Atene

 

Atene, a differenza di Sparta, sorgeva sul mare ed era dotata di un grande porto, il Pireo.

Governata inizialmente da una oligarchia, a poco a poco divenne una città fiorente di traffici e commerci e perciò commercianti e artigiani entrarono ben presto in conflitto con i nobili per l’esercizio del potere. Per limitare lotte e vendette il legislatore Dracone emanò le prime leggi scritte, che erano molto severe.

La svolta verso un governo democratico si ebbe con Solone, che sostituì il privilegio della nascita a quello della ricchezza, permettendo ai cittadini non nobili, ma arricchitisi con il proprio lavoro, di partecipare al governo della polis. Nel 508 a.C. fu varata una riforma che istituì l’assemblea popolare, detta Ecclesia, della quale facevano parte tutti i cittadini.

Nell’ecclesia vinceva la proposta votata dalla maggioranza, aveva il compito di eleggere gli strateghi, che comandavano l’esercito, e gli arconti, che amministravano la giustizia. Le cariche duravano un anno.

Ogni cittadino ateniese partecipava alla vita della città, all’organizzazione dello Stato e all’assemblea popolare, dove venivano prese le decisioni che riguardavano l’intera popolazione. Erano ancora esclusi dal voto gli stranieri, le donne e gli schiavi.

   
 

Quella ateniese è la prima forma di democrazia (governo del popolo) della storia e ha costituito per secoli un esempio di libertà.

Atene era una città ricca. Le colline intorno producevano olio e vino pregiati. Ancora più importanti erano le attività artigianali. Altrettanto importante erano i commerci, che si svolgevano soprattutto via mare.

Ad Atene le donne erano per tutta la vita sottoposte a un uomo: prima il padre, poi il marito, infatti, avevano su di loro potere di vita e di morte.

Da bambine vivevano con la madre e le schiave nel gineceo (ambiente della casa destinato solo alle donne); non imparavano a leggere e a scrivere, ma a filare e a tessere.

Appena adolescenti si sposavano con un uomo scelto dal padre. Dovevano essere mogli e madri fedeli e pazienti. Si occupavano della casa e sorvegliavano il lavoro della servitù. Le donne non uscivano quasi mai di casa.

L’occupazione più importante di un ateniese era partecipare alla vita pubblica, perciò l’educazione mirava a creare buoni cittadini.

A sette anni i bambini iniziavano a frequentare una scuola a pagamento: imparavano a leggere e scrivere, a parlare in pubblico, a suonare uno strumento…. ma anche a nuotare e a lanciare il disco.

A 21 anni diventavano uomini adulti e si sposavano. Continuavano comunque a passar la maggior parte del tempo con gli amici.

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