Roma e le guerre di espansione

 

Durante la monarchia Roma aveva rinforzato la sua posizione nei territori intorno al Tevere.

Con l’avvento della repubblica, cominciò ad allargare i propri domini, conquistando il Lazio e parte dell’Etruria (sud dell’attuale Toscana).

Subì qualche sconfitta , ma alla fine riuscì sempre a prevalere sul nemico. In un solo caso rischiò di soccombere: quando da nord giunsero i Celti, che i Romani chiamavano Galli. Essi pretesero solo una certa quantità di oro e andarono via.

 
 

Un altro sanguinoso conflitto fu quello contro i Sanniti, popolo degli Appennini centrali. Subirono umilianti sconfitte, la peggiore fu quella subita nelle gole di Claudio perchè i soldati romani, disarmati, furono obbligati a passare in segno di sottomissione sotto le cosiddette forche caudine, una specie di giogo costruito con le lance. Tuttavia Roma non si arrese e riuscì a vincere la battaglia finale, così occuparono tutto il Centro Italia.

Più a sud, vi erano le fiorenti città fondate dai Greci. Una delle più importanti era Taranto. Preoccupata della crescente potenza di Roma, la città chiese aiuto a un re Greco dell’Epiro, Pirro. Questi giunse in loro aiuto con l’esercito e molti elefanti. I Romani, sconcertati degli enormi animali, furono battuti; in seguito capirono come fare a spaventare gli elefanti e sconfissero il nemico presso la città di Malevento, che da allora prese il nome di Benevento.

Ormai tutta l’Italia dal Po alla Calabria fino allo stretto di Messina, era romana.

 

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