Il monachesimo

 

Il monachesimo era la forma di vita scelta dai cristiani che volevano ritirarsi in isolamento, lontani dalla città e dedicarsi alla preghiera. Esso nasce in oriente, infatti, fin dai primi secoli del cristianesimo molti cristiani decisero di rinunciare ai beni terreni, di ritirarsi come monaci eremiti, riunendosi in comunità e vivendo nei monasteri sotto guida di un abate.

Anche molte donne scelsero la vita monastica, si dedicarono allo studio delle Sacre Scritture, all’assistenza di orfani, malati ecc. Fondarono dei monasteri guidati da una superiora che prese il nome di badessa.

Le prime forme di monachesimo si svilupparono nel IV secolo, dove i primi monaci si ritirarono o nei deserti dell’Egitto, erano detti anacoreti o eremiti. Questi attirarono intorno a se molti discepoli, quindi sorsero delle comunità dette cenobi, dove gruppi di monaci cominciarono a vivere insieme.

Pian piano si diffuse un po’ dappertutto. In Occidente prese si cominciò a sviluppare nel VI secolo, grazie all’esempio di Benedetto da Norcia. Egli in gioventù visse come eremita in una grotta vicino Roma. Ciò attirò l’attenzione di molti che cominciarono ad imitarlo e chiesero di unirsi a lui.

 

Nel 529, insieme ai suoi compagni fondò a Montecassino un monastero. Prima di morire, nel 543 Benedetto scrisse un regolamento, detto Regola che riguardava la vita nel monastero, essa si basava su un principio ora et labora (prega e lavora). Con la preghiera occupavano la maggior parte della giornata, ma importante era anche il lavoro manuale per sfuggire dall’ozio.

Il monachesimo benedettino si diffuse in tutta Italia, Svizzera e Francia e in seguito anche in Inghilterra. Si può dire che pian piano si diffuse in tutta Europa che si coprì con tantissimi monasteri.

La vita nei monasteri era guidata da un abate. Il lavoro che svolgevano era soprattutto agricolo, in modo da sfamarsi ed aiutare i più poveri.

Questi monasteri sorgevano soprattutto nelle campagne, quindi aiutavano i più poveri e portavano la parola di Cristo ai contadini che in parte erano ancora pagani.

Loro essendo fra i pochi che sapevano leggere e scrivere, avevano una propria biblioteca e trascorrevano ore a ricopiare antichi manoscritti. Il lavoro di copiatura era lungo e difficile, ovviamente era tutto fatto a mano e questi monaci venivano chiamati amanuensi.

 

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