Le lingue europee

 

In Europa si possono riconoscere tra un minimo di 60 e un massimo di 120 lingue. Esse derivano tutte tranne poche eccezioni, dal ceppo linguistico indoeuropeo e si possono raggruppare in tre grandi famiglie: lingue slave, neolatine e germaniche.

Le lingue slave derivano da quelle parlate dai popoli dell’Europa orientale. Sono il russo, l’ucraino, il bielorusso, il polacco, il ceco, lo slovacco, il bulgaro, lo sloveno, il serbo-croato e il macedone.

Le lingue neolatine derivano dal latino e sono parlate nell’area che fece parte a lungo dell’Impero romano. Sono l’italiano, il francese, lo spagnolo, il portoghese e il rumeno. La loro appartenenza a questo gruppo è dimostrata dall’esistenza di parole che si somigliano perchè hanno la stessa radice

   
 

Le lingue germaniche sono il tedesco, il danese, l’olandese, il norvegese, lo svedese, l’inglese e l’islandese.

Sono presenti altre lingue indoeuropee minori come il greco, l’albanese e il baltico (lituano e lettone).

In Europa vengono parlate anche alcune lingue di origine non indoeuropea, tra le quali l’ungherese, il finlandese, il basco, il turco e il mongolo.

Inoltre, all’interno degli stati, vi sono comunità autoctone che parlano lingue diverse da quella nazionale, definite regionali o minoritarie.

L‘Unione europea ha 23 lingue ufficiali. La lingua più parlata è l’inglese, perchè oltre che come lingua madre del Regno Unito e dell’Irlanda, viene usato come prima lingua straniera da circa il 40% dei cittadini dell’UE.

I dialetti presenti in Europa sono tanti e non sono delle vere lingue ma si possono considerare delle lingue sorelle dell’originale.

 

Programma di geografia seconda media