La poesia religiosa

 

La poesia religiosa

In Italia, rispetto la Francia la letteratura in volgare si diffuse in un contesto politico molto frammentario sia dal punto di vista politico che culturale.

Nel Duecento non esisteva una letteratura uguale per tutta la penisola, ma vi erano varie produzioni regionali, solo alcune riuscirono ad imporsi.

L’unica cosa che avevano in comune queste produzioni era l’uso del volgare. Le principali sono: la poesia religiosa e la poesia lirica. La seconda a sua volta comprendeva la Scuola siciliana, la poesia siculo-toscana, il dolce stil novo e la poesia comico-realistica.

La produzione di testi a carattere religioso fu produttiva nella parte d’Italia tra Toscana, Umbria e Marche e la parte del Lazio centro-settentrionale, fino ad arrivare al monastero di Monteccassino.

 

All’inizio queste opere erano dei “ritmi”, cioè componimenti dalla struttura semplice e molto ripetitiva, che favoriva l’apprendimento mnemonico, anche da parte di coloro che non avevano cultura. I versi usati erano brevi, con una sola rima e inoltre si usavano delle lasse , cioè strofe irregolari.

I ritmi più importanti sono il Ritmo laurenziano, Ritmo cassinese e il Ritmo su sant’Alessio.

Fin dai primi secoli del Medioevo, la produzione letteraria era vasta, ma era scritta in latino, quindi incomprensibile per la maggior parte della popolazione. Per ampliare il pubblico a cui era rivolta, quindi renderla accessibile anche ai meno colti, si sviluppò la letteratura religiosa in volgare.

Queste produzioni nacquero in seguito alla nascita dei movimenti religiosi popolari, detti pauperistici, che si opponevano al lusso e alla corruzione e predicavano la povertà.

Tra tutte le regioni italiane, l’Umbria conobbe un profondo fervore spirituale e qui nacque l’ordine dei Francescani, fondato da Francesco d’Assisi.

La poesia religiosa si sviluppò nel corso del XIII secolo, la sua origine per convenzione è indicata con la composizione del Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi. Esso era una lode a Dio e a tutto ciò che lui ha creato, in volgare per far sì che il messaggio arrivasse a tutte le persone , anche quelle meno colte.

In seguito con Jacopone da Todi, la lauda assunse un tono più elaborato.

 

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