un villaggio fu necessario scegliere un capo a cui affidare il compito di prendere le decisioni più importanti. Con il passar del tempo i capi villaggi divenero re.

Alcuni villaggi del Neolitico molto popolati si ingrandirono fino a trasformarsi in città. Costruirono delle mura per difendersi dai nemici. Al centro della città c’era il palazzo del re e il tempio dove si svolgevano le cerimonie religiose.

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Il commercio e la scrittura nel Neolitico

Gli artigiani cominciarono a produrre non solo gli oggetti che servivano alla loro famiglia ma anche gli oggetti che servivano ai loro vicini che scambiavano con cibo ed altri prodotti. Questo scambio si chiamava baratto e fu la prima forma di commercio.

Con il tempo questi scambi si estesero anche ai villaggi vicini. Nacquero allora i mercanti cioè persone che si occupavano di trasportare e scambiare le merci.

Gli scambi commerciali divennero sempre più numerosi. Per registrarli nacque la necessità di incidere su delle tavolette dei segni che rappresentavano la quantità di merci scambiate. Questa fu la prima forma di scrittura.

Secondo gli storici con l’invenzione della scrittura finisce la Preistoria ed inizia la Storia.

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La scoperta dei metalli

Circa settemila anni fa gli uomini si accorsero che alcune pietre, se venivano scaldate prima fondevano (cioè si scioglievano) e, una volta raffreddate, tornavano solide. Avevano scoperto i metalli.

I metalli una volta fusi potevano assumere diverse forme che mantenevano una volta raffreddati.

Quindi incominciarono a preparare degli stampi con delle forme specifiche, fondevano il metallo in forni speciali, il metallo fuso lo ponevano nello stampo e una volta raffreddato e quindi solidificato, rompevano lo stampo per ottenere l’oggetto desiderato.

Oro, rame e bronzo

I primi metalli usati dall’uomo furono l’oro e il rame. Erano metalli facili da lavorare.

Con il rame producevano gioielli ma anche lame, asce e vasi. Gli oggetti in rame non erano molto resistenti quindi provarono a mescolare il rame  allo stagno formando una lega molto più resistente che si chiama bronzo.

Con il bronzo costruivano le armi che erano molto più resistenti e duravano nel tempo.

Il ferro

Solo dopo alcuni millenni, gli uomini impararono ad estrarre il ferro, un metallo che fonde ( diventa liquido)  ad altissime temperature. Con il ferro si costruivano armi indistruttibili, quindi, i popoli che lo sapevano estrarre erano molto forti in guerra. Visto che i metalli pian piano andarono a sostituire la pietra nella costruzione degli oggetti, gli archeologi hanno chiamato l’ultimo periodo della Preistoria Età dei metalli che a sua volta è stata divisa in Età del rame, Età del bronzo ed Età del ferro.

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L’artigianato nel Neolitico

Con lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento era più facile procurarsi il cibo quindi, alcuni uomini poterono specializzarsi in altre attività come fare cesti, fabbricare armi e utensili, modellare l’argilla per ottenere recipienti e mattoni ecc. In pratica divennero artigiani.

I tessuti

Già nel Paleolitico si sapeva intrecciare le fibre ottenute dai rami per ottenere indumenti, cesti ed altro.

Le fibre più usate erano il lino e la canapa.

La tessitura

Gli uomini impararono anche a lavorare la lana delle pecore e delle capre ottenendo così caldi indumenti.

Una volta tosato l’animale cioè tolto tutto il pelo, questo lo si faceva diventare un unico filo e lo si intrecciava per formare un tessuto. Solo successivamente fu inventato il telaio, una macchina utile per fabbricare i tessuti.

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