La diversa durata del dì e della note

 

La principale conseguenza del moto di rivoluzione della Terra e dell’inclinazione dell’asse terrestre, è la diversa durata del dì e della notte e l’alternarsi delle stagioni.

Con il passare dei giorni, mano a mano che la Terra si sposta lungo la sua orbita, poichè l’asse è inclinato, la durata del dì e della notte varia con regolarità. Proprio questa variazione fa in modo che sulla Terra arrivi una quantità di calore diversa con il variare dei luoghi.

Nel nostro emisfero, cioè quello boreale , in inverno il Sole sorge più tardi e tramonta prima rispetto all’estate, nell’emisfero australe avviene il contrario.

L’unico luogo dove il dì e la notte hanno sempre la stessa durate è l’Equatore. Negli altri emisferi solo in due giorni dell’anno ciò accade e cioè il 21 marzo (equinozio di primavera) e il 23 settembre (equinozio d’autunno).

I due equinozi corrispondono alle sole due posizioni che assume la Terra, nelle quali il circolo di illuminazione passa esattamente per i poli.

Nel nostro emisfero, invece, il 21 giugno(solstizio d’estate) si ha il dì più lungo e il 22 dicembre (solstizio d’inverno) il dì più corto. Nell’emisfero australe avviene il contrario.

I due solstizi sono i punti intermedi tra gli equinozi. Quindi in questi punti il circolo d’illuminazione è tangente a due paralleli che hanno il nome di Circolo polare artico ( 66°33′ a Nord dell’Equatore) e Circolo polare antartico (66°33′ a Sud dell’Equatore).

Nello specifico quindi la durata diversa del dì e della notte dipende dall’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita, quindi l’asse rimane sempre parallelo a se stesso mentre la terra compie il moto di rivouzione.

 

Programma di scienze della Terra per le superiori