Il legame ionico

 

In condizioni normali gli atomi sono elettricamente neutri, però in molti casi per raggiungere l’ottetto acquistano o cedono un elettrone, diventando non più neutri ma carichi positivamente o negativamente. Nel primo caso si troveranno con un numero di protoni maggiore non più uguale a quello degli elettroni, quindi avranno perso un o più elettroni. Nel caso in cui acquistano un elettrone si trovano ad  avere un numero di protoni minore di quello degli elettroni, quindi hanno una carica negativa.

Questi atomi carichi si chiamano ioni. Poichè cariche opposte si attraggono, gli ioni positivi e negativi restano uniti grazie ad un’attrazione elettrostatica che si chiama legame ionico.

Gli elementi del primo gruppo , cioè i metalli alcalini, hanno un solo elettrone nel guscio esterno, quindi per raggiungere una configurazione stabile tendono a perdere tale elettrone e diventano ioni positivi. Invece, gli atomi del settimo gruppo, visto che gli manca un solo elettrone per raggiungere la stabilità, quindi l’ottetto,  allora tendono ad acquistare un elettrone e diventare ioni negativi.

Possiamo quindi dire che gli atomi del primo gruppo si possono legare facilmente con quelli del settimo gruppo attraverso un legame ionico. Un esempio molto semplice è il cloruro di sodio NaCl cioè il comune sale da cucina i cui atomi sono legati secondo questo legame.

L’energia che tiene legate le molecole in un legame ionico è 10 volte più debole di quella di un legame covalente.

 

Il legame ionico in definitiva si può dire che è dovuto alla forza di attrazione elettrostatica che tiene uniti ioni di carica opposta ; gli ioni si formano per trasferimento di uno o più elettroni dagli atomi di un elemento con pochi elettroni di valenza , agli atomi di un altro elemento, cui mancano pochi elettroni per completare l’ottetto.

Questo tipo di legame in parole povere si può notare che si hanno quando tra i due elementi vi è una grande differenza di elettronegatività. Infatti, esso si ottiene quando la differenza di elettronegatività tra gli atomi è molto alta, superiore a 1,9.

Un altro esempio di legame ionico è quello che porta alla formazione dell’ossido di magnesio MgO. Il magnesio appartiene al gruppo II e ha due elettroni di valenza, l’ossigeno è del gruppo VI e manca di due elettroni per completare l’ottetto. Entrambe per raggiungere la stabilità devono acquistare la configurazione del neon. Otterremo così  Mg^{2+} e  O^{2-}..

Possiamo fare un riepilogo e dire che:

  • i metalli del I,II,III gruppo tendono a perdere elettroni e diventano ioni positivi;
  • i non metalli del gruppo V,VI,VII tendono ad acquistare elettroni trasformandosi in ioni negativi;
  • quando i metalli e non metalli dei gruppi di sopra si incontrano, si scambiano gli elettroni e tra di essi si stabilisce una forza di attrazione che è il legame ionico.

Ovviamente quando si forma il legame e il non metallo reagisce con il metallo, ci deve essere un bilanciamento della carica dei due. Per esempio se il magnesio si combina con il cloro, per bilanciarli, visto che il ,magnesio cede due elettroni diventando lo ione  Mg^{2+}, mentre il cloro acquista un elettrone diventando  Cl^{-}, quando si uniranno per bilanciare la carica otterremo MgCl_{{2}.

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