Afghanistan

 

L’Afghanistan confina a nord con Tagikistan, Uzbekistan e Turkmenistan, a nord-est con la Cina, a est e a sud con il Pakistan, a ovest con l’Iran. E’ un Paese privo di sbocchi sul mare ed è grande un po’ più del doppio dell’Italia. Il territorio afgano è per l’80% montuoso. La catena più elevata è quella dell‘Hindukush, che è la continuazione occidentale dell’altopiano dell’Himalaya e si trova al confine con il Pakistan, a cui appartiene la vetta più alta del paese, il Noshaq Invece a sud si estende un vasto deserto, il Registan.

L’Hindukush prosegue a ovest con la catena del Paropamiso e tra le montagne del Nord, al confine con il Turkmenistan, si estende la piccola pianura della Battriana, l’unica zona pianeggiante, ricca di acqua e vegetazione.

Il clima è arido continentale ed è caratterizzato da forti escursioni termiche diurne e stagionali con inverni molto rigidi ed estati caldissime. Le precipitazioni sono scarse e concentrate sui rilievi.

Inoltre, la regione è soggetta a fenomeni sismici, anche molto intensi.

Il paesaggio dominante è la steppa arida, pietrosa e spazzata da venti secchi, più adatta alla pastorizia che all’agricoltura.

Dalle  montagne ricoperte di neve nascono molti corsi d’acqua, molti fiumi nascono dall’Hindukush e scorrono verso sud defluendo nei bacini desertici meridionali.

La popolazione afgana è costituita da molte etnie differenti; i più numerosi sono i pashtun, di origine iraniana, poi ci sono i tagiki e le etnie turche. Per quanto riguarda la lingua, la più usata è il dari e il pashto.

La religione più praticata è l’islam che si divide in sunnita e sciita ,però per la maggioranza la popolazione segue la prima.

L’area più popolosa è Kabul che è la capitale.

La popolazione è molto giovane, infatti circa il 45% ha un’età al di sotto dei 15 anni. L’analfabetismo è la piaga del paese, soprattutto quello femminile, infatti circa il 72% della popolazione non sa leggere e scrivere.

La maggior parte della popolazione vive in tribù e la loro vita si basa su leggi non scritte affidate alla memoria degli anziani.

L’Afghanistan è il paese più povero dell’Asia e uno dei più poveri del mondo, sicuramente a questa cosa hanno influito le continue guerre che non hanno permesso alcun progresso.

Le poche coltivazioni non bastano per l’intera popolazione, l’unica coltivazione che rende è quella del papavero da oppio, purtroppo esportato anche da contrabbandieri, soprattutto in Europa. I proventi illegali della droga alimentano le guerriglie e le attività illecite.

L’attività industriale è quasi assente e sicuramente l’allevamento nomade e l’agricoltura di sussistenza sono le attività più sviluppate.

Una fonte di sostentamento sono gli aiuti internazionali.

 
 

LA STORIA 

L’Afghanistan è indipendente dal 1919 e nel 1973, dopo l’abbattimento della monarchia, l’Afghanistan divenne una repubblica, ma nel 1978, a seguito di un colpo di stato salì un governo comunista.

Nel 1979 seguì una lunga e sanguinosa guerra civile tra le truppe sovietiche da un lato e Usa e Pakistan dall’altro che affiancavano la guerriglia islamica (mujahidin). La guerra si concluse nel 1989 con il ritiro dei sovietici e quindi la vittoria islamica.

In seguito nel 1996 si imposero al potere le milizie integraliste islamiche che basavano il loro governo sulle leggi del corano. Quindi con il loro avvento la situazione si fece ancora più aspra e nel 2001 dopo l’attacco alle torri gemelle organizzate da Osama bin Laden, un miliardario saudita che fondò al qaeda, gli Stati Uniti e la NATO sono intervenuti militarmente facendo crollare il regime talebano e instaurando un governo transitorio con lo scopo di ricostruire il paese distrutto.

Dal 2002 , a seguito di un accordo, l’ONU ha deciso di mandare forze armate nel paese in modo da mantenere la pace, però nonostante tutto la situazione è ancora di alta tensione.

Nel 2012 gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro delle truppe dall’Afghanistan.

 

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