Il tempo libero nell’antica Roma

 

Nell’antica Roma le giornate lavorative terminavano nel primo pomeriggio e il resto della giornata era dedicato alle attività ricreative e alle terme. Le occasioni per divertirsi non mancavano, vi erano infatti circa 180 festività legate a ricorrenze politiche o religiose.

Gli adulti si dedicavano ai giochi ginnici, poichè l’esercizio fisico era considerato importantissimo. Alcune di queste attività venivano svolte nel Campo Marzio, uno spazio pubblico dove si trovavano le palestre (gymnasia) e le terme. Più di tutto i Romani amavano gli spettacoli drammatici e teatro e la corsa delle bighe e delle quadrighe, carri trainati da due o quattro cavalli che disputavano appassionanti gare nel Circo Massimo. Un altro spettacolo che riscuoteva grande successo erano i giochi dei gladiatori nel Colosseo. I gladiatori erano in genere schiavi che si affrontavano in combattimenti all’ultimo sangue o che lottavano contro belve feroci portate a Roma dalla lontana Africa.

Il Colosseo è il più celebre anfiteatro . Deve il suo nome a un’enorme statua di Nerone, chiamata il “Colosso” , che si trovava nelle vicinanze. Poteva ospitare fino a 87 000 spettatori . Sotto il pavimento c’erano le celle dove i gladiatori e gli animali venivano rinchiusi prima dei combattimenti.

I Romani amavano moltissimo anche i giochi d’azzardo, fra i quali prediligevano i dadi, ma poichè questi giochi erano illegali venivano permessi solo durante le feste dei Saturnali, simili al nostro Carnevale, che si celebrava a dicembre.

 
 

Le terme

Le terme erano grandi bagni pubblici dove tutti , dal povero al potente, potevano recarsi ogni giorno per fare bagni caldi e freddi, ginnastica, sauna e massaggi. Erano tra i principali luoghi di ritrovo e di svago, dove era possibile rilassarsi, incontrare gli amici e addirittura tenere riunioni di affari; spesso vi erano anche delle biblioteche.

I Romani, che avevano una vera passione per le terme, le costruirono ovunque; le più importanti furono quelle volute a Roma dall’imperatore Caracalla nel 212 d.C. Le terme avevano locali separati per uomini e donne, ed erano alimentate dai grandi acquedotti, straordinarie opere d’ingegneria, costruiti per provvedere alle necessità giornaliere degli abitanti di Roma.

Dopo essersi spogliato in una sala apposita, il cliente entrava in un locale caldo e pieno di vapore, il calidarium. Per rinfrescarsi con gradualità passava poi nel tepidarium, dove gli inservienti lo sottoponevano a piacevoli massaggi con l’olio d’oliva. Infine passava nel frigidarium nel quale poteva immergersi in un tonificante bagno freddo. Le terme erano riscaldate con un sistema ingegnoso e funzionale: l’aria era riscaldata in una caldaia sotto il pavimento e poi distribuita nei vari locali, attraverso condutture interne ai muri.

 

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