La poesia comico-realistica

 

Negli stessi anni in cui si affermò il dolce stil novo, si fece avanti anche un modo di scrivere totalmente opposto, una poesia detta poesia comico-realistica che rappresentava la realtà e la vita quotidiana, ma nei suoi aspetti più bassi che per alcuni erano considerati volgari. Questa poesia non fa altro che rappresentare la borghesia mercantile, spesso molto scherzosa.

Diciamo che i poeti che trattavano questo tipo di poesia non rappresentavano una scuola, perchè la cosa che li accumunava era un linguaggio più aperto ai contributi del parlato, più attento ai problemi della comunicazione quotidiana. Descrivevano la realtà con parodie, anche perchè queste attiravano molto di più l’attenzione del popolo, come facevano all’inizio i giullari.

Molti poeti comici scrivevano anche per fare polemica, perchè volevano mettere in ridicolo quella società troppo aristocratica e convenzionale. Tali poeti non erano illetterati, nonostante gli argomenti trattati, ma erano autori che all’occorenza erano capaci di utilizzare anche una lingua “alta”.

I poeti comici si può dire che scrivano pechè vogliono distaccarsi dai poeti che cantano dell’amore usando un liguaggio raffinato, infatti loro vogliono raccontare della realtà. Essi spesso usano un linguaggio nobile per parlare di soggetti chre invece sono spregevoli.

Questa poesia comico-realistica si diffuse molto in Toscana e i suoi maggiori esponenti furono Cecco Angiolieri e Folgore da San Gimignano.

 

Oltre alle opere di tali autori c’è pervenuto un componimento conosciuto come “il Contrasto di Cierlo d’Alcamo “, di cui non si conosce nulla dell’autore, ma è stata scritta tra il 1231 e il 1250. In questa poesia si parla di un corteggiamento insistente a cui una donna, dopo un po’ cede senza porre alcun freno . Quindi visto che tale componimento è scritto nella stessa lingua della lirica siciliana, appare ancora più evidente il contrasto tra gli argomenti trattati.

Cecco Angiolieri

Cecco Angiolieri nacque a Siena tra il 1255 e il 1260 da un’illustre famiglia di banchieri, sicuramente nel 1213 era morto perchè i suoi figli rinunciarono alla sua dissestata eredità. Di lui si conoisce la sua avversione alle regole sociali e militari, aveva un’esistenza sregolata e violenta.

I sonetti attribuiti con certezza al poeta sono 76. Cecco Angiolieri era un buon conoscitore della poesia e degli autori del tempo, lo dimostrano i sonetti che scrisse a Dante, anche se non si conosce la risposta.

 

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