Il fiume è un corso d’acqua perenne, che nasce da una sorgente montana, un ghiacciaio o un lago. Per effetto della forza di gravità, scorre verso il mare.

Il fiume si distingue dai corsi d’acqua intermittenti , che nella stagione secca sono asciutti e che sono chiamati torrenti.

Il fiume nasce dalla sorgente che si trova in luoghi elevati, e scende verso il basso. Il suo corso si conclude nel mare, in un luogo o anche in un altro fiume.

Il bacino idrografico del fiume è simile a una grande vasca, i cui bordi sono costituiti dalle creste dei monti. Le acque che scendono sui versanti alimentano il fiume.

La sua lunghezza viene misurata dalla sorgente, il luogo da cui scaturisce la prima acqua che alimenta il fiume, alla foce, il luogo dove esso sbocca in mare.

Lungo il suo corso, il fiume è alimentato da affluenti, corsi d’acqua secondari che sboccano in quello principale. Essi si distinguono in affluenti di sinistra e affluenti di destra. Alimentato dagli affluenti, il fiume accresce la sua portata, cioè il volume di acqua che passa attraverso una sua sezione in un determinato tempo.

Come cambia il fiume nel suo percorso

Man mano che scende a valle , il fiume assume caratteristiche diverse, a causa del modificarsi dell’alveo, ossia dell’avvallamento nel terreno in cui scorre l’acqua.

Nell’alto corso, nel tratto montano, il fiume ha carattere torrentizio: a causa dell’elevata pendenza , la corrente è più veloce ed esercita una forte azione erosiva.

Nel medio corso, il fiume assume pendenze più dolci e, con l’apporto di numerosi affluenti, diventa più ampio e profondo.

La sua azione erosiva si è molto attenuata e ha inizio invece l’azione di sedimentazione, cioè di deposito di materiali erosi a monte. Con il diminuire della pendenza, il fiume smette di scorrere rettilineo e forma delle vaste curve, dette anse.

Nella parte inferiore del suo corso il fiume si distende in pianura. Le sue acque scorrono lentamente. Si accentua l’azione di deposito in particolare di ghiaia e sabbia. Il fiume conclude il suo viaggio con la foce.

    

Come sfocia un fiume

La foce di un fiume, nel tratto finale in cui esso sbocca in mare, è di due tipi.

A delta, quando il fiume si divide in alcuni rami che sfociano in mare creando, con i detriti una pianura alluvionale di forma triangolare, simile alla lettera greca  Δ (delta).

A estuario, quando il fiume sfocia in mare allargandosi a imbuto.

Vi sono fiumi che non sfociano direttamente in mare, ma in un lago. Quello che alimenta il lago, sfociandovi, viene definito immissario; quello che scarica le acque del lago, viene definito emissario.

 

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