La Divina Commedia

 

La data dell’inizio della Divina Commedia non la si conosce con precisione, sono state formulate molte ipotesi, e oggi si tende a fissare la data al 1307, quando Dante componeva ancora il Convivio e il De vulgari eloquentia, che interruppe per dedicarsi per il resto della sua vita alla composizione della Commedia.

Se andiamo ad analizzare il nome dell’opera che è “Commedia“, a cui solo successivamente Boccaccio aggiunse l’aggettivo “Divina“, per , probabilmente, mettere in evidenza il contenuto dottrinale ed erudito , subito ci viene da pensare a un’opera divertente e leggera, certo questo non è il modo in cui si può giudicare il poema di Dante. I motivi che hanno indotto Dante a scegliere questo titolo vengono spiegati nell’Epistola XIII a Cangrande della Scala. Egli gli scrive che l’opera appartiene al genere della commedia, perchè mentre la tragedia ha un inizio alto e sublime e una fine tragica, la commedia, come l’opera scritta da lui, inizia con una situazione difficile e dolorosa ma termina con il lieto fine. Inoltre, la commedia ha anche uno stile dimesso e umile al contrario dello stile aulico della tragedia.

Sempre nella stessa lettera Dante gli spiega che la Divina Commedia aveva un duplice significato: letterale ed allegorico. Infatti spiegava che il suo poema in senso letterale raccontava delle condizioni delle anime dopo la morte, invece in senso allegorico il destino dell’uomo in virtù del libero arbitrio che a seconda dei suoi meriti o delle sue colpe era disposto a ricevere dalla giustizia divina o il premio o il castigo.

La Divina Commedia è un poema allegorico-didascalico, scritta in terzine di endecasillabi. Ha una struttura, scandita dalla continua presenza del numero tre. Infatti, è divisa in tre cantiche:inferno, purgatorio e paradiso. Ogni cantica comprende 33 canti, escluso l’inferno i cui canti sono 34, dove il primo ha la funzione di proemio. La somma totale dei canti è 100. L‘inferno è suddiviso in 9 cerchi e un vestibolo, quindi in tutto 10; il purgatorio è diviso in 9 parti che sono spiaggia, antipurgatorio e 7 cornici, inoltre ha anche il paradiso terrestre , quindi ancora il numero 10; il paradiso ha 9 cieli più l’empireo quindi 10.

Inoltre il tre compare anche perchè sono tre le fiere che fermano Dante all’inizio del suo viaggio (lonza, leone e lupa) e tre sono le guide  che accompagnano Dante (Virgilio, Beatrice e san Bernardo).

Quindi il numero 3 è così importante perchè è il simbolo della trinità al quale si unisce il numero 10 anch’esso simbolo della perfezione perchè racchiude sia il 3 che l’1, che insieme rappresentano il mistero di Dio che è uno e trino.

 

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