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I verbi servili

Oltre a essere e avere esistono altri verbi che hanno funzione di aiuto e servizio: sono i verbi servili dovere, potere e volere. I verbi servili aggiungono un significato al verbo che accompagnano (che è sempre al modo infinito) e ci danno informazioni in più che servono a chiarire meglio il significato della frase (dovere, possibilità, volontà).

Non posso uscire stasera.

Vorrei sapere chi è stato.

Deve venire subito!

I verbi servili possiedono anche un significato proprio, come i verbi ausiliari.

Vorrei un chilo di noci.

Devo un pranzo a Paola.

Ho due criceti e un gatto.

Sono in montagna.

Esercizio n° 1

Sottolinea i verbi dovere, potere e volere in blu se hanno significato proprio, in rosso se sono verbi servili.

  • Leo, vuoi ancora della piadina?
  • Vuoi capire che non devi sudare!
  • Posso chiudere la finestra?
  • Vorrei tanto un gattino!
  • Puoi abbassare il volume della TV?
  • Ti devo un euro. Te lo voglio rendere.
  • Vorrei sapere perchè non sei venuto.
  • Volete stare attenti?

Esercizio n° 2

Completa le frasi con il verbo servile adatto.

  • Quante volte ………. chiedere un aiuto per sparecchiare la tavola?
  • Carlo ………. occuparsi della sua sorellina quando la mamma è assente.
  • Nessuno ………… sostituire l’affetto di una madre per il figlio.
  • ………. cambiare canale?
  • La nonna ………. accompagnarmi a casa a tutti i costi.
  • Lo zio ………… finire i suoi studi universitari.

Svolgimento

Esercizio n° 1

Sottolinea i verbi dovere, potere e volere in blu se hanno significato proprio, in rosso se sono verbi servili.

  • Leo, vuoi ancora della piadina?
  • Vuoi capire che non devi sudare!
  • Posso chiudere la finestra?
  • Vorrei tanto un gattino!
  • Puoi abbassare il volume della TV?
  • Ti devo un euro. Te lo voglio rendere.
  • Vorrei sapere perchè non sei venuto.
  • Volete stare attenti?

Esercizio n° 2

Completa le frasi con il verbo servile adatto.

  • Quante volte devo chiedere un aiuto per sparecchiare la tavola?
  • Carlo deve occuparsi della sua sorellina quando la mamma è assente.
  • Nessuno può sostituire l’affetto di una madre per il figlio.
  • Posso cambiare canale?
  • La nonna vuole accompagnarmi a casa a tutti i costi.
  • Lo zio deve finire i suoi studi universitari.

Indicativo Passato Remoto

PASSATO REMOTO

Il tempo passato remoto è un tempo semplice ed indica una situazione che è accaduta in un periodo molto lontano e che si è conclusa nel passato, quindi non fa sentire i suoi effetti nel presente.

1° coniugazione 2° coniugazione 3° coniugazione
io parlai io credetti io dormii
tu parlasti tu credesti tu dormisti
egli parlò egli credette egli dormì
noi parlammo noi credemmo noi dormimmo
voi parlaste voi credeste voi dormiste
essi parlarono essi credettero essi dormirono

E’ il tempo utilizzate solitamente per raccontare fiabe, leggende e racconti, ma anche per descrivere fatti avvenuti nella Storia: Cenerentola perse la scarpetta.

Vedi esercizi sul verbo

Vedi esercizi sui modi e tempi dei verbi

Indicativo Futuro Anteriore

FUTURO ANTERIORE

Il tempo futuro anteriore è un tempo composto, formato dal futuro semplice di un verbo ausiliare più il participio passato del verbo che indica l’azione, esprime una situazione futura che avverrà prima di un altro fatto, anch’esso ancora non avvenuto.

Il futuro anteriore esprime:

  • un’azione che si verifica nel futuro prima di un’altra: Quando avrò finito, mi iscriverò a medicina;
  • un dubbio: Avrò fatto bene?
  • un concetto approssimato: Sarà stato quasi mezzanotte;
  • una concessione: Forse avrò avuto un po’ di fortuna, ma ho meritato la vittoria.
con l’ausiliare avere con l’ausiliare essere
io avrò cantato io sarò partito
tu avrai cantato tu sarai partito
egli avrà cantato egli sarà partito
noi avremo cantato noi saremo partiti
voi avrete cantato voi sarete partiti
essi avranno cantato essi saranno partiti

Da questi esempi si può osservare la relazione tra futuro anteriore e futuro semplice:

Non appena avrà preparato (futuro anteriore) la valigia, Angela partirà ( futuro semplice) per le vacanze. (Prima la preparazione delle valigie, dopo la partenza).

Noi vi consegneremo ( futuro semplice) i premi dopo che voi avrete concluso ( futuro anteriore)  tutte le gare. ( Prima la conclusione delle gare, dopo la consegna dei premi).

Vedi esercizi sul verbo

Vedi esercizi sui modi e tempi dei verbi

Indicativo Trapassato Remoto

TRAPASSATO REMOTO

Il trapassato remoto è un tempo composto, formato dal passato remoto di un verbo ausiliare più il participio passato del verbo che indica l’azione. Esprime una situazione che è avvenuta e si è conclusa in un periodo molto lontano, prima di un altro fatto passato.

con l’ausiliare avere con l’ausiliare essere
io ebbi cantato io fui partito
tu avesti cantato tu fosti partito
egli ebbe cantato egli fu partito
noi avemmo cantato noi fummo partiti
voi aveste cantato voi foste partiti
essi ebbero cantato essi furono partiti

Da questi esempi si può osservare la relazione tra trapassato remoto e passato remoto:

Dopo che fu tornato ( trapassato remoto) dal suo viaggio, Sara provò( passato remoto) una gran tristezza. (Prima la partenza di Sara, e poi la sua tristezza).

Dopo che ebbe attraversato ( trapassato remoto) la Cina, Marco Polo tornò (passato remoto) a Venezia. (Prima il viaggio in Cina e poi il ritorno a Venezia).

L’aereo decollò ( passato remoto) quando la torre di controllo ebbe dato ( trapassato remoto) il segnale. (Prima il segnale della torre dopo il decollo dell’aereo).

L’uso di questo tempo è sempre meno diffuso, soprattutto nella lingua parlata e familiare.

Vedi esercizi sul verbo

Vedi esercizi sui modi e tempi dei verbi

La valenza verbale

Il modo in cui i verbi si legano alle altre parole della frase (che sono dette “argomenti”) per completarne il significato si chiama valenza verbale.

  • Ci sono verbi ” a valenza zero” che esprimono da soli un significato compiuto, tali sono tutti i verbi impersonali, quali piove, nevica, grandina quindi, tutti i verbi atmosferici: Piove → senza neanche il soggetto.
  •  I verbi” monovalenti” (o a valenza 1 o ad un solo argomento) richiedono la presenza di un argomento che ci dica chi compie l’azione; tali sono i verbi intransitivi come: dormire, sbadigliare, uscire, nascere, morire, tossire, rabbrividire, sorgere, tramontare, abbaiare, miagolare, nitrire ecc. L’ argomento è il soggetto che può essere espresso o sottointeso: Io corro; Elena è uscita; Il sole tramonta. I miei fratelli dormivano.
  • I verbi “bivalenti” ( o a valenza 2 o a due argomenti) completano il loro significato con due argomenti, il primo è il soggetto e il secondo argomento sarà o un complemento oggetto o un complemento indiretto. Tali verbi sono: amare, baciare, curare, ingannare, salutare, aiutare, mordere, costruire, distruggere, pulire, tagliare, piacere ecc. che si completano con il complemento oggetto. Per esempio: Elena ha salutato Gianni; La burrasca ha distrutto molte imbarcazioni. Altri verbi invece  si completano con un complemento indiretto , cioè introdotto da una preposizione e sono: giovare, appartenere, piacere, abitare, andare ecc. Per esempio: Lo sport giova alla salute;  I miei cugini abitano in una villetta.
  • Infine ci sono i verbi “trivalenti” (o a valenza tre o a tre argomenti), completano il loro significato con tre argomenti. Tali verbi sono: prestare, dare, offrire, regalare, cadere, andare, venire, scendere, salire ecc. Per esempio: Elena ha dato un libro a Gianni; L’autobus 21 va da piazza Garibaldi alla stazione.

Esercizio n° 1

Sottolinea il verbo e indicane tra parentesi la valenza.

  1. Grandina su tutto il paese. (….)
  2. Questo libro appartiene a mia madre. ()
  3. Laura morse con gusto la mela. ()
  4. Il gatto miagola in cortile. (…)
  5. Maria offrì una tazza di caffè alle amiche.(….)
  6. Giulio e Mario discussero a lungo di politica.(…)
  7. Il ragazzo aveva dormito a lungo. (…)
  8. Nevica da più ore. (…)
  9. Nel bosco raccolse un cesto di funghi. (…)
  10. Le ho prestato volentieri la mia bicicletta. (….)

Svolgimento

Esercizio n° 1

Sottolinea il verbo e indicane tra parentesi la valenza.

  1. Grandina su tutto il paese. (0)
  2. Questo libro appartiene a mia madre. (2)
  3. Laura morse con gusto la mela. (2)
  4. Il gatto miagola in cortile. (1)
  5. Maria offrì una tazza di caffè alle amiche.(3)
  6. Giulio e Mario discussero a lungo di politica.(2)
  7. Il ragazzo aveva dormito a lungo. (1)
  8. Nevica da più ore. (0)
  9. Nel bosco raccolse un cesto di funghi. (1)
  10. Le ho prestato volentieri la mia bicicletta. (2)

I verbi impersonali

I verbi impersonali non si riferiscono ad un soggetto determinato e sono sempre usati alla terza persona singolare e sono:

  • i verbi che indicano un fenomeno atmosferico o espressioni di significato simile, composte dal verbo fare seguito da un aggettivo o da un nome: nevica, piove, grandina, albeggia, imbrunisce, si rannuvola, fa freddo, fa caldo, fa giorno, fa notte. 
  • alcuni verbi ammettono invece sia la forma personale (con un soggetto espresso o sottinteso) sia quella impersonale:

Accadde un fatto strano. (forma personale)  → Accadde che si rividero dopo un anno (forma impersonale)

E’ necessario il tuo benestare (forma personale) → E’necessario che voi siate d’accordo. (forma impersonale)

La luna sembra d’argento.(forma personale) → Sembra che la luna sia d’argento (forma impersonale)

Quindi i verbi che possono essere usati in entrambe le forme sono: sembrare, parere, bisognare, essere necessario, accadere, avvenire, capitare, essere bene, essere male ecc. Oltre a questi c’è il verbo essere seguito da un aggettivo, da un sostantivo o da un avverbio: essere chiaro, essere facile, essere giusto, essere doveroso…

Inoltre qualsiasi verbo, transitivo o intransitivo, può essere usato in forma impersonale quando è espresso alla terza persona singolare, preceduto dalla particella si, che in questi casi si chiama particella impersonale:

Si mangia bene al ristorante di Mario.

Si dorme male quando la temperatura nella stanza è eccessiva.

Ci si annoia in questo posto.

  • I verbi impersonali o quelli usati in forma impersonale nei tempi composti richiedono l’ausiliare essere.

Si è mangiato molto bene in questo ristorante.

Ci era sembrato di far tardi.

  • I verbi vhe indicano un fenomeno atmosferico usano come ausiliare avere quando esprimono la durata del fenomeno, altrimenti hanno come ausiliare il verbo essere.

Ha nevicato per tre ore.

E’ piovuto questa notte.

SI PASSIVANTE

La particella pronominale si ricorre non solo nella forma riflessiva del verbo ma anche in altri casi.
Per esempio, nella frase:

Si udirono voci confuse.
La particella si non vuol dire sé, se stessi e neppure tra loro, l’un l’altro. Si udirono non è quindi un verbo riflessivo, ma equivale a furono udite, cioè a un passivo. In questi casi il si è chiamato si passivante perché dà al verbo attivo che accompagna il valore passivo.

Se il verbo della frase è transitivo e ha il complemento oggetto espresso, la frase è in realtà una frase passiva; in questo caso parliamo di “si” passivante. Per esempio:
In Italia si mangia la pasta. (che corrisponde a in Italia viene mangiata la pasta)
A scuola si studia italiano. (a scuola viene studiato l’italiano)
Non si è vinta neanche una partita .(non è stata vinta neanche una partita)

Vedi le funzioni della particella si

Forma riflessiva impropria del verbo

La forma riflessiva impropria e divisa in altre , in cui le particelle pronominali hanno una funzione diversa e l’azione compiuta dal soggetto non sempre si riflette direttamente sul soggetto stesso. Queste sono:

  • la forma riflessiva apparente→ l’azione non si riflette su chi la compie, ma passa direttamente sul complemento oggetto come avviene nella forma attiva, e le particelle svolgono la funzione di complemento di termine: ( a me, a te ecc.).

Io mi lavo le mani. → Io lavo le mani a me.

Perchè ti sei tagliato i baffi? → Perchè hai tagliato i baffi a te?

  • la forma riflessiva reciproca → l’azione  si sdoppia in due azioni diverse che avvengono al medesimo tempo e ha il significato di ” reciprocamente”, “l’un l’altro”.

Noi ci amiamo.→ Io amo te, tu ami me.

I ragazzi si lanciavano la palla. → I ragazzi lanciavano la palla l’un l’altro.

Figlie mie, aiutatevi sempe. → Aiutatevi reciprocamente.

  • la forma riflessiva pronominale → è quella in cui la particella fa parte integrante del verbo stesso, senza trasmettere a esso un valore riflessivo, quindi non si può coniugare senza di essa. Ciò accade con alcuni verbi intransitivi.

Egli si addormenta. (significa egli cade addormentata)

Noi ci arrendiamo. ( significa noi ci consegnamo al nemico)

Io mi vergogno. (significa io provo vergogna)

Per esempio il verbo pentire in italiano non esiste, esiste solo pentirsi, dove la particella pronominale è parte integrante del verbo. Altri esempi sono: accorgersi, allearsi, adirarsi, arrabbiarsi, ammalarsi, annoiarsi, addentrarsi, arrampicarsi, imbattersi, impadronirsi, meravigliarsi, fidarsi, vergognarsi ecc.

Vedi forma riflessiva propria

Vedi esercizi sulla forma riflessiva

Vedi le funzioni della particella si

Forma riflessiva del verbo

La forma riflessivail protagonista della frase “agisce” su di sè, cioè compie un’azione su se stesso. Quindi l’azione ricade sul soggetto che la compie. 

Daria si pettina → Daria compie l’azione di pettinare se stessa.

La coniugazione dei verbi riflessivi è caratterizzata dalla presenza delle parole mi, ti, si, ci, vi, chiamate particelle pronominali.

io mi asciugo tu ti tagli egli si specchierà
noi ci vestimmo voi vi truccate essi si scoprirono

Nelle forme dell’imperativo, dell’infinito, del participio e del gerundio le particelle pronominali si trovano dopo il verbo: lavati, asciughiamoci, pettinatevi, scoprendosi

I tempi composti dei verbi riflessivi vogliono sempre l’ausiliare essere. La bambina si era pettinata prima di uscire.

Per riconoscere la forma riflessiva del verbo, spesso, si fa riferimento alla forma pronominale posta davanti al verbo, ma ciò non funziona sempre. Per esempio:

Tu mi curi → tu compi l’azione di curare me : forma attiva

Io mi curo → io compio l’azione di curare me stesso: forma riflessiva,

Quindi se abbiamo dei dubbi ci dobbiamo domandare se il protagonista compie l’azione su se stesso. Se la risposta è affermativa allora il verbo è riflessivo.

Il pronome che accompagna il verbo conferisce a questo un valore riflessivo solo se è nella stessa persona del soggetto.

Tu ti vesti (forma riflessiva perchè  entrambe sono alla seconda persona);

Patrizia si pettina (forma riflessiva perchè  entrambe sono alla terza persona);

Tu mi parli (non è una forma riflessiva perchè il pronome e il soggetto non sono nella stessa persona).

Questa forma riflessiva si definisce forrma riflessiva propria: in essa le particelle pronominali hanno funzione di complemento oggetto e possono essere sempre essere sostituite con le corrispondenti forme del pronome me, te, sè, noi, voi, loro, aggiungendo il rafforzativo stesso\stessi.

Io mi lavo. = Io lavo me stesso.

Tu ti vesti.= Tu vesti te stesso.

Noi ci prepariamo. = Noi prepariamo noi stessi.

Essi si spogliano. =  Essi spogliano loro stessi.

Vedi forma riflessiva impropria

Vedi gli esercizi sulla forma riflessiva

Vedi le funzioni della particella si

Cambiamenti di forma del verbo

DALLA FORMA ATTIVA ALLA FORMA PASSIVA

Per trasformare  una frase dalla forma attiva a quella passiva si deve rovesciare la frase. Devono avvenire i seguenti cambiamenti:

  • il soggetto diventa complemento d’agente, preceduto dalla preposizione da;
  • il verbo attivo diventa verbo passivo (con l’ausiliare essere);
  • il complemento oggetto diventa soggetto.

Maria spedisce una lettera. (frase attiva) Una lettera è spedita da Maria.(forma passiva)

Una frase attiva senza complemento oggetto non può essere trasformata in passiva. Ad esempio: Il papà legge; visto che non c’è il complemento oggetto la trasformazione non potrà avvenire perchè nella frase trasformata non ci sarà il soggetto.

Per eseguire la trasformazione bisogna ricordare che:

  • il tempo e il modo del verbo attivo devono rimanere identici anche nella forma passiva;
  • il verbo di forma passiva deve concordare in genere e numero con il nuovo soggetto;
  • per trasformare il soggetto della frase attiva in complemento d’agente bisogna farlo precedere dalla preposizione da.

DALLA FORMA PASSIVA ALLA FORMA ATTIVA

Qualsiasi verbo della forma passiva può essere trasformato in attivo. Devono avvenire i seguenti cambiamenti:

  • il soggetto diventa complemento oggetto;
  • il verbo passa alla forma attiva;
  • il complemento d’agente diventa soggetto.

Il passeggero è salutato dal capitano. (forma passiva)→ Il capitano saluta il passeggero. (forma attiva)

Bisogna ricordare che:

  • quando il verbo essere è ausiliare di un verbo intransitivo fa parte di un’espressione attiva;
  • quando il verbo essere unisce il soggetto a un nome o a un aggettivo che gli si riferiscono, fa parte di un’espressione attiva;
  • quando il verbo essere è ausiliare di un verbo transitivo fa parte di un’espressione passiva.

La forma attiva e passiva del verbo

La forma rappresenta il modo in cui il verbo cambia a seconda che il soggetto compia o subisca l’azione.

Un verbo è di forma attiva quando esprime un’azione compiuta dal soggetto;è di forma passiva quando esprime un’azione che ricade sul soggetto.

1) La forma attivail protagonista della frase è “attivo”, cioè compie l’azione espressa dal verbo.

La mamma lava il pavimento →la mamma compie l’azione espressa dal verbo e cioè lavare il pavimento.

2) La forma passiva il protagonista della frase è “passivo”, cioè subisce l’azione espressa dal verbo. Si forma unendo le voci dell’ausiliare essere (o dai verbi venire, finire, restare ecc) coniugate nel tempo e nel modo richiesti dall’azione, al participio passato del verbo transitivo, che concorda in genere e numero con il soggetto.

Il pavimento è lavato dalla mamma → il pavimento subisce l’azione espressa dal verbo cioè essere lavato dalla mamma.

La forma passiva la si può ottenere anche  facendo precedere il verbo di forma attiva dalla particella si e la particella si dice passivante.

Si è decisa (è stata decisa) la sospensione dello sciopero-

In questo periodi si raccolgono (sono raccolti) molti funghi.

Tutti i verbi, transitivi e intransitivi, hanno la forma attiva; ma solo i verbi transitivi hanno la forma passiva.

Il salumiere affetta il prosciutto = verbo transitivo di forma attiva

Il prosciutto è affettato dal salumiere = verbo transitivo di forma passiva

Mio padre ritorna da lavoro = verbo intransitivo di forma attiva

I verbi coniugati alla forma passiva sono sempre formati da ausiliare + participio passato del verbi:

  • i tempi semplici sono formati da due voci verbali : I bambini sono accuditi dalla mamma;
  • i tempi composti sono formati da tre voci verbali : Prima i bambini sono stati accuditi dalla mamma.

Vedi cambiamenti di forma del verbo

Vedi esercizi