L’Italia, ormai sotto il dominio spagnolo, nel Settecento registrò un aumento della popolazione, e un miglioramento del commercio grazie alla realizzazione di strade, ponti, valichi.

Dal punto di vista della manifattura ci fu lo sviluppo del settore tessile, editoria, ceramiche e maioliche,  e grazie alle numerose riforme e l’introduzione del catasto, molti terreni furono sottratti ai nobili e alla chiesa. Tale ripresa non interessò i più poveri che vivevano in campagna poiché i piccoli appezzamenti di terreno furono aboliti o se pur esistevano vennero ceduti con fitti molto più alti.

Gli effetti e le conseguenze dell’ Illuminismo si propagarono in Italia ( illuminismo italiano) in maniera diversa nei vari regni.

In Lombardia, che era la zone più ricca in Italia in quel periodo, vennero attuate numerose riforme, come il catasto, l’obbligo dell’istruzione e furono varate varie riforme per rendere libero il commercio .

Dal punto di vista culturale il filosofo ed economista Pietro Verri, riunì intorno a sé un gruppo di giovani nobili che spinti dalle idee illuministe diedero un grande contributo alla diffusione delle riforme.

Tra i vari esponenti ricordiamo Alessandro Volta inventore della pila e Cesare Beccaria che nel suo trattato” Dei delitti e delle pene “ definiva la pena di morte e la tortura inutili e crudeli e che non utili a fare giustizia.

Questi personaggi, insieme a Verri e altri esponenti fondarono nel 1764 una rivista “Il Caffè”, tale rivista fu così chiamata perché gli articoli erano scritti sotto forma di conversazioni avvenute in un caffè della città.

Erano delle chiacchiere filosofiche, riflessioni sui problemi reali della società e con questa rivista si cercò di diffondere sempre di più le idee illuministe.

A Napoli, ( l’illuminismo napoletano) dopo la salita al trono di Carlo III di Borbone nel 1734, vennero attuate numerose riforme, soprattutto il re ci tenne particolarmente a riformare il sistema fiscale affinchè tutti pagassero le tasse.

Si affidò, per attuare le varie riforme, al ministro Bernardo Tanucci, anche se nonostante le varie riforme e i vari cambiamenti, non si riuscì a risolvere il problema della povertà di alcune regioni come la Basilicata e la Calabria.

Dal punto di vista culturale i personaggi di maggior rilievo furono gli economisti  Antonio Genovesi e Ferdinando Galiani, il filosofo Gianbattista Vico e il giurista Gaetano  Filangieri.

In Toscana il granducato fu affidato nel 1738 a Francesco Stefano di Lorena, marito di Maria Teresa d’Austria e fu soprattutto il loro figlio , il granduca Pietro Leopoldo a dare vita a numerose riforme, liberalizzò l’economia abolendo i dazi, riformò il codice penale, abolendo torture e pena di morte, eliminò le corporazioni delle arti e dei mestieri, bonificò i terreni paludosi e riorganizzò la pubblica amministrazione seguendo il modello del regno austriaco e infine confiscò molte proprietà della chiesa.

Il Ducato di Savoia realizzò alcune riforme importanti come il miglioramento del sistema di istruzione con la formazione di una scuola superiore a carico dello stato, riorganizzò le tasse imponendole anche ai nobili e il clero e infine formò un corpo di leggi raccolte nelle Costituzioni.

LA MASSONERIA

In questo periodo di nascita e diffusione delle idee illuministe, nasce la Massoneria, un ‘associazione segreta nata in Inghilterra nel 1717.

Il suo nome deriva dalla parola inglese mason che significa muratore,  perchè  i regolamenti di questa associazione si rifacevano a quelli delle corporazioni medioevali dei muratori.

Inizialmente ne facevano parte borghesi, nobili e intellettuali che volevano diffondere e riformare la società secondo i principi dell’illuminismo, erano  organizzati in logge e ognuna di queste si basava sulla tolleranza , il diritto all’istruzione anche per il popolo e il diritto alla partecipazione politica.

L’ordine della Massoneria era diviso in tre livelli: apprendisti compagni e maestri, nelle logge non vi erano classi sociali tutti erano uguali e non esistevano ingiustizie, tutti i membri dovevano però rispettare le leggi del paese nel quale vivevano, erano esclusi da questa organizzazione gli ebrei e le donne.

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