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Programma geografia terza elementare

Programma geografia terza elementare

Il geografo

Le carte geografiche

Gli elementi del paesaggio

I paesaggi

La montagna

La formazione delle montagne

La pianura

La collina

Il fiume

Il lago

Il mare

L’orientamento

L’orientamento

In uno spazio conosciuto è facile orientarsi, cioè sapere la nostra posizione e conoscere la direzione da prendere.

In un luogo che non conosciamo, invece, per sapere dove dirigerci, dobbiamo chiedere informazioni e farci indicare dei punti di riferimento.

Se stiamo in un bosco o in mezzo al mare per orientarci possiamo usare come punto di riferimento la posizione del Sole nei diversi momenti della giornata.

Durante il giorno, vediamo il Sole in punti diversi del cielo:

  • all’alba lo vediamo sorgere ad Est, cioè Levante o Oriente, che vuol dire “che si alza”;
  • a mezzogiorno il Sole è salito e si troverà nel punto più alto ed indica il Sud, cioè Meridione o Mezzogiorno;
  • nel tardo pomeriggio il sole è sceso e tramonta nella direzione opposta a quella in cui è spuntato e cioè a Ovest o Ponente o Occidente che significa ” che scende”;
  • la notte opposta al sud c’è il nord o Settentrione o Mezzanotte. Quindi è la parte in cui durante il giorno il Sole non si vede.

Fin dai tempi antichi gli uomini, osservando queste posizioni del Sole, hanno individuato i quattro punti cardinali: Est o Oriente, Sud o Meridione, Ovest o Occidente, Nord o Settentrione.

La parola orientarsi deriva da oriente, che è la direzione dove si vede sorgere il Sole.

Orientarsi senza Sole

Durante la notte, se il cielo è limpido, ci possiamo orientare cercando una stella speciale, la Stella polare. Viene chiamata così perchè si trova in un punto del cielo proprio sopra il Polo Nord. La Stella polare è visibile solo nella parte di Terra in cui abitiamo noi.

Per trovare la Stella polare bisogna riconoscere due costellazioni, formate da sette stelle ciascuna: il Grande Carro e il Piccolo Carro, chiamate così perchè sembrano un carro con il timone. La Stella polare si trova tra entrambe.

Quando il cielo è nuvoloso o c’è la nebbia per orientarci possiamo usare la bussola. La bussola è uno strumento con un ago magetico che può ruotare e gira in modo da avere la punta rivolta sempre a Nord.

Oggi si usano soprattutto i navigatori satellitari.

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Il mare

Il mare è una grande distesa d’acqua salata che occupa la maggior parte della superficie della Terra.

L’acqua del mare è salata poichè in essa sono disciolti i sali minerali.

La zona in cui la terra e il mare s’incontrano si chiama costa. Le coste possono essere basse e sabbiose o alte e rocciose.

Dove il terreno è pianeggiante la costa è bassa e sabbiosa. Nelle zone in cui i rilievi arrivano vicino al mare la costa è alta e rocciosa. Il vento e le onde consumano lentamente la costa alta formando grotte e faraglioni.

Le spiagge si formano nei luoghi in cui le onde depositano sabbia e ghiaia sulla riva.

Le piccole rientranze della costa si chiamano baie, mentre le grandi insenature formano i golfi.

Una sporgenza montuosa che si allunga nel mare si chiama promontorio.

Una terra circondata per tre lati dal mare si chiama penisola.

Una terra completamente circondata dal mare si chiama isola.

Un gruppo di isole vicino si chiama arcipelago.

L’acqua del mare è sempre in movimento. La sua superficie è mossa dalle onde, che possono essere piccole o molto grandi fino a formare, durante le tempeste, onde enormi chiamate marosi o cavalloni.

Le correnti marine sono simili a fiumi d’acqua, calda o fredda, che scorrono nel mare, vicino alla superficie o in profondità.

In alcune ore del giorno il livello del mare si alza di alcuni metri (alta marea) e nelle ore successive l’acqua si abbassa (bassa marea). Le maree dipendono dalla Luna, che attira l’acqua come una calamita.

Flora e fauna

Anche l’acqua del mare, come quella dei laghi, rende il clima mite: non troppo freddo in inverno e non troppo caldo in estate.

Il clima favorisce la crscita della macchia mediterranea, formata da cespugli e piante aromatiche, come il rosmarino e il mirto. Vicino alla costa crescono anche alberi come pini marittimi e lecci.

Sulle coste sabbiose il vento forma piccole colline di sabbia chiamate dune, su cui crescono erbe e piante spinose.

Sul fondo del mare crescono le alghe, diverse a seconda della profondità dell’acqua.

Sotto la sabbia si trovano tane di vermi e crostacei.

Sulle scogliere fanno il nido uccelli marini come i gabbiani.

Nell’acqua vivono moltissime specie di pesci (sardine, tonni, pesci spada, il delfino, la cernia,…), crostacei (granchi, gamberi, aragoste…), molluschi (seppie, patelle…), oltre ai piccolissimi organismi animali e vegetali  che vivono sospesi a galla in balia della corrente del mare che formano il plancton.

Il mare e l’uomo

Fin dall’antichità gli uomini hanno sfruttato le molte risorse del mare.

Il sale viene estratto nelle saline, vasche poco profonde riempite di acqua di mare. Il calore del Sole fa evaporare l’acqua, lasciando nelle vasche il sale, che viene poi raccolto e lavorato.

Il mare è anche un’enorme riserva di cibo che l’uomo ricava con la pesca. Essa viene praticata lungo le coste o in alto mare. I pescatori si servono di grandi motopescherecci.

Il mare è un’importante via di comunicazione. Diversi tipi di navi viaggiano sul mare trasportando merci e persone.

Fin dai tempi più antichi, nelle insenature della costa, gli uomini hanno costruito i porti, dove le imbarcazioni trovano riparo dalle tempeste. Oggi all’iterno dei porti vegono costruiti in muratura i moli che servono a proteggere dalle onde le imbarcazioni attraccate.

Vicino ai porti sono sorte città importanti e si trovano i cantieri navali, per costruire e riparare le imbarcazioni.

Le belle spiagge e scogliere attirano un gran numero di persone che vogliono trascorrere una piacevole vacanza. Perciò sono state costruite attrezzature turistiche come alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari, campeggi e villaggi turistici.

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Il lago

Il lago è una massa d’acqua che riempie una conca o un avvallamento del terreno. Quest’acqua proviene da un fiume o da una sorgente, e aumenta con la pioggia.

In alcuni laghi l’acqua viene introdotta da un fiume che prende il nome di immissario e viene portato via da un altro fiume che si chiama emissario. Altri laghi sono alimentati da sorgenti sotterranee.

I laghi possono avere forme e dimensioni diverse a seconda della loro origine.

  • I laghi glaciali occupano una conca che è stata scavata dai ghiacciai. Hanno una forma stretta e allungata. Un esempio è il lago di Como in Lombardia.
  • I laghi vulcanici occupano il cratere di un vulcano spento. Hanno una caratteristica forma circolare. Un esempio è il lago di Albano nel Lazio.
  • I laghi costieri si formano lungo le coste. Essi sono separati dal mare solo da un breve tratto di terra, solitamente sabbioso. Hanno una forma allungata e la loro acqua è salata. Un esempio è il lago di Varano in Puglia.
  • I laghi artificiali sono costruiti dall’uomo che sbarra il corso dei fiumi con le dighe. Un esempio è il lago di Cancano in Lombardia.

Flora e fauna

Il clima lungo le coste dei laghi è mite: l’acqua, infatti, durante l’estate trattiene il calore del Sole e, durante l’inverno, lo restituisce lentamente all’ambiente circostante.

Le condizioni climatiche favorevoli consentono lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione di ulivi e limoni.

Nelle acque del lago piante e animali trovano le condizioni per crescere e riprodursi. La zona vicino alla riva, ricca di piante, ospita chiocciole, insetti, rane, aironi e numerose specie di pesci, tra cui la carpa. Nell’acqua più profonda nuotano pesci come il luccio.

Oggi purtroppo le acque di molti laghi sono inquinate e ciò mette in pericolo la flora e la fauna.

Il lago e l’uomo

Già nell’antichità l’uomo pensava che le sponde del lago fossero un ambiente ideale per vivere grazie al clima mite e alla facilità di procurarsi cibo con la pesca. Il lago, inoltre, rappresentava una facile via di comunicazione tra una riva e un’altra.

Grazie al clima mite e alla bellezza del paesaggio, sulle rive dei laghi sorgono numerosi centri abitati.

In ogni stagione, ma soprattutto in estate, molte persone italiane o straniere si recano in queste località per trascorrere momenti di svago e di riposo.

Il turismo è perciò la maggiore risorsa per gli abitanti delle città lacustri.

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Il fiume

Il fiume è un corso d’acqua dolce che attraversa paesaggi diversi: ecco perchè l’ambiente fluviale cambia più volte aspetto.

Osservando dall’alto un paesaggio si possono vedere diversi corsi d’acqua: il torrente di montagna che scorre impetuoso; il fiume lento che scorre in pianura, che passa nelle città… e infine arriva al mare.

Il percorso del fiume

Il fiume nasce in montagna, da un ghiacciaio che si scioglie, oppure da una sorgente. All’inizio è un ruscello che, scorrendo lungo i pendii, si unisce ad altri, si ingrossa e diventa un torrente. Se l’acqua incontra un forte dislivello del terreno, cade verso il basso formando una cascata.

Alcuni torrenti, chiamati fiumare, sono solo stagionali: per buona parte dell’anno, a causa del clima secco, il loro letto è asciutto, mentre nella stagione delle piogge è invaso da acque impetuose.

A mano a mano che si avvicina alla pianura, il torrente rallenta il suo corso, si unisce ad altri torrenti e forma un unico fiume. Ora il fiume scorre nel suo letto, cioè nel solco che ha scavato piano piano nel terreno, delimitato da due rive.

Proseguendo verso il mare il fiume può ricevere le acque di altri fiumi, gli affluenti. Arrivato in pianura, scorre lentamente, formando ampie curve dette meandri o anse.

Il punto in cui il fiume si getta nel mare si chiama foce.

La quantità d’acqua che il fiume trasporta non è sempre la stessa: nei periodi di magra ne ha poca, nei periodi di piena ne ha molta. Le piene, che a volte provocano le alluvioni, avvengono di solito in primavera per lo scioglimento delle nevi e in autunno per le abbondanti piogge.

Flora e fauna

La flora e la fauna cambiano a seconda dell’ambiente in cui scorrono le acque.

  • Nelle acque fredde del torrente di montagna solo poche varietà di pesci, come la trota riescono a vivere. Ai bordi del torrente, fra i sassi, crescono le felci.
  • Dove il fiume scorre tranquillo, la vegetazione è rigogliosa e gli animali numerosi.
  • Vicino alle rive vi sono canne e giunchi. Dove il terreno è più asciutto crescono grandi alberi come i salici. Le rive del fiume offrono rifugio anche a molti uccelli come le anatre e gli aironi.

Il fiume e l’uomo

L’uomo ha fondato i suoi primi villaggi sulle rive dei fiumi. Fin dall’antichità il fiume è stato importante per dissetare uomini e animali, per irrigare i campi, per il trasporto….

Con il passar del tempo l’uomo ha imparato a sfruttare l’energia dell’acqua, costruendo mulini.

Ancora oggi il fiume è una risorsa molto importante. In montagna l’uomo costruisce dighe per creare laghi artificiali. L’acqua di questi viene fatta cadere verso il basso in delle condotte e la sua forza viene utilizzata per produrre energia elettrica da parte delle centrali idroelettriche.

L’uomo costruisce canali che trasportano l’acqua dei fiumi alle coltivazioni, quando piove poco.

Incanala l’acqua dei fiumi in tubature che arrivano agli acquedotti; da qui l’acqua depurata e resa potabile, viene fatta arrivare fino alle case.

Se il fiume non è inquinato si può praticare anche la pesca. Alcuni fiumi, inoltre, sono navigabili.

Dal letto del fiume l’uomo può estrarre sabbia e ghiaia che vengono usati come materiali da costruzione per l’edilizia

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La collina

La collina è un rilievo dolce e ondulato, che non supera i 600 metri di altezza. Il paesaggio collinare è formato da rilievi con cime arrotondate e versanti in lieve pendenza. Il paesaggio collinare è stato modificato dall’uomo che ha tagliato alberi e trasformato terreni incolti in campi coltivati. L’agricoltura, infatti, grazie alla terra fertile e al clima mite, è la principale attività.

Dove c’è minore pendenza ci sono:

  • appezzamenti di terreno coltivati a cereali (orzo, grano, avena) e a foraggio (erba, fieno) per gli animali;
  • cascinali, costruiti sui terreni meno fertili, in cui si pratica l’allevamento di pecore, capre, maiali e animali da cortile;
  • aziende in cui si lavorano i prodotti della terra.

Dove la pendenza è maggiore ci sono:

  • terrazzamenti, larghi gradini di terra sostenuti da muretti, dove si coltivano la vite, l’ulivo, gli alberi da frutto.

In cima alle alture è facile trovare centri abitati che risalgono a tempi molto antichi.

Flora e fauna

Alcune colline sono brulle e aride, mentre altre sono ricche di vegetazione. La vegetazione spontanea è costituita da boschi di alberi come castagni, faggi, noccioli, e da piante basse del sottobosco come felci e rovi.

Nel bosco trovano rifugio molti animali selvatici: ricci, scoiattoli, lepri, volpi, cinghiali e rapaci notturni.

La formazione delle colline

Anche le colline come le montagne e le pianure hanno origini diverse:

  • Le colline moreniche si sono formate milioni di anni fa, quando i ghiacciai si ritirarono e lasciarono sul terreno cumuli di roccia, sassi e ghiaia chiamati morene.
  • Le colline strutturali sono antiche montagne  che, con il passare del tempo, sono state consumate e arrotondate dalla pioggia, dalla neve o dal vento.
  • Le colline tettoniche si sono formate dal sollevamento del fondo marino.
  • Le colline vulcaniche sono  antichi vulcani ormai spenti.

Alcune colline sono formate da terreni argillosi e da rocce tenere. Quando piove, l’acqua non viene assorbita, ma scende rapidamente erodendo il terreno e formando dei solchi, chiamati calanchi, su cui non cresce alcuna vegetazione.

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La pianura

La pianura è una distesa di terreno pianeggiante o leggermente ondulato che non supera i 200 metri di altitudine. Tanto tempo fa le pianure avevano un aspetto diverso da quello di oggi: erano ricoperti di boschi di latifogli ed erano ricche di corsi d’acqua. L’uomo, fin dall’antichità, trovò in pianura l’ambiente ideale per vivere. Per questo iniziò a modificare il paesaggio naturale secondo i propri bisogni:

  • tagliò gli alberi per ottenere terreni da coltivare;
  • costruì argini lungo i fiumi per contenere la piena delle acque;
  • bonificò le paludi, terreni ricoperti di acqua bassa e stagnante, che rendeva l’ambiente dannoso per la salute.

Oggi la pianura è fatta da:

  • tanti appezzamenti di terreni coltivati di colori diversi, secondo il tipo di coltivazione: il giallo per il grano e l’orzo maturi, il verde chiaro per le giovani piantine di riso, diverse tonalità di verde per gli alberi da frutto;
  • i fiumi costeggiati da file di alberi;
  • i canali d’irrigazione che scorrono al limitare dei campi e argini per evitare le inondazioni.

In pianura, quindi, sorgono grandi aziende agricole e grandi allevamenti.

Le coltivazioni più diffuse in pianura sono quelle di grano, frumento, orzo e alberi da frutto; si coltivano anche il tabacco e la barbabietola da zucchero. Nelle zone ricche di acqua crescono bene il riso e le erbe da usare come foraggio utile per nutrire gli animali.

Gli allevamenti più diffusi sono quello di bovini, suini e polli.

Il terreno pianeggiante, inoltre, facilita la costruzione delle industrie e delle vie di comunicazione: strade, autostrade, ferrovie, aeroporti.

La formazione della pianura

Le pianure hanno diverse origini:

  • Le forze sotterranee che, sollevando il fondo marino, hanno dato origine a montagne e colline, hanno formato anche le pianure di sollevamento.
  • Le pianure alluvionali sono state formate da detriti di roccia e di terriccio che i fiumi hanno trasportato dalle montagne e depositato a valle, riempiendo lo spazio prima occupato dal mare;
  • In alcune zone la lava, le ceneri e i lapilli eruttati dai vulcani hanno riempito il fondo marino, dando origine alle pianure vulcaniche.

Flora e fauna 

Un tempo la pianura era coperta da grandi foreste, stagni e paludi, ed era popolata da numerose varietà di uccelli e di animali selvatici. Oggi solo in alcune zone si estendono ancora boschi di tigli, pioppi e salici, popolati da ghiri, ricci, lepri e diversi tipi di uccelli come le rondini. Negli stagni e nelle paludi, tra canneti e ninfee, vivono rane e bisce, libellule, pesci e uccelli acquatici.

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La formazione delle montagne

La superficie della Terra è ricoperta da uno strato di rocce, chiamato crosta terrestre. Milioni di anni fa la Terra era molto diversa da come noi la vediamo oggi.

I rilievi montuosi si sono formati in tempi antichissimi, quando la Terra era sconvolta da terremoti e da eruzioni vulcaniche.

Milioni di anni fa le forze potentissime provenienti dall’interno della Terra spingevano l’una verso l’altra le masse rocciose che, scontrandosi fra loro, hanno fatto corrugare e ripiegare la crosta terrestre.

Alcune montagne sono state formate da potenti forze sotterranee che hanno sollevato il fondo marino: le montagne di sollevamento.

Importanti catene montuose, invece, sono nate in seguito allo spostamento di alcune parti della crosta terrestre che, scontrandosi, si sono corrugate, cioè piegate.

Montagne un po’ particolari sono quelle di origine vulcanica, cioè che sono o erano nel passato dei vulcani. I vulcani si formano quando la lava, cioè il magma uscito dalle spaccature della crosta terrestre, si raffredda e solidifica, formando cumuli a forma di cono. Sulla cima del vulcano si apre il cratere, da cui possono uscire lava, cenere, gas e lapilli (piccole pietre). Il camino collega l’interno della Terra con il cratere.

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La montagna

La superficie della Terra non è piatta, ma presenta dei rilievi, cioè degli innalzamenti del terreno.

Le montagne sono rilievi che superano i 600 metri di altitudine, altezza misurata partendo dal livello del mare.

Il punto più alto di una montagna si chiama vetta o cima. Le cime più alte sono spesso coperte dai ghiacciai, grandi masse di ghiaccio che si formano per l’accumulo di molti strati di neve e non si sciolgono mai.

Il fianco di una montagna si chiama versante. Tra i versanti si estende una zona pianeggiante: la valle.

Quando le montagne sono raggruppate formano un massiccio; quando sono allineate le une alle altre formano una catena montuosa.

Il punto più basso tra le montagne di una catena si chiama valico o passo e permette il passaggio da una valle all’altra. Per indicare la base della montagna si dice: ” ai piedi del monte”.

Le valli possono avere forme diverse, a seconda delle loro origini.

Le valli ampie, a forma di U, sono state scavate da antichi ghiacciai;

Le valli strette, a forma di V, sono state scavate dai fiumi che lo percorrono.

Flora e fauna di montagna

L’aspetto della montagna cambia a seconda dell’altitudine, quindi man mano che si sale, il clima cambia e si fa più freddo. Cambiando la temperatura variano anche la vegetazione e gli animali che vi abitano.

Oltre i 3 000 metri non c’è vegetazione: la roccia e il terreno sono ricoperti di neve che non si scioglie mai, i nevai e i ghiacciai. Qui crescono solo muschi e licheni, è il regno delle aquile.

Dai 3 000 ai 2 500 metri si trovano solo prati e pascoli.

Dai 2 500 ai 2 000 metri crescono gli arbusti: il pino mugo, il ginepro, il rododendro, la genziana.Si trovano fiori bellissimi in grandi prati. Qui vivono camosci e stambecchi.

Tra i 2 000 e i 1 000 metri crescono boschi di agrifoglie ( pini, abeti e larici), nei quali vivono scoiattoli, ghiri, marmotte, cervi e caprioli.

Al di sotto dei 1 000 metri si trovano boschi di latifoglie (querce, castagni), popolati da animali selvatici quali scoiattoli, volpi, caprioli, cervi e falchi, gufi, fagiani.

Nel fondovalle, la parte più bassa della valle dove scorre il fiume, si trovano i prati spontanei

La montagna e l’uomo

Non è facile vivere in montagna: il clima è freddo e i terreni in pendenza rendono difficile coltivare e costruire abitazioni e strade. I centri abitati si trovano, di solito, nel fondovalle o sui versanti esposti al Sole. Sono formati da case piccole o vicine tra loro.

In montagna esistono importanti risorse naturali come l’acqua, i boschi, i prati, che l’uomo ha imparato a utilizzare.

Dal taglio degli alberi si ricava il legno, usato per costruire abitazioni, mobili e oggetti di artigianato.

Lacqua dei torrenti, raccolta in grandi bacini per mezzo di dighe, viene sfruttata nelle centrali idroelettriche per produrre elettricità.

I grandi pascoli permettono di allevare bovini e ovini e di produrre latte e formaggi.

La bellezza del paesaggio favorisce il turismo: in estate si possono fare escursioni e in inverno praticare gli sport sulla neve.

Per modificare il paesaggio di montagna l’uomo ha dovuto tagliare alberi e, a volte, interi boschi, causando frane e smottamenti. Infatti sono gli alberi che, con le loro radici, trattengono il terreno sui versanti della montagna. Questo è il motivo per cui oggi il taglio dei boschi è severamente controllato.

Vedi la formazione delle montagne

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I paesaggi

Molti paesaggi non sono più naturali, ma sono stati trasformati dagli uomini che hanno imparato a usare le risorse dell’ambiente. Poco alla volta, nel corso del tempo, hanno tagliato gli alberi, scavato per estrarre le pietre necessarie a costruire abitazioni, ponti, strade…

Il paesaggio agricolo

Per poter coltivare il terreno, l’uomo ha eliminato le piante selvatiche e i sassi, ha lavorato la terra con attrezzi o maccihne agricole, ha costruito canali per irrigare i campi. Ha poi coltivato piante commestibili come cereali, legumi, ortaggi; ha piantato alberi da frutto e costruito strade.

In questo modo, il paesaggio naturale è stato trasformato in paesaggio agricolo. Fanno parte del paesaggio agricolo anche stalle, capannoni o recinti, dove vengono allevati gli animali.

Il paesaggio urbano

Nei luoghi più favorevoli alla vita, gli uomini hanno costruito nel tempo dei centri abitati: piccoli paesi dove vivono alcune centinaia di persone, cittadine di media grandezza o grandi città con milioni di abitanti.

La zona più antica della città è il centro storico: in esso si trovano edifici o monumenti del passato, come resti di mura, castelli….. Nel centro storico di solito sono situati anche i negozi più eleganti e gli edifici più importanti come il municipio, i teatri, i musei.

Intorno al centro sorgono i quartieri residenziali, con palazzi e condomini a più piani. I quartieri più lontani dal centro formano la periferia: in essa si trovano palazzi moderni, fabbriche, centri commerciali, centri sportivi.

Nelle città si trovano anche i servizi pubblici, cioè i servizi a disposizione di tutti i cittadini: ospedali, scuole, piscine, poste…

Le città offrono a un gran numero di persone abitazioni e posti di lavoro.

All’interno della città le persone possono spostarsi usando le vie di comunicazione di terra (strade, autostrade e ferrovie); acqua (fiumi navigabili, porti); aria (aeroporti).

Il paesaggio industriale

Prima dell’invenzione delle macchine tutti gli oggetti venivano costruiti a mano dagli artigiani.

Oggi la maggior parte delle cose che ci circondano, viene realizzata nelle industrie, dove tanti operai fabbricano un grande numero di prodotti per mezzo di macchinari.

Nel paesaggio possiamo osservare tralicci e ciminiere, perchè le industrie hanno bisogno di energia elettrica, gas o petrolio per far funzionare le macchine. Ogni oggetto viene fabbricato utilizzando materie prime (materiali che si ricavano dalla natura).

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