La degradazione meteorica

 

I vari paesaggi che troviamo sulla Terra sono il risultato dell’azione di forze endogene e forze esogene.

Le forze endogene dipendono dall’energia e dal calore che sono presenti all’interno della Terra e che sono responsabili di eruzioni vulcaniche, terremoti e in tempi lunghi anche della formazione di catene montuose.

Le forze esogene, invece sono alimentate dal Sole che risulta essere il motore di molti fenomeni naturali. Questo tipo di forze portano a quattro processi fondamentali che sono la degradazione meteorica, l’erosione, il trasporto e la sedimentazione.

LA DEGRADAZIONE METEORICA

La degradazione meteorica delle rocce comprende la degradazione fisica che riduce le rocce in frammenti di varie dimensioni chiamati clasti. Questi detriti in parte si accumulano sul posto formando uno strato che con il tempo si può arricchire di sostanze organiche e trasformarsi in suolo, in parte sono rimossi e trasportati altrove.

Questo tipo di degradazione può dipendere anche da variazioni della temperatura, in questo caso si parla di termoclastismo. Accade che il calore dilata i vari minerali che formano le rocce in maniera non omogenea; con il raffreddamento notturno i minerali riprendono le dimensioni di partenza, ma questo continuo dilatarsi e contrarsi, altera la sua struttura e compattezza. Quindi con il tempo la roccia si degrada e forma delle lamine che pian piano si staccano dalla superficie.

Nelle regioni montuose, invece, prevale l’azione del gelo e disgelo detto crioclastismo. Quando la temperatura scende sotto zero, l’acqua congela. Se si trova intrappolata in fessure di rocce, quando si forma il ghiaccio, esso allarga le fessure perchè nel passaggio di stato si ha un aumento del volume; con il disgelo l’acqua può penetrare più in profondità perchè le fessure si sono allargate. Se dopo il rialzo della temperatura subentra un nuovo abbassamento, l’acqua congela nuovamente provocando un allargamento ulteriore, alla fine il ripetersi di questo ciclo di gelo e disgelo determina la frammentazione della roccia.

Infine anche l’azione biologica è una degradazione fisica, essa è esercitata soprattutto dalle piante che insinuano le loro radici nelle fessure delle rocce, allargandole fino a frammentarle.

E poi c’è la degradazione chimica che trasforma i minerali originari in sostanze diverse.

La degradazione meteorica prepara i materiali che in seguito verranno erosi dal vento, dalle acqua correnti, dai ghiacciai e dagli oceani.

L’AZIONE DEL VENTO

Il vento svolge due importanti funzioni: il trasporto di sabbie, limo, polveri, anche a grandi distanze, e l’erosione delle masse rocciose.

Per quanto riguarda il trasporto e la successiva deposizione , accade che le particelle più fini viaggiano sospese in aria e possono essere trasportate anche lontane migliaia di chilometri; le particelle più grosse tendono a cadere al suolo, per poi risalire e poi ricadere, come se facessero dei salti. Il vento solleva le particelle più leggere come la sabbia, quindi lo strato superficiale viene sollevato e rimangono solo ciottoli ed elementi più grossolani, quindi si formeranno i deserti ghiaiosi (serir). Se il vento trova un ostacolo, la sua velocità si riduce, quindi le particelle di sabbia, non sono più sollevate dal vento, si depositano, dando origine ad un accumulo che si accresce e si formano così le dune.

L’erosione avviene perchè le particelle trasportate dal vento esercitano sulle rocce un’azione chiamata corrasione. Ovviamente materiali diversi subiranno un’erosione maggiore o minore.

L’AZIONE DELLE ACQUE CORRENTI

L’acqua ha una grossa influenza sul modellamento del paesaggio. A seconda dello stato fisico in cui si trova può agire in modo diverso.

Per esempio la pioggia battente è capace di spostare di qualche centimetro le particelle che formano una determinata superficie. Inoltre se l’acqua piovana scorre in grandi quantità, il terreno non riesce ad assorbirla quindi si formano le acque dilavanti che a loro volta possono scavare piccoli solchi e trascinare i materiali che hanno eroso. In alcune zone questi solchi diventano molto profondi e prendono il nome di calanchi.

Poi ci sono i corsi d’acqua, che rispetto alla pioggia battente che agisce saltuariamente, esercitano un’azione continua. Infatti essi trascinano ciottoli, ghiaia e sabbia che contribuiscono a sgretolare la superficie su cui scorrono.

Nelle aree montuose, visto che c’è una maggiore pendenza si possono formare le gole che sono formate da delle pareti rocciose verticali e formano delle specie di valli. Quando i fiumi raggiungono la pianura, depositano tutti i tipi di materiali e formano le pianure alluvionali, e raggiunto il mare danno origine alla foce a delta.

L’erosione causata dalle acque meteoriche può alterare la stabilità del terreno, creando così il rischio di frane, esse poi sono rese anche più pericolose dall’azione dell’uomo.

L’AZIONE DEI GHIACCIAI

I ghiacciai con il loro lento movimento possono erodere, trasportare e depositare molti detriti portando a volte alla formazione delle morene, che sono delle colline allungate.

L’AZIONE DEL MARE

Le maree, le onde contribuiscono all’attività erosiva delle coste. Per esempio le onde sono responsabili della formazione di grotte marine e di alte scogliere dette falesie. Però il mare non esercita solo un’azione distruttiva ma anche costruttiva, infatti trasporta il materiale eroso sulle coste formando depositi di sabbia che possono dare origine alle spiagge.

 

Programma di scienze della Terra delle superiori