Il periodo dell’Impero

 

La congiura contro Cesare era stata organizzata dai senatori che volevano riprendere il potere, ma il risultato fu ben diverso. Tutto il potere passò nelle mani di Ottaviano, figlio di Cesare.

Dopo aver sconfitto i suoi rivali Ottaviano si fece proclamare imperatore. Le diverse cariche di governo furono riunite in un’unica persona. L’imperatore divenne tribuno della plebe, giudice, comandante supremo e ponteficie massimo (capo religioso).

Ottaviano, nel 27 a.C. ottenne anche il titolo di Augusto, ” divino”.

L’anno 31 a.C. viene indicato dagli storici come la data d’inizio del periodo imperiale. Per tenere maggiormente sotto controllo l’impero, Ottaviano Augusto nominò come governatori delle varie provincie, in cui era diviso l’impero, solo uomini di sua fiducia. Sotto il suo governo si inagurò un periodo di relativa pace. Fece edificare e restaurare monumenti, templi e piazze a Roma. Fece, inoltre, costruire città nelle provincie e dove si trovavano importanti insediamenti militari. Favorì in tal modo il diffondersi, oltre che della lingua latina, della civiltà romana.

Ottaviano quindi governò saggiamente e in breve tempo riformò lo Stato romano. Suddivise le provincie in senatorie, affidate all’amministrazione del senato, e imperiali, sottoposte all’imperatore.

   
 

I successori di Augusto

Alla sua morte, nel 14 d.C., dopo un regno lunghissimo, il potere passò nelle mani del figlio adottivo Tiberio. Per circa 200 anni si succedettero al potere varie dinastie che consolidarono il potere imperiale. L’imperatore divenne una divinità che andava venerata e chiunque si opponeva al suo potere veniva eliminato.

La successione avvenne inizialmente di padre in figlio, ma a partire dal II secolo d.C. fu usato il metodo dell’adozione: l’imperatore sceglieva il suo successore; questo consentì anche ai cittadini delle provincie di aspirare alla carica imperiale.

All’inizio del II secolo l’impero raggiunse la sua massima espansione con la conquista della Britannia, della Dacia, dell’Armenia e della Mesopotamia.

Nel 212 d.C. l’imperatore Caracalla concesse a tutti coloro che vivevano nelle provincie la cittadinanza romana. La cittadinanza romana, che era stata concessa a chi viveva in Italia nell’88 a.C., era un desiderio di tutti quelli che abitavano entro i confini dell’impero perchè, oltre ad alcuni doveri come pagare le tasse, garantiva molti diritti come quello di accedere alle cariche pubbliche…

 

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