I popoli dell’Italia antica

 

Mentre sulle coste del Mediterraneo fiorivano le grandi civiltà dei Fenici, dei Cretesi e dei Micenei, l’Italia era abitata da popolazioni molto arretrate, che non conoscevano la scrittura, non avevano città, non erano organizzati in Stati.

A partire dal 1 000 a.C., si stabilirono nella penisola e sulle isole altre popolazioni, che intrecciarono la loro storia e quella delle genti locali, dando origine a nuove civiltà.

I Liguri

Uno dei popoli più antichi di cui abbiamo notizia è quello dei Liguri. Vivevano in  un’area più vasta dell’attuale Liguria, in un ambiente ostile, tra ripide montagne e il mare.

La loro civiltà si sviluppò soprattutto lungo la costa: divennero abili marinai e commerciarono con altri popoli.

I Camuni

Un altro popolo antichissimo è quello dei Camuni.

Fin dall’ 8 000 a.C. essi scelsero per i loro insediamenti i luoghi asciutti e montuosi della Valcamonica, in Lombardia.

Di quest’antichissima civiltà sono rimaste più di 170 mila incisioni rupestri: esse documentano il passaggio dal Paleolitico, in cui i Camuni vivevano di caccia e raccolta, al Neolitico, caratterizzata dalla scoperta dell’allevamento e dell’agricoltura.

I Celti

A ondate successive giunsero nella Pianura Padana tribù di Celti, di origine indoeuropea.

I Celti erano cacciatori e allevatori nomadi, ma anche agricoltori. Quando trovavano una zona favorevole, vi si fermavano per qualche tempo: bruciavano ampi tratti di foresta per ricavare terreni agricoli da coltivare e vicino a essi costruivano i loro villaggi fortificati, con case e botteghe artigiane. Erano infatti abilissimi nella lavorazione dei metalli e del legno.

I Celti erano politeisti. I loro sacerdoti erano i druidi, esperti conoscitori del mondo della natura, della medicina e dell’astronomia.

 
 

I Veneti

I Veneti sapevano lavorare il bronzo, navigare sui fiumi e sul mare, ma erano soprattutto noti come allevatori di cavalli. Davano molta importanza a questi animali, come dimostrano i numerosi ritrovamenti di sepolture di cavalli e di bronzetti che li raffigurano.

I maggiori centri della civiltà veneta furono Este, Padova e, sulla costa, Adria. Occupata successivamente da Greci ed Etruschi, essa divenne la più importante città commerciale del Mar Adriatico, cui dette il nome.

Il territorio dei Veneti era attraversato dalla ” via dell’ambra“. L’ambra è una resina fossile; proveniva dalle regioni baltiche ed era molto richiesta per la realizzazione di amuleti e gioielli, poichè si pensava che avesse proprietà magiche e curative.

Gli Umbri

Gli Umbri vivevano in un territorio più vasto dell’odierna Umbria. I loro insediamenti sorgevano sulle alture ed erano protetti da mura; alcuni esistono ancora oggi e sono Amelia, Assisi, Città di Castello….

Di questa civiltà ci sono pervenute testimonianze preziose: le tavole eugubine. Si tratta di sette lastre rettangolari di bronzo che riportano iscrizioni in latino e in umbro. Descrivono un popolo progredito, organizzato in città-stato alleate tra loro, ma soprattutto offrono indicazioni sulle cerimonie religiose degli Umbri.

I Sanniti

Nei territori occupati da Abruzzo, Molise e Campania vivevano i Sanniti.

Erano contadini e pastori di pecore. Durante l’estate conducevano le greggi in montagna e al sopraggiungere dell’inverno facevano ritorno in pianura. Alcuni dei loro sentieri, chiamati tratturi, esistono ancora oggi; per secoli hanno costituito le uniche vie di comunicazione in quelle zone.

I Sanniti vengono però ricordati soprattutto come abili guerrieri: combattevano con spade corte, lance e scudi, usando tecniche di guerriglia che poi furono imitate da altri popoli.

Altri popolazioni dell’Italia centro meridionale

L’Italia centro-meridionale era abitata anche da altre popolazioni, che praticavano la pastorizia, e quando era possibile anche l’agricoltura. C’erano i Picenei, i Sabini, gli Osci, i Messapi, i Lucani, I Bruzi,…..

Vivevano nel centro Italia anche gli Etruschi e i Latini che diedero vita alle due più importanti civiltà della nostra penisola.

 
 

In Sicilia

Le coste siciliane erano abitate da coloni fenici e greci.

Nelle zone interne, invece, si svilupparono tre diverse civiltà: i Siculi a est, i Sicani al centro, gli Elimi a ovest. Questi popoli presentavano alcune caratteristiche comuni, ma anche tratti distintivi, per esempio decoravano la ceramica in modi diversi.

La civiltà nuragica

Dal 1 500 a.C. circa in Sardegna si sviluppò la civiltà dei Sardi, detta anche nuragica dai nuraghi, le caratteristiche torri di pietra a tronco di cono. Probabilmente i nuraghi venivano utilizzati come magazzini per le provviste e come rifugi in caso di attacchi nemici.

Alcuni villaggi erano circondati da mura. Al centro sorgeva la torre principale, in cui si riuniva il consiglio degli anziani. Spesso all’interno delle mura c’era anche un pozzo.

Inizialmente i Sardi erano pastori e guerrieri, poi si dedicarono all’agricoltura, all’artigianato e al commercio.

I Villanoviani

Tra il IX e il VII secolo a.C. dall‘Emilia alla Campania si sviluppò la civiltà Villanoviana (dal nome di Villanova, una città vicino Bologna). I Villanoviani vivevano in territori ricchi di pascoli e campi, lungo i corsi d’acqua, in villaggi di capanne costruite con mattoni di terracotta e ricoperte con canne.

I loro insediamenti assunsero sempre più le caratteristiche di vere e proprie città, costruite su alture poco distanti dal mare. Questo modello di città sarà ripreso dagli Etruschi, considerati i più diretti discendenti dei villanoviani.

I Villanoviani erano agricoltori e allevatori, ma si dedicavano anche alla caccia e alla pesca. Sapevano inoltre costruire oggetti di metallo (attrezzi, spade, gioielli).

Essi introdussero l’incinerazione, cioè l’uso di bruciare i corpi dei defunti e di custudirne le ceneri in urne cinerarie, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici.

I Terramaricoli

Intorno al II millennio a.C. si stabilirono, nell’odierna Val Padana , i Terramaricoli (il nome deriva dal termine dialettale terra marna, cioè terra grassa, perchè molto fertile). Essi abitavano in villaggi di palafitte, perchè vivevano in un ambiente paludoso e ricco di corsi d’acqua: riuscivano così a difendersi dalle piene dei fiumi e dall’umidità. Erano agricoltori, pescavano lungo i fiumi, ma sapevano anche fondere i metalli e realizzare oggetti come vasi e vestiti in lana e lino.

 

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