Le precipitazioni atmosferiche

 

Le nubi sono formate da goccioline d’acqua che rimangono sospese nell’aria, però questo fin quando non raggiungono le dimensioni di 100 micrometri di diametro. Infatti quando le gocce diventano più grandi, sono troppo pesanti per rimanere sospese nell’aria, quindi cadono al suolo sotto forma di precipitazioni atmosferiche e cioè pioggia, grandine o neve.

La pioggia si forma quando la temperatura è superiore a 0°C.

La neve si forma quando la temperatura e intorno a 0°C, essa non è altro che piccolissimi cristalli di ghiaccio che si uniscono formando i fiocchi.

La grandine si forma quando le gocce di pioggia sono riportate verso l’alto a causa di correnti d’aria e quindi incontrano temperature molto al di sotto di 0°C. e congelano. A questo punto una volta congelati ridiscendono nuovamente nella parte media della nube e si circondano di altre goccioline di acqua; la corrente d’aria lo riporta verso l’alto in modo che si congelano anche le nuove goccioline. Tutto ciò si ripete fin quando la grandine non diventa tanto pesante da precipitare al suolo.

Nelle nostre regioni le precipitazioni più diffuse sono la pioggia. La distribuzione di esse sulla superficie terrestre non è omogenea, infatti sono scarse nelle zone aride e molte nelle zone umide. Inoltre varia anche la quantità di precipitazioni.

Per rappresentare la distribuzione delle precipitazioni sulla Terra si usano delle carte con le isoiete, cioè linee ideali che uniscono tutti i luoghi che ricevono in media la stessa quantità di precipitazioni all’anno.

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Esempio di grafico per la distribuzione delle precipitazioni

Le precipitazioni si misurano con uno strumento che si chiama pluviometro, formato da un imbuto che raccoglie e convoglia le gocce di pioggia in un recipiente graduato. Quindi alla fine si ottengono i mm di acqua caduti nell’unità di tempo considerata.

 

Programma di scienze della Terra delle superiori