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Programma geografia quarta elementare

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I fiumi in Italia

I laghi in Italia

I mari

I disastri ambientali

I disastri ambientali

Spesso si sentono notizie di eventi disastrosi, come eruzioni vulcaniche , incendi di boschi e alluvioni. Alcuni di questi disastri sono calamità naturali, cioè dipendono dalle forze della natura. Le cause di un terremoto, di una mareggiata, di una valanga, in genere sono naturali. Spesso alcune calamità sono provocate dagli uomini, per esempio molti incendi nei boschi sono causati volontariamente dall’uomo.

Rischio frane

Molte zone del territorio italiano sono a forte rischio frane. Le cause sono molte.

Innanzitutto sono importanti le caratteristiche del suolo, che in molte aree è di natura friabile e può essere sbriciolato da piogge prolungate. L’ uomo contribuisce al rischio frane con il diboscamento. La distruzione o la mancata cura dei boschi, infatti, rendono il suolo meno compatto.

Infine, la costruzione di strade, ponti e gallerie senza che si conosca bene la natura del terreno può causare danni alle zone circostanti. Per prevenire le frane è necessario provvedere al rinnovamento e al mantenimento  dei boschi. Gli alberi, infatti, con le foglie e i rami attenuano la violenza delle piogge e con le radici trattengono il terreno.

Rischio terremoti

Una delle calamità naturali che fanno più paura è il terremoto. L’Italia soprattutto nelle zone del centro-sud, è spesso interessata da scosse che fanno tremare la terra. Nel nostro paese ci sono stati molti terremoti , che hanno fatto tantissime vittime.

I terremoti sono fenomeni sismici provocati dall’enorme energia che i movimenti dell’interno della crosta terrestre liberano. Dove i bordi delle placche entrano in contatto e si spingono oppure scivolano una accanto all’altro, lì, a ogni brusco spostamento, si libera energia e la terra si muove.

Difendersi dai terremoti non è semplice perché non sono prevedibili, l’unica cosa è che si conoscono le zone più a rischio e quindi in quei luoghi bisognerebbe costruire delle abitazioni antisismiche.

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I mari

L ‘Italia si trova nel Mar Mediterraneo, che la circonda quasi completamente. In prossimità dei diversi tratti di costa, il Mediterraneo prende nomi diversi.

Partendo da est, si incontra il Mar Adriatico, che ha un bacino chiuso e poco esteso. È il meno profondo e salato dei mari italiani. Oltrepassando la punta estrema della Puglia si arriva poi sul Mar Tirreno tra le coste occidentali dell’Italia e la Sicilia, la Sardegna e la Corsica. Dal Mar Tirreno, attraverso le Bocche di Bonifacio, si arriva al Mar di Sardegna. Puntando poi a Nord, fra la Corsica e la Liguria, si incontra il Mar Ligure. Infine, all’estremo sud dell’Italia s’incontra il Mar di Sicilia, che si estende tra le coste meridionali dell’isola e l’Africa.

I mari italiani non sono ricchi di pesce. Fa eccezione l’Adriatico, che è infatti il mare più pescoso. La scarsa pescosità è dovuta a fattori naturali

Le lagune

Nei tratti di costa pianeggianti spesso si accumulano detriti, trasportati sia dai fiumi sia dalle forti mareggiate. Si formano così lingue di terra parallele alla costa: i lidi.

Il tratto di mare fra queste lingue di terra e la costa si chiama laguna. Famosissima è la Laguna Veneta, dove sorge Venezia.

Le coste

Le coste italiane sono lunghe oltre 7 000 chilometri e presentano una notevole varietà di aspetti.

Dove l’entroterra é pianeggiante, le coste sono basse e sabbiose, come in molti tratti del Mar Adriatico. Dove invece, le montagne arrivano a strapiombo sul mare, come nel Mar Ligure e nel Mar Tirreno, le coste sono alte e rocciose, con molte insenature, cioè piccole rientranze riparate, e golfi, cioè rientranze più ampie e aperte.

Lungo le coste, in luoghi ben riparati dalle mareggiate, sono stati costruiti i porti, dove le navi possono attraccare con facilitá e sicurezza.

Attorno ai porti si sono sviluppate grandi città: Genova, Livorno, Venezie, Trieste, Napoli, Palermo, Bari. Questi centri vivono delle attività legate al porto: i commerci e la lavorazione delle merci che arrivano via mare.

Il turismo balneare è l’attività principale che da’ lavoro ad un gran numero di persone.

Flora e fauna

Un elemento che accomuna tutto il paesaggio costiero è la macchia mediterranea formata da arbusti, come il mirto, la lavanda, il ginepro, il rosmarino.…, ambiente tipico della nostra penisola. In prossimità delle coste si trovano coltivazioni di ulivi e agrumi. Nelle acque del mare vivono tantissime specie di pesci, crostacei e molluschi, nonché alghe e piante acquatiche. Il cielo è popolato invece da gabbiani, aironi e fenicotteri.

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I laghi in Italia

I laghi italiani vengono distinti in base all’origine.

  • Laghi glaciali: il lago Maggiore, di Garda, di Como, d’Iseo e altri minori si trovano nelle Prealpi e occupano le conche scavate da antichi ghiacciai; sono profondi, di forma allungata e molto estesi.
  • Laghi alpini: si tratta di piccoli laghi che nascono dalle acque di nevai e ghiacciai; si trovano quindi a quote elevate.
  • Laghi vulcanici: i laghi di Bolsena, di Bracciano, di Vico e altri laghi minori del Centro Italia riempiono i crateri di antichi vulcani ormai spenti e sono abbastanza profondi.
  • Laghi costieri: i maggiori si trovano in Puglia e sono i laghi di Lesina e Varano. Dune di sabbia hanno separato un bacino di acqua dal mare: sono perciò laghi salmastri poco profondi.
  • Vi è poi un lago d’origine tettonica e alluvionale: il Trasimeno, formatosi a causa di un abbassamento del terreno che è stato poi colmato da detriti fluviali.
  • In Italia vi sono inoltre numerosi laghi artificiali, realizzati dall’uomo mediante la costruzione di una diga per produrre energia e per avere riserve d’acqua con cui irrigare i campi.

Flora e fauna

I grandi laghi prealpini mitigano il clima delle zone circostanti: per questo sulle loro rive crescono piante di tipo mediterraneo, come l’ulivo e il limone. Nelle acque dolci dei laghi vivono lucci, carpe, tinche, trote e alborelle. Sulle rive nidificano molti uccelli, come l’airone bianco e il germano reale.

Risorse e attività attorno ai laghi

L’ambiente del lago, con il suo clima mite, è particolarmente favorevole alla vita dell’uomo: lungo le rive e nelle aree circostanti sorgono numerosi paesi e cittadine.

L’ abbondanza di acqua dolce ha favorito lo sviluppo dell’agricoltura, soprattutto lungo le sponde dei grandi laghi prealpini, dove crescono ulivi, viti e alberi da frutto.

Nei laghi è praticata anche la pesca.

Il clima gradevole e la bellezza dei paesaggi attira sui laghi numerosi turisti, richiamati anche dalla possibilità di praticare sport come la vela e il surf.

I grandi laghi italiani, inoltre, sono navigabili.

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I fiumi in Italia

I geografi suddividono i fiumi italiani in tre grandi gruppi.

  • I fiumi alpini nascono dalle Alpi; sono ricchi di acqua tutto l’anno, perchè alimentati, oltre che dalle precipitazioni, da nevai e ghiacciai. Molti sono affluenti del Po cioè che sfociano in esso; altri versano le loro acque nel Mar Adriatico: l’Adige, il Brenta, il Piave, il Tagliamento e l’Isonzo.
  • I fiumi appenninici nascono negli Appennini e spesso sono brevi; la loro portata d’acqua è elevata nelle stagioni piovose e ridotta nei periodi di siccità, si dice perciò che hanno carattere torrentizio. Fanno eccezione l‘Arno, che bagna Firenze, e il Tevere che attraversa Roma.
  • I fiumi delle isole sono brevi e poveri d’acqua.

Il Po

Il Po nasce dal Monviso, in Piemonte, a 2 000 metri di altitudine. Dopo un breve tratto montano e collinare, in cui ha l’aspetto e le caratteristiche di un torrente, giunge in pianura.

In pianura la velocità dell’acqua si riduce e il Po rallenta il suo corso. In Piemonte riceve le acque d’importanti affluenti, come la Dora Baltea, che ne arricchiscono la portata.

In Lombardia il Po incontra il Ticino e diventa navigabile anche per le grosse imbarcazioni. Il suo bacino idrografico (le regione geografica in cui scorrono tutte le acque che poi vanno a gettarsi nel fiume) è ormai ampio e comprende numerosi affluenti.

Dopo un viaggio di 652 chilometri il Po sfocia nel Mar Adriatico con un ampio delta a cinque rami. Alla foce, le acque del Po giungono lente e cariche di detriti, che formano isolotti e zone paludose. Per ridurre le acque stagnanti, negli anni sono stati realizzati notevoli lavori di bonifica.

Flora e fauna

Lungo le rive dei fiumi crescono giunchi, canne, salici, pioppi, dove trovano cibo e riparo molti uccelli. Nelle acque nuotano trote, tinche, carpe e lucci.

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Le pianure italiane

Le pianure sono vaste distese di territorio che si riconoscono per la mancanza di rilievi. In Italia occupano solo un quarto del territorio. I terreni pianeggianti sono i più adatti all’agricoltura e agli insediamenti umani. Le pianure italiane hanno origini diverse. Vediamo quali:

  • Pianure alluvionali → si sono formate grazie all’azione continua di erosione, trasporto e deposito dei fiumi. Sono di origine alluvionale la Pianura Padana (la più estesa d’Italia), il Valdarno, la Maremma, l’agro Pontino, il Campidano e la Piana di Metaponto.
  • Pianure di sollevamento → hanno avuto origine da spinte provenienti dalla profondità della Terra, che hanno fatto emergere il fondale marino, in seguito ricoperto da materiale alluvionale. Un esempio è il Tavoliere.
  • Pianure vulcaniche → devono la loro formazione al materiale eruttato dai vulcani, che poi è stato trasportato dalle acque e si è accumulato in conche, riempiendole. Le principali sono: la pianura Campana, circostante al Vesuvio, e in parte anche la piana di Catania, ai piedi dell’Etna.

Flora e fauna

La pianura è stata sempre abitata dall’uomo. Di conseguenza l’ambiente non è più quello originario, costituito da boschi, prati e zone paludose popolate da animali selvatici (lepri, volpi, cinghiali..), ma è stato profondamente modificato.

La Pianura Padana

La Pianura Padana è stata formata dal fiume Po (da cuio prende il nome) e dai suoi affluenti. Si estende tra l’arco delle Alpi, gli Appennini e l’Adriatico. Essa è di natura alluvionale.

Fino a mille anni fa aveva un aspetto selvaggio: era ricoperta da una fitta foresta di alberi intervallati da stagni e paludi. Le uniche zone disboscate, coltivate e abitate si trovavano in prossimità del Po.

Non c’erano quasi strade. Nel corso dei secoli, gli uomini hanno modificato quest’ambiente. Nell‘alta pianura i terreni si prestano solo alle coltivazioni di viti e alberi da frutto. Sono invece adatti ad insediamenti, sia abitativi sia industriali. Qui sorgono grandi città, come Milano, e molti paesi. Prosperano anche i commerci, grazie alla fitta rete di strade, autostrade, ferrovie e alla presenza di aeroporti.

La bassa pianura è una distesa di campi di cereali e foraggio, attraversata da fiumi e canali. Ogni tanto s’incontra una cascina: è un’antica costruzione rurale ristrutturata per essere una moderna azienda agricola.

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Le colline italiane

Le colline sono rilievi al di sotto dei 600 metri, ricoprono gran parte del territorio italiano. A causa dell’altitudine modesta, il clima è generalmente mite.

Le colline presentano caratteristiche differenti, che dipendono dalla loro origine.

  • Origine morenica: le colline tra le Prealpi e la Pianura Padana devono la loro origine alle morene, detriti accumulati a valle da antichi ghiacciai. Ne sono un esempio quelle del Canavese in Piemonte, della Brianza in Lombardia e del Garda in Lombardia e nel Veneto.
  • Origine strutturale: l’azione delle piogge e del vento in milioni di anni ha trasformato delle montagne in colline arrotondando anche le loro cime. Ne sono un esempio le colline dell’Umbria, i colli del Chianti, vi sono colline strutturali anche in Sardegna e in Sicilia.
  • Origine vulcanica: sono colline che si sono venute a formare da antichi vulcani spenti. Ne sono un esempio i colli Euganei, le colline Metallifere, i colli Albani.
  • Origine sedimentaria: derivano da antichi fondali marini emersi a causa dei movimenti della crosta terrestre, infatti su questi rilievi ancora oggi è possibile trovare fossili marini. Ne sono un esempio il Monferrato e le Langhe in Piemonte.

Flora e fauna

In collina crescono castagni, faggi, querce, cipressi e betulle. La vegetazione spontanea è rara e le coltivazioni dipendono molto dall’esposizione al suolo, dal tipo di suolo e dalla disponibilità d’acqua.

Nei boschi vivono lepri, scoiattoli, cinghiali e fagiani e la volpe.

Risorse e attività sulle colline

Gli insediamenti e le attività dell’uomo sono diversi a seconda dei gruppi collinari.

Nelle Prealpi, le zone di fondovalle sono le più abitate. In queste aree sono sorte vere e proprie città, come Como, Vicenza, Gorizia. 

Il clima è generalmente mite, quindi l’agricoltura è molto sviluppata. Sulle colline del nord si coltivano soprattutto viti e alberi da frutto. Sulle colline del centro sono molto diffuse le coltivazioni di viti e ulivi. Al sud il terreno è argilloso, per questo si coltiva soprattutto grano.

Le colline del nord e del centro offrono molti pascoli per l’allevamento dei bovini, mentre quelle del sud, più aride, sono adatte agli ovini e caprini.

Il turismo rappresenta una risorsa molto importante: sia quello culturale, per la presenza di centri ricchi di storia, sia l’agriturismo che offre ospitalità, servizi di ristorazioni con prodotti tipici del posto e danno l’opportunità di stare a contatto con la natura.

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I vulcani in Italia

Tra i rilievi del territorio italiano ce ne sono alcuni di origine vulcanica. Sono montagne nate da antichi vulcani ormai spenti. In Italia ci sono, però, anche vulcani attivi: il Vesuvio, in Campania, che ha eruzioni rare, ma violente; l’Etna, in Sicilia, che è in continua attività e i terreni che gli sono attorno sono molto fertili e favoriscono la coltivazione di agrumi, viti e ulivi; lo Stromboli, in Sicilia nelle isole Eolie, che in anni recenti si è risvegliato in modo preoccupante; infine Vulcano, sempre nelle Eolie, è formato dall’aggregazione di tre rilievi vulcanici di cui uno solo è attivo.

Com’è fatto un vulcano

Il vulcano si forma nel tempo intorno a una spaccatura della crosta terrestre dalla quale fuoriesce la lava, roccia fusa e incandescente che proviene dall’interno della Terra.

  1. Negli strati più profondi della Terra c’è il magma, roccia fusa caldissima. A volte il magma risale e si raccoglie in un bacino magmatico, una specie di grossa sacca che preme sotto la crosta terrestre.
  2. Esercitando una forte pressione, il magma percorre il camino centrale cercando una via d’uscita.
  3. Il camino centrale si trova nel cono vulcanico e termina con il cratere, un’apertura a forma d’imbuto da cui escono lava, vapore, gas, ceneri.
  4. Talvolta dal camino centrale si dirama un camino laterale: la lava lo percorre ed esce sul fianco del vulcano.

I movimenti del magma possono provocare terremoti e maremoti.

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Gli Appennini

Gli Appennini attraversano l’Italia per ben 1 350 chilometri da nord a sud. Le loro cime hanno forme arrotondate e sono meno elevate di quelle alpine (solo il vulcano Etna supera i 3 000 m) ; le rocce di cui sono composti, infatti, non sono molto compatte e nel tempo sono state fortemente erose dalla pioggia, dal vento e dalla neve. In alcune zone le pioggia scavano nel terreno argilloso dei solchi che con il tempo si allargano fino a diventare profondi canali: calanchi. Nel sud, l’acqua penetrando nel terreno calcareo, talvolta crea voragini profonde anche cento metri: le gravine.

Gli Appennini si estendono dal passo di Cadibona alla punta della Calabria, poi proseguono in Sicilia formando l’Appennino Siculo.

Anche la catena appenninica è divisa in tre parti: Appennini Settentrionali, Centrali e Meridionali.

Flora e fauna

La vegetazione dell’Appennino non solo è influenzata dall’altitudine ( altezza dal livello del mare), ma anche dalla latitudine. A nord, fra i 600 e gli 800 metri s’incontrano boschi di latifogli mentre più in alto crescono abeti e pini. Verso sud prevalgono piante adatte a climi più caldi: pini marittimi, oleandri e ginestre.

Nei boschi vivono lupi, volpi, martore; nelle zone più elevate camosci, daini, caprioli, falchi e aquile reali.

Ci sono alcuni animali degli Appennini che sono protetti : l‘orso bruno e i grifoni.

Risorse e attività sugli Appennini

Il paesaggio appenninico è caratterizzato da una minore disponibilità d’acqua che dipende in gran parte dalle precipitazioni più che dai fiumi.

L’uomo si è quindi insediato nelle zone più a valle, verso le colline e le conche pianeggianti, dove si è sviluppata l’agricoltura. Si coltivano viti, ulivi, ortaggi e frutta.

Attività tradizionale è l‘allevamento ovino e caprino: pecore e capre.

La presenza di molti parchi naturali è una preziosa risorsa per il turismo.

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Le Alpi

Le Alpi sono la catena montuosa più importante in Italia e in Europa: vantano cinque vette sopra i 4000 metri e moltissime oltre i 3000.

Sono lunghe 1 300 chilometri e sono divise in Alpi occidentali che separano il confine tra Italia e Francia, Alpi centrali che separano l’Italia dalla Svizzera e Alpi orientali che dividono l’Italia da Austria e Slovenia. Si estendono ad arco dal Colle di Cadibona (in Liguria) fino al confine con la Slovenia.

Le Alpi più importanti sono il Monte Bianco, il Monte Rosa e il Cervino.

Sono in gran parte formate da rocce assai dure e compatte così che risultano piuttosto resistenti all’erosione. Nelle Alpi orientali, però, ci sono gruppi montuosi, le Dolomiti, costituiti da una roccia più tenera.

Fra le Alpi e la Pianura Padana si trovano altri rilievi, più bassi, chiamati Prealpi.

Sui rilievi più alti, oltre i 3 000 metri di altitudine, sono presenti ghiacciai che si fermano a causa della presenza di nevi che non si sciolgono mai, quindi gli strati di neve con il passar degli anni si trasformano in ghiaccio compatto.

Tali ghiacciai alimentano numerosi corsi d’acqua, essi lentamente erodono le rocce, dando origine a valli fluviali a V e a valli glaciali a U.

Nelle Prealpi, le vaste conche scavate da antichi ghiacciai ospitano i laghi più grandi d’Italia.

Flora e fauna

Il clima alpino è determinato soprattutto dal fattore altitudine: man mano che si sale, infatti, la temperatura si abbassa. Alle varie quote, dunque, si trovano piante e animali diversi, adatti alle differenti condizioni climatiche e ambientali.

Immaginiamo di salire lungo un sentiero di montagna. Nel fondovalle sono ancora possibili coltivazioni agricole; iniziano poi le foreste di latifoglie (faggi, querce e castagni). Intorno ai 1 000 metri, esse lasciano il posto ai boschi di aghifoglie (abeti, larici e pini), che resistono fino ai 2 000 metri.

Oltre, la vegetazione si fa più bassa: si incontrano arbusti, come ginepri e rododendri, e fiori, come la stella alpina.

Ancora più in alto, fino ai 2 500 metri, ci sono pascoli spontanei di erba, ricoperti di neve dall’autunno alla primavera, poi solo rocce e ghiacci. I massi rotolati diventano rifugio per le marmotte, infine troviame le aquile, camosci, stambecchi, cervi, caprioli, lepri, scoiattoli…

Risorse e attività sulle Alpi

Nonostante il clima rigido e i terreni ripidi e rocciosi, difficilmente coltivabili, gli uomini hanno imparato ad adattarsi e sfruttare l’ambiente.

L’agricoltura praticata a fondovalle, dove il terreno più pianeggiante consente l’uso di macchine agricole. Si coltivano soprattutto patate, orzo e mele.

L’abbondanza di pascoli favorisce l’allevamento di bovini e ovini. Si lavora il latte per ottenere burro e formaggi.

Lo sfruttamento dei boschi è un’attività tipica delle zone alpine. Dagli alberi si ottiene il legname per le industrie, per le costruzioni, per realizzare prodotti artigianali o da utilizzare come combustibile.

Un’ importante risorsa dell’Alpi è l’acqua dei fiumi e dei torrenti che viene sfruttata per la produzione di energia elettrica. Nelle centrali idroelettriche, le turbine trasformano il movimento dell’acqua che cade verso il basso in energia elettrica.

Le Alpi sono da sempre la meta di molti turisti, attirati in inverno dagli sport sulla neve e in estate dall’escursionismo. Negli ultimi decenni, lo sviluppo delle vie di comunicazione ha favorito il turismo e quindi l’economia locale: molte zone sono attrezzate con impianti di risalita, alberghi, ristoranti, negozi.

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