Ludovico Ariosto visse alla corte di Ferrara tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento come segretario e cortigiano dei signori della città. Nacque a Reggio Emilia nel 1474 e morì nel 1533.

Per molti anni si dedicò ad attività diplomatiche e quindi viaggiò molto, ma nel 1525 si stabilì definitivamente a Ferrara.

Nel periodo in cui lavorava presso gli Estensi cominciò la stesura del poema epico l’Orlando Furioso, la predilezione dei signori di Ferrara per il genere epico fa sì che autori come Maria Boiardo e Ludovico Ariosto vi si dedichino con entusiasmo.

Il suo capolavoro è l’Orlando furioso, un poema epico in ottave, cioè strofe di otto versi di endecasillabi (di undici sillabe l’uno).

Questo capolavoro è il continuo di Orlando innamorato scritto da Boiardo, poeta molto apprezzato fra gli Estensi, che aveva fuso nel suo poema le caratteristiche del genere cavalleresche “eroico”(nel quale i cavalieri lottavano per la fede e per il loro re) con quello della cavalleria ” cortese”(il cavaliere innamorato compie grandi imprese in nome della sua dama).

  

Ariosto nel suo poema dà centralità all’uomo secondo i canoni dell’Umanesimo. Infatti, nel suo capolavoro il cavaliere diventa folle per amore andando contro quella che devono essere le caratteristica principale di un cavaliere, cioè la virtù.

La storia dell’Orlando furioso è abbastanza complessa, ma alla base di tutto c’è Orlando che perde la ragione , in quanto viene a conoscenza che la sua amata si è sposata con un altro uomo. Con il tempo recupera la ragione e compie valorose imprese. Sono però tante le storie che si intrecciano con la storia di Orlando.

Le prime due strofe costituiscono il proemio, in cui è spiegato di cosa parla il poema, la terza contiene la dedica rivolta al protettore, il cardinale Ippolito d’Este.

Ogni ottava ha i primi sei versi in rima alternata e gli ultimi due in rima baciata.

 

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