La società cortese

 

Vediamo come nasce la società cortese.

La corte feudale era nel XII secolo ancora la grande struttura economica e sociale dominante in Europa.

Le corti all’inizio poiché i signori erano occupati soprattutto nella guerra, non erano molto curate, ma poi pian piano cominciano ad essere luoghi di armonia e serenità, dove si codificano nuovi ideali e modelli di comportamento, ma soprattutto si cominciano a praticare un’intensa attività letteraria, poetica e musicale. Quindi vanno ad affiancare il ruolo dei monasteri e delle università.

Quindi si comincia a parlare di cultura cortese perché appunto nasce nelle corti.

Il termine “cortese”, nell’età carolingia, aveva il significato di “proprietà terriera”, “signoria”. Quindi questo termine era collegato alla corte ed era legato ai valori che si sviluppavano all’interno di essa.

Nella società feudale, per cortesia si intendeva la qualità che caratterizzava un animo nobile, che poi su di essa si fondava il codice di comportamento della cavalleria. Tale cortesia si contrapponeva  ai villani, cioè coloro che vivevano in maniera rozza, che a quel tempo venivano considerati i contadini

Oggi tale termine significa gentilezza e cordialità.

 

Nella società cortese determinante è il ruolo della donna, che diviene il simbolo stesso della “cortesia” e della “ gentilezza”. Secondo la loro concezione la donna aveva la capacità di ingentilire tutti coloro che entrano in contatto con lei, che diviene il principale oggetto dell’amore “cortese”.

Le corti si moltiplicarono, e ognuna era caratterizzata da un particolare tipo di intellettuale laico, perché ormai egli è ben lontano dalla religione.

La lingua della nuova cultura è il volgare, perché il pubblico della corte era diverso, anche ormai per la presenza delle donne.

Nacque una letteratura in volgare, basata sulla poesia lirica e sul romanzo cortese, che riprendeva temi della letteratura classica e li adattava al contesto sociale di quel momento.

 

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