L’Ottocento e il Romanticismo

 

Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento si diffonde il Neoclassicismo. Una corrente ispirata alla cultura greco- romana, cioè alla ricerca del bello, della perfezione, dell’armonia ecc.

In Italia l’artista più significativo fu Vincenzo Monti che curò la traduzione dell’Iliade.

Dopo il Neoclassicismo l’Ottocento conosce una grande corrente culturale e letteraria che prese il nome di Romanticismo. Nacque in Germania con il movimento dello Sturm und Drang e in Inghilterra; poi si diffuse in tutta Europa e con il termine romantico si cominciò a intendere tutto ciò che riguardava l’immaginazione e la fantasia, quindi era proprio in opposizione con il pensiero illuminista del secolo precedente, infatti, i Romantici portano avanti il valore dei sentimenti.

In questo periodo storico a seguito dei vari cambiamenti che aveva subito la società a causa della rivoluzione industriale, la rivoluzione americana e la rivoluzione francese, si vide l’affermarsi di una nuova classe sociale, la borghesia. L’artista quindi si trovava isolato in quanto non aveva più l’appoggio e la benevolenza di una corte e non si riconosceva negli ideali della borghesia legata al profitto e ai soli beni materiali . Per questi motivi si verificò una rottura tra artisti e società, infatti, nacque il concetto di genio romantico cioè un artista fuori dal comune che trovava rifugio nella sua interiorità, nel suo mondo segreto e proprio da ciò nacquero bellissime opere d’arte.

   
 

Le opere dei Romantici venivano scritte in un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, perchè avevano anche uno scopo educativo.

Un elemento importante per gli scrittori Romantici era la conoscenza del passato sia individuale che storico, appunto per questo una delle opere che maggiormente furono scritte furono i romanzi, che inoltre divennero il genere letterario più amato dai borghesi perchè nonostante molti non fossero colti, comunque amavano leggere storie coinvolgenti che esaltassero la loro classe sociale.

In Italia il Romanticismo si diffuse più tardi rispetto ai paesi del Nord Europa e si identificò con il Risorgimento, cioè tutte quelle lotte che gli italiani combatterono per la propria indipendenza dagli austriaci.

Lo spunto che diede vita alla diffusione del Romanticismo in Italia fu una lettere di Madame de Stael, una scrittrice francese, che affermava che gli italiani avevano bisogno di tradurre la letteratura straniera per conoscerla e prenderne spunto. Tale provocazione portò ad una forte polemica tra Classicisti e Romantici. Tra i Classicisti c’era Giacomo Leopardi e tra i Romantici Alessandro Manzoni. I primi pensavano che bisognava continuare a mantenere in campo letterario un forte legame con il mondo greco-latino, invece, i secondi pensavano che bisognasse approfondire la cultura antica, ma anche quella moderna ed europea.

 

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