Il Decadentismo

 

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in Europa si verificò una grave crisi politica, sociale ed economica.

Gli ideali borghesi e positivisti, caratterizzati da una fiducia nel progresso e nell’intelletto umano, cominciarono a vacillare; cominciarono una serie di conflitti sociali e l’individualità perde valore.

Gli artisti si sentono sempre più estranei e distaccati dalla società, del loro tempo troppo legata alla legge del guadagno. Delusi da questa nuova società trovano rifugio in un mondo artificioso dove regna una bellezza raffinata, l’introspezione psicologica.

Il movimento che raggruppa questi artisti si chiama Decadentismo.

Gli esponenti più importanti , nonchè fondatori di tale corrente furono i francesi Charles Baudelaire, Paul Verlaine e Arthur Rimbaud. Tale corrente si estende poi in tutta Europa e uno dei suoi rappresentanti fu l’inglese Oscar Wilde.

I poeti decadenti vivono solo per la propria arte, le loro poesie sono ricche di simboli che nascondono misteri nascosti., quindi si parla di Simbolismo.

Anche il linguaggio risulta completamente diverso dalla tradizione letteraria, infatti la parola non è più chiara e precisa, ma in sè racchiude molteplici significati, con l’utilizzo di analogie, suoni, simboli ecc.

In Italia questo movimento arriva un po’ in ritardo rispetto a tutto il resto d’Europa. I massimi esponenti sono Giovanni Pascoli e Gabriele d’Annunzio.

 

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