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Tag Archives: programma tecnologia medie

Internet

Internet è una gigantesca rete ormai diffusa in tutto il mondo. Negli anni Sessanta essa veniva usata solo per comunicare da gruppi ristretti di persone; poi negli anni Novanta inizio a diffondersi rapidamente in diversi settori fino a diventare un fenomeno globale.

Grazie a internet milioni di computer possono comunicare fra loro, gli argomenti e le informazioni scambiate sono di svariata natura.

Il successo d’internet è dato dal World Wide Web (www) grazie al quale è possibile accedere facilmente ad internet. Il web è facile da usare è permette a chiunque di accedere ad una miriade d’informazioni.

I vari documenti del web sono messi in relazione tra loro grazie a delle parole chiave e grazie a dei collegamenti chiamati link che permettono di passare da un documento all’altro velocemente.

Quindi possiamo dire che il web rappresenta una parte d’internet ed è una struttura tecnologica che fa si che le informazioni arrivino a destinazione.

Il web è formato da un sistema di server (che mettono a disposizione le informazioni) e programmi detti browser.

L’informazione in internet è divisa in tanti pacchetti che viaggiano ognuno per conto proprio seguendo strade diverse in modo da non intasare un unico percorso. Delle speciali apparecchiature chiamate router leggono l’indirizzo contenuto in ciascun pacchetto e lo spediscono per il percorso ritenuto migliore.

I pacchetti raggiungono il nodo di destinazione. Nella scelta del percorso, i router tengono conto di fattori come il traffico presente nella rete o eventuali collegamenti non funzionanti.

Il computer del destinatario rimette in ordine i pacchetti e ricompone l’immagine e l’informazione iniziale.

Internet ormai sta inglobando in sè tutti i mezzi di comunicazione come radio , televisione, giornali ecc.

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La comunicazione

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Il cinema

Onde elettromagnetiche e comunicazione

La radio

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Il telefono

 

Il telefono

Il telefono è un altro importantissimo mezzo di comunicazione. 

Prima del telefono un mezzo di comunicazione che si diffuse tantissimo fu il telegrafo, che permetteva di trasmettere brevi testi a lunga distanza inviando una serie di impulsi lungo un cavo elettrico.

Verso la fine dell’ottocento fu inventato il telefono.

Quando due persone parlano a telefono, il microfono converte le onde sonore della loro voce in un segnale elettrico variabile; questo segnale viaggia lungo i cavi che compongono la rete telefonica fino a raggiungere il telefono del destinatario. Alla fine, il ricevitore dell’apparecchio ricevente trasformerà il nuovo segnale elettrico in suono udibile.

Il telefono fisso, visto che lo sviluppo tecnologico non si ferma mai, è stato affiancato dal telefono cellulare. Esso è nato dalla combinazione del telefono con le onde radio e con l’invenzione di apparecchio con componenti microelettroniche. E’ chiamato così perchè l’area in cui opera è divisa in celle, è infatti collegato via radio alla più vicina delle stazioni base distribuite sul territorio. La stazione ha la funzione di inoltrare al cellulare le chiamate provenienti da un centro di controllo e di inviare al centro le sue chiamate per altri utenti. A sua volta il centro di controllo è collegato ad altri centri vicini e alla rete telefonica via cavo.

La stazione radio base provvederà a passare il segnale alla stazione vicina, in modo da poter seguire gli spostamenti dell’utente.

Grazie ai telefoni satellitari ormai è possibile raggiungere qualsiasi parte della terra.

I telefonini oggi più diffusi sono gli smartphone, grazie ai quali oltre a telefonare si può navigare in internet, realizzare foto e video, usare il sistema di navigazione e tantissime altre funzioni.

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La televisione

La televisione, con la sua capacità  di trasmettere suoni e immagini di scene animate, rappresenta il mezzo di comunicazione più importante.

Le prime trasmissioni televisive erano in bianco e in nero con audio in monofonico, con il tempo le immagini sono diventate a colori e si è passati alla stereofonia.

Poi si è arricchita sempre più con il teletext, cioè un sistema in grado di fornire una sorta di quotidiano consultabile.

Oggi poi si è passati da un sistema analogico a digitale, il quale comporta una qualità dell’immagine migliore. Esso riduce i disturbi e permette la trasmissione di un maggior numero di canali.

L’apparecchio per la ripresa televisiva si chiama telecamera. Le televisioni per molti anni erano fatte con il tubo catodico, oggi sostituito da due sensori chiamati CCD e CMOS  basati sul silicio; essi lavorano convertendo  la luce che li colpisce in carica elettrica, in maniera simile a ciò che avviene nelle celle solari.

La TV oggi può avere diversi formati.

Formati panoramici: è stato scelto il rapporto 16: 9.

Alta definizione: i televisori analogici avevano una risoluzione di 625 linee, mentre i moderni televisori digitali ad alta definizione possono raggiungere anche le 1080.

Televisione satellitare: è stata una vera e propria rivoluzione, grazie alla qualità delle immagini e alla possibilità di scegliere tra decine di nuovi canali.

Il 3D : oggi in vendita ci sono moltissimi televisori che permettono una visione in 3D ma con l’uso di particolari occhiali.

Internet TV: esistono a causa della vastissima diffusione e utilizzo d’internet, moltissimi televisori che sono capaci di collegarsi alla rete.

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La radio

La radio in termini di scoperta , tra i mezzi di comunicazione, viene dopo la stampa. E’ opinione comune che sia stata inventata da Marconi, ma in effetti è il risultato di esperimenti di molti studiosi come Nik, Tesla ecc.

Il ruolo della radio come mezzo di comunicazione di massa si può considerare come un ampliamento delle capacità comunicative dei quotidiani, ma che si serve dell’udito per assorbire le informazioni.

La radio oggi si è evoluta grazie allo sviluppo della tecnologia digitale, infatti essa si avvale di un sistema innovativi di ricezione che si basa sul sistema RDS, quindi oltre all’audio vengono inviate anche informazioni decodificate con apparecchi opportuni.

La voce per raggiungerci deve seguire uno specifico percorso, passa per:

  • il microfono, le vibrazioni sonore provocate dalla voce o dagli strumenti musicali vengono trasformate, mediante il microfono, in energia elettrica variabile che viene condotta fino alla radio trasmittente;
  • l’amplificatore, ha il compito di aumentare l’intensità della debole corrente prodotta dal microfono;
  • l’oscillatore, genera una corrente alternata ad alta frequenza che produce le onde elettromagnetiche da irradiare nello spazio, essa è chiamata onda portante;
  • il modulatore, ha la funzione di modulare cioè di modificare l’onda portante secondo la corrente variabile prodotta dal microfono;
  • L’antenna trasmittente, la corrente modulata viene inviata all’antenna, che normalmente è molto alta e situata fuori dal centro abitato.

La voce, quindi, sotto forma di onde elettromagnetiche viaggia via cavo nell’aria pronta per poi essere raccolta dagli apparecchi radio

Quando accendiamo la radio si verifica l’inverso che avviene durante l’invio del suono. Nello specifico:

  • L’antenna ricevente della radio cattura le onde presenti nello spazio.
  • Il sintonizzatore, ha il compito di isolare una frequenza particolare fra tutte quelle captate dall’antenna.
  • Il rivelatore, separa ed elimina l’onda portante dalla corrente variabile contenente il messaggio sonoro.
  • L’amplificatore, ha il compito di aumentare l’intensità della corrente variabile.
  • L’altoparlante, trasforma, con un procedimento inverso al microfono, la corrente in suono.

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Onde elettromagnetiche e comunicazione

L’onda è un fenomeno complesso che consiste nella propagazione di energia. Quando gettiamo un sasso nell’acqua provochiamo dei movimenti ondulatori, cioè come una serie di cerchi concentrici che si vanno allargando man mano che ci si allontana dal punto di origine. Rispetto al sasso l’onda è però un movimento di energia e non di materia..

Per identificare un’onda elettromagnetica, come un’onda radio, è necessario conoscere:

  • la lunghezza d’onda, corrisponde alla distanza fra due creste d’onda cioè due picchi, la sua unità di misura è il metro con i suoi multipli e sottomultipli;
  • l’ampiezza, corrisponde al massimo spostamento verso il basso o verso l’alto delle oscillazioni; quindi rappresenta l’altezza dell’onda;
  • la frequenza, corrisponde al numero di oscillazioni prodotte in un secondo; la sua unità di misura è l’hertz;
  • la velocità con cui si propaga, pari a circa 300 000 km al secondo, cioè la velocità della luce.

onda

L’insieme delle onde elettromagnetiche si chiama spettro.

Le onde elettromagnetiche si propagano in linea retta , ma sulla Terra il loro cammino è influenzato da diversi fattori, quindi è importante che un’onda venga modulata.

Con appositi apparecchi si può far variare l’onda portante in modo che il segnale trasmesso abbia caratteristiche diverse.

La modulazione può essere di due tipi:

  • modulazione di frequenza (FM), l’onda risultante è un’onda con frequenza variabile e ampiezza costante. Il segnale è meno sensibile ai disturbi dell’atmosfera, ma può coprire distanze limitate;
  • modulazione d’ampiezza (AM), l’onda risultante ha frequenza costante e ampiezza variabile, il segnale è meno pulito ma può coprire maggiori distanze.

Spesso per far si che le onde a frequenza più alta che possono raggiungere distanze minori, per potenziarle si usano i ripetitori, cioè speciali apparecchiature che ricevono e ritrasmettono il segnale.

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Il cinema

Il cinema è un mezzo di comunicazione di massa che sfrutta le immagini in movimento e il sonoro. Il cinema quindi, è basato sulla fotografia, oltre che su una proprietà della retina del nostro occhio, la persistenza retinica dell’immagine.

In modo involontario, noi battiamo a intervalli le palpebre per umidificare gli occhi. Queste brevi interruzioni della visione non vengono percepite e abbiamo l’impressione di vedere in modo continuo. Ciò è dovuto alla capacità della nostra retina di conservare le immagini per un certo periodo di tempo, circa 1\15 di secondo, anche dopo che sono scomparse. Il cinema si basa su questo fenomeno e sulla tecnica della fotografia. Infatti una serie di fotografie scattate a brevi intervalli di tempo e proiettate in rapida successione in modo da ingannare il cervello, che interpreta la sequenza di immagini come un movimento continuo.

Da quando è nato il cinema ha conosciuto numerosi cambiamenti; si è passati dal film muto in bianco e in nero alle pellicole a colori, fino ad arrivare al 3D.

Possiamo dire, quindi, che una cinepresa è come una macchina fotografica, ma all’interno un rocchetto di trascinamento fa scorrere la pellicola a scatti, un fotogramma alla volta. La velocità standard di una cinepresa è di 24 fotogrammi per secondo.

Il 3D

Tutto ciò che ci circonda noi lo percepiamo nelle tre dimensioni, infatti, nell’osservare un oggetto i nostri occhi vedono due immagini diverse. Nel sovrapporle, il cervello interpreta eventuali differenze tra l’una e l’altra come segnali che indicano una posizione più o meno lontana.

Questa caratteristica della visione umana è stata sfruttata per ottenere un’immagine 3D dalla visione normalmente piatta delle normali riprese; vengono quindi usate due macchine da presa e una serie di accorgimenti in modo da simulare la visione dell’occhio umano.

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La fotografia

Il ruolo della fotografia nella comunicazione di massa è fondamentale nel giornalismo, nella pubblicità, su internet.

La fotografia permette di catturare immagini, alla base del suo funzionamento c’è il principio della camera oscura.

La camera oscura semplice consiste in una scatola a tenuta di luce con un forellino praticato su un lato. Se si inquadra un soggetto illuminato, sulla parete opposta a quel foro viene proiettata un’immagine ridotta e capovolta. Per realizzare una macchina fotografica, in grado di registrare le immagini, è sufficiente collocare sul fondo della camera oscura una superficie fotosensibile (la pellicola) che registri l’immagine proiettata.

Oggi questo tipo di macchine fotografiche con pellicole fotografiche non vengono più usate ed è stata sostituita con macchine costituite da sensori elettronici.

La prima vera fotografia fu realizzata dal francese Niepce nel 1826, più tardi, nel 1889, l’americano Eastman lanciò la prima macchina fotografica, che chiamo kodak.

Oggi come già detto le classiche macchine con pellicole sono state superate, infatti, si utilizzano solo macchine fotografiche digitali. Sono molto simili alle tradizionali e si usano nello stesso modo. La differenza è che le immagini sono registrate sotto forma di file digitali e non più su pellicola. Le foto digitali sono disponibili appena scattate.

La reflex digitale

La reflex digitale è l’evoluzione della semplice macchina digitale ed è usata dai fotografi.

Essa presenta uno specchio che consente di osservare dal mirino la stessa immagine catturata dall’obiettivo.

Essa è formata da:

  • un selettore che consente di scegliere tra diverse modalità di esposizione, alcune macchine lo presentano automatico e si chiama esposimetro quindi è in grado di misurare l’intensità della luce e scegliere quella più adatta alla situazione;
  • un piccolo schermo a cristalli liquidi sul retro della macchina che mostra le impostazioni e permette di vedere subito la foto;
  • flash incorporato, utile per fotografare quando c’è poca luce;
  • il mirino, è un dispositivo ottico che permette di inquadrare con precisione il soggetto;
  • il processore e gli altri circuiti elettronici trasformano il segnale che proviene dal sensore in un file digitale;
  • al posto della pellicola c’è un sensore, in grado di convertire la luce in segnali elettrici;
  • l’otturatore, determina la durata dell’esposizione, cioè per quanto tempo la luce colpisce il sensore. Più la scena è luminosa minore deve essere il tempo di esposizione.

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La stampa

La stampa è stato il primo mezzo di comunicazione di massa a comparire grazie all’orafo Gutenberg che mise a punto nel 1440 l’invenzione della stampa a caratteri mobili. La prima stampa fu la bibbia di Gutenberg. Per la diffusione dei quotidiani come l’intendiamo noi oggi bisogna attendere il diciottesimo secolo.

Oggi essa è uno dei mezzi più diffusi, con il termine stampa si intendono giornali, riviste e libri.

Stampare significa, quindi, riprodurre in più copie su carta o altro materiale un originale. Tutte le tecniche di stampa si basano sul trasferimento dell’inchiostro da una matrice, cioè un supporto che riporta l’immagine o il testo, su carta.

In passato la composizione dei testi veniva fatta a mano, oggi invece si usa il computer, che oggi grazie a una serie di programmi rende tutto molto più semplice e veloce.

La stampa delle immagini, visto che il processo di stampa utilizza un solo colore, prevede l’utilizzo del nero e il bianco in modo da ottenere varie sfumature di grigio. Per simulare questa diversa tonalità si usa una tecnica chiamata retinatura, che consiste nel trasformare le immagini di partenza in una serie di puntini che riescono ad ingannare il nostro occhio e a farci percepire la differenza di tonalità.

Quando si vedono , invece, immagini colorate queste sono ottenute da una tecnica chiamata quadricromia, cioè si usano quattro colori (azzurro, ciano, magenta, giallo e nero). Questi sovrapposti tra loro in percentuali diverse sono in grado di formare tutti i colori.

I tipi di stampa

La stampa tipografica

E’ il sistema di stampa più antico e deriva dalla stampa a caratteri mobili di Gutenberg. Oggi viene utilizzata poco, solo per produzioni artigianali. In questo tipo di stampa un rullo inchiostratore stende l’inchiostro sulle matrici, oggi di plastica, e queste sono poi premute contro i fogli di carta.

La stampa offset

Questo sistema è usato per stampare i libri e utilizza matrici piane d’alluminio. Le pellicole che riportano le pagine da stampare vengono poggiate sulle lastre di alluminio la cui superficie è coperta da emulsione fotosensibile che verrà esposta alla luce di lampade speciali. Dopo l’esposizione le lastre vengono trattate con sostanze chimiche che rendono atte a trattenere l’inchiostro solo le zone colpite dalla luce, corrispondenti alle parti stampanti, mentre sulle parti non da stampare aderirà solo acqua; poichè gli inchiostri sono grassi, non si mescolano con l’acqua.

Quando le lastre sono pronte vengono montate su dei rulli. Durante la stampa ogni matrice, girando, raccoglie l’inchiostro solo sulle parti cui può aderire e lo cede a un rullo di caucciù. Da questo l’inchiostro passa ad un foglio di carta che viene così stampato.

La stampa rotocalco

E’ impiegata soprattutto per la stampa di riviste e utilizza matrici incavate. Le lastre in genere cilindri di rame, vengono trattate chimicamente in modo che le parti stampanti accumulino inchiostro nelle cavità. In stampa il foglio passa sulla matrice e più profonde sono le cavità maggiore sarà la quantità d’inchiostro raccolto e più intenso sarà il colore della stampa.

La stampa a colori

Per ottenere i colori nella stampa offset si usano quattro lastre distinte, ognuna delle quali è inchiostrata con un solo colore. Il foglio di carta viene quindi stampato quattro volte , e ogni volta si sovrappone un colore a quello precedente.

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La comunicazione

La comunicazione è un bisogno fondamentale per l’essere umano. Si parla di comunicazione quando due o più persone si scambiano informazioni. Ciò che differenzia i vari tipi di comunicazione è il mezzo usato per lo scambio d’informazioni.

La comunicazione si può dividere in orizzontale e verticale; la prima riguarda una conversazione tra due interlocutori. La verticale avviene quando il processo comunicativo coinvolge un solo mittente e più destinatari, questo secondo caso riguarda i mezzi di comunicazione di massa che sono quindi unidirezionali cioè che vanno da uno a molti.

La comunicazione di massa è un tipo di comunicazione particolare che usa dei mezzi particolari per diffondere la comunicazione in modo veloce ed efficace. Questo tipo di comunicazione può avvenire attraverso la televisione, la radio, internet, giornali, libri, dischi ecc.

Questo tipo di comunicazione essendo unidirezionale porta il destinatario a subire passivamente il contenuto della comunicazione perchè non può dare risposta a ciò che ascolta o vede

Gli elementi della comunicazione

La comunicazione in genere è formata dai seguenti elementi:

  • emittente, la persona che inizia la comunicazione attraverso un messaggio;
  • ricevente, la persona cui è diretto il messaggio, che lo decodifica, lo interpreta e lo comprende;
  • codice, parole, immagini, testo e immagini cioè tutto ciò che è usato per comporre i messaggi;
  • canale, il mezzo attraverso cui avviene la trasmissione del messaggio.

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Collegamenti in serie e in parallelo

In un circuito, il collegamento degli apparecchi utilizzatori si dice in serie quando sono posti uno di seguito all’altro. Un esempio sono le lampadine dell’albero di Natale. La corrente le attraversa tutte una dopo l’altra e quando se ne rompe una si interrompe il circuito. La resistenza del circuito equivale alla somma delle resistenze di ogni lampadina. L’intensità è sempre la stessa e la tensione equivale alla somma delle tensioni.

Un altro tipo di collegamento più diffuso è quello in parallelo. Tutti gli apparecchi sono collegati a una stessa linea di alimentazione, ma ciascuno per conto suo. La tensione è uguale a quella del generatore, l’intensità è uguale alla somma delle intensità circolanti in ogni apparecchio. La resistenza totale è uguale a quella di un utilizzatore da dividere per il numero di utilizzatori.

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