Maometto e l’Islam

 

Prima di Maometto, gran parte della popolazione era costituita da beduini, cioè pastori nomadi che vivevano nel deserto ed erano organizzati in tribù autonome, con a capo uno sceicco. Queste tribù di beduini erano spesso in lotta fra lori, per vari motivi, inoltre, erano divisi anche dal punto di vista religioso. La maggioranza delle tribù era politeista, credevano in più divinità. La cosa particolare che tutte le tribù, però, riconoscevano un Dio superiore a tutte le altre divinità, che chiamavano Allah. Inoltre, in un particolare periodo dell’anno facevano una tregua in modo che tutti potessero andare in pellegrinaggio a La Mecca, città da loro considerata santa, in quanto qui all’interno di un piccolo tempio, chiamato kaaba, si conservava un meteorite, oggetto di grande venerazione, chiamato la Pietra Nera.

Intorno al 570 alla Mecca nacque Muhammad, che noi conosciamo come Maometto. Egli apparteneva ad una nobile famiglia, ma giovanissimo rimase orfano e fece tantissimi lavori. A 25 anni cominciò a lavorare per una ricca vedova, Kadigia, che diventerà sua moglie.

Viaggiò tantissimo e subì l’influenza dell’ebraismo e del cristianesimo. Invece di dedicarsi agli affari, preferiva lo studio e la preghiera. La tradizione narra che, secondo una sua stessa testimonianza, durante una veglia notturna su una montagna del deserto gli sia apparso l’arcangelo Gabriele che gli affidò una missione, Allah  l’unico Dio, creatore del cielo e della Terra voleva che lui diventasse il suo Profeta e che convincesse i fratelli arabi ad abbandonare i culti politeisti. Da quel momento ebbe anche altre visioni e altri insegnamenti che fece raccogliere da un suo fidato seguace in un libro chiamato Corano che divenne il testo sacro della religione islamica.

Cominciò la sua predicazione cercando di convincere le persone ad abbandonare il loro culto pagano, ma questa sua attività non piacque ai mercanti della Mecca che avevano paura che così non ci fossero più i pellegrinaggi verso la Mecca per venerare la Pietra Nera. Quindi lo ostacolarono e Maometto, che fino ad allora era stato protetto dalla moglie, poichè la donna morì, nel 622 si trovò costretto ad abbandonare la città e a trasferirsi a Medina. Il 622 viene ricordato come l’anno dell’Egira, cioè della migrazione, data in cui inizia il calendario musulmano.

A Medina nacque la nuova comunità di credenti, infatti Maometto riusci a raccogliere un gran numero di fedeli, divenne oltre che guida spirituale, anche politica e militare. Fece una lunga guerra contro i mercanti di la Mecca, ma nel 630, dopo aver convertito moltissime tribù di beduini, entrò trionfante a La Mecca, grazie anche ad un forte esercito. Distrusse tutti gli idoli, tranne la Pietra Nera e proclamo La Mecca, città santa. Morì nel 632.

La religione fondata da Maometto prese il nome di Islam e i suoi seguaci musulmani, che significa credenti.

 

IL CORANO E I 5 PILASTRI DELL’ISLAM

Il Corano è il libro sacro dell’Islam e contiene gli insegnamenti fondamentali della religione e quindi gli insegnamenti di Maometto. Messo per inscritto verso il 650 nella sua forma definitiva. Esso è composto da 114 capitoli chiamati Sure, che contengono non solo precetti religiosi, ma anche riguardanti la vita civile e sociale che i musulmani, ancora oggi, sono costretti a rispettare.

Secondo la religione islamica Abramo e Gesù, hanno fatto conoscere Dio all’umanità, ma solo Maometto ha compiuto la rivelazione definitiva. Quindi, per il Corano ebrei e cristiani non devono essere trattati come nemici di Dio.

La dottrina islamica poggia su due precetti fondamentali e cioè Allah è l’unico Dio e Maometto è il suo messaggero.

Nel Corano, inoltre, sono contenuti i 5 pilastri cioè le 5 regole che un buon musulmano deve rispettare:

  • Ogni musulmano deve testimoniare che Allah è l’unico Dio e che Maometto è il suo profeta;
  • ogni musulmano deve pregare cinque volte al giorno, inginocchiandosi con il capo rivolto verso La Mecca. Solo il venerdì, che è come la nostra domenica il musulmano deve recarsi in moschea a pregare con gli altri;
  • ogni musulmano deve fare l’elemosina, cioè deve donare una certa quantità di denaro, per aiutare i meno fortunati;
  • ogni musulmano, per un mese all’anno detto Ramadan, cioè il nono mese dell’anno secondo il calendario arabo, deve digiunare dall’alba al tramonto. Tale mese corrisponde a quello in cui Maometto cominciò ad avere le visioni;
  • ogni musulmano almeno una volta nella vita, deve recarsi in pellegrinaggio a La Mecca, la città santa, e compiere sette giri intorno alla Kaaba.

Principi molto semplici da seguire, per questo la diffusione dell’Islam fu così rapida e grande.

Il Corano, però interviene in molti aspetti della vita quotidiana. Per esempio, i credenti non possono bere alcolici, mangiare carne di maiale. Possono sposare fino a quattro mogli. Prescrive il jihad, che tradotto significa guerra santa, anche se di questo termine ci sono anche altre interpretazioni come impegno sacro, cioè la lotta che un musulmano deve fare con sè stesso per diventare più misericordioso e giusto.

 

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